Sentenza n. 3329/2026 - Napoli, Sezione 3
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n.-OMISSIS-, resa dalla Corte di Appello di Napoli in data 13 marzo 2017 e depositata il 29 marzo 2017, nella causa R.G. -OMISSIS-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione, da parte del Ministero della Salute, della sentenza della Corte di Appello di Napoli che disponeva il pagamento di somme in favore della ricorrente
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a., chiedendo che fosse ordinato al Ministero della Salute di dare esecuzione al giudicato formatosi su una sentenza della Corte di Appello di Napoli del 13 marzo 2017, depositata il 29 marzo 2017, recante la condanna al pagamento di somme in suo favore. Nel corso del giudizio, con memoria del 16 febbraio 2026, la ricorrente ha dichiarato di avere ottenuto, dopo la proposizione del ricorso, la liquidazione del capitale e degli interessi, affermando che nulla altro fosse dovuto. Ha tuttavia insistito per la liquidazione delle spese del giudizio. Il Ministero della Salute non si è costituito. La ricorrente non ha documentato l’asserito pagamento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo che la dichiarazione della ricorrente circa l’avvenuto pagamento rendesse venuto meno l’interesse all’esecuzione del giudicato, pur rilevando che tale pagamento non era stato documentato. Le spese sono state integralmente compensate per giusti motivi di equità, in considerazione dell’esito del giudizio e della mera dichiarazione della ricorrente sull’avvenuto pagamento. Il provvedimento dispone inoltre l’oscuramento dei dati identificativi e di quelli idonei a rivelare lo stato di salute.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, mediante il quale il giudice amministrativo assicura l’esecuzione del giudicato; nel caso concreto, la sopravvenuta dichiarazione di pagamento ha fatto venir meno l’interesse all’esecuzione.
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
Consente la declaratoria di improcedibilità quando, nel corso del giudizio, viene meno l’interesse alla decisione.
art. 84 c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni processuali applicabili.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni processuali applicabili.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce, insieme alla normativa europea e all’art. 2-septies del d.lgs. 196/2003, il presupposto per l’oscuramento dei dati personali sensibili nella diffusione del provvedimento.
art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato quale fondamento della tutela dei dati relativi alla salute mediante oscuramento delle generalità e delle informazioni identificative.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
Richiamato quale ulteriore base normativa per l’oscuramento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la sopravvenuta esecuzione dell’obbligo risultante dal giudicato fa venir meno l’interesse alla prosecuzione del ricorso e conduce alla declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
- La dichiarazione della parte ricorrente di avere ricevuto quanto dovuto può essere posta a fondamento della declaratoria di improcedibilità, anche se il pagamento non è stato documentato; tale circostanza può tuttavia incidere sulla regolazione delle spese, giustificandone la compensazione.
- La sopravvenuta soddisfazione della pretesa sostanziale nel corso del giudizio non determina automaticamente la condanna dell’amministrazione alle spese, potendo il giudice compensarle per ragioni di equità valutate alla luce dell’esito del giudizio e della prova dell’adempimento.
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