Cassazione Penale, Sentenza n. 25669/2025 del 11/07/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Ancona per il reato di evasione (art. 385 c.p.), censurando la motivazione per vizio logico: il Tribunale aveva riconosciuto numerosi allontanamenti non autorizzati dall'abitazione durante gli arresti domiciliari ma li aveva ritenuti non rilevanti penalmente in ragione della breve durata, della limitata distanza e della finalità (ricezione di pacchi per il forno di famiglia). Il ricorrente ha sostenuto che durata, distanza e motivo non escludono la rilevanza penale dell'evasione e che il provvedimento di assoluzione era viziato.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al medesimo Tribunale, ponendo l'obbligo che il giudice del rinvio sia diverso da quello che ha pronunciato la sentenza annullata. La Corte ha inoltre confermato la legittimità del rigetto dell'istanza di termini a difesa ex art. 108 c.p.p. presentata tardivamente dal difensore nominato solo il giorno prima dell'udienza, richiamando il bilanciamento con il principio della ragionevole durata del processo.
Norme richiamate
art. 385 cod. pen.
L'evasione si configura per qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione; non rilevano la durata, la distanza o il motivo dell'allontanamento ai fini dell'integrazione del reato.
art. 108 cod. proc. pen.
Il termine a difesa previsto non spetta se la nomina del difensore è tardiva rispetto all'udienza; la concessione del termine va bilanciata con il principio della ragionevole durata del processo.
art. 623 lett. d) cod. proc. pen.
Disposizione richiamata per la trasmissione degli atti: in caso di sentenza annullata senza rinvio, o per casi rilevanti, gli atti devono essere trasmessi al tribunale; qui gli atti sono rimessi al medesimo Tribunale con giudice diverso.
Massime di principio
- L'allontanamento non autorizzato dagli arresti domiciliari integra il reato di evasione indipendentemente dalla durata, dalla distanza e dal motivo dell'uscita; pertanto ricevere pacchi o effettuare brevi uscite non esclude automaticamente la rilevanza penale.
- Le aree condominiali o spazi comuni non sempre si qualificano come parte integrante dell'abitazione agli effetti degli arresti domiciliari; l'interpretazione è restrittiva per favorire controlli pronti e non aleatori.
- La nomina tardiva del difensore, effettuata in prossimità dell'udienza, può legittimamente comportare il rigetto dell'istanza di termini a difesa ex art. 108 c.p.p., poiché va bilanciata con la ragionevole durata del processo.
- In caso di vizi di motivazione che sottovalutano elementi fattuali rilevanti per la configurazione del reato, la Cassazione può annullare la sentenza con rinvio e disporre che il nuovo giudizio sia affidato a un diverso giudice del medesimo tribunale.
- Per la difesa è importante documentare eventuali autorizzazioni o giustificazioni formali per gli spostamenti e ottenere, se possibile, prove che le uscite erano autorizzate o necessarie; la tempestiva nomina del difensore e la cura procedurale sono cruciali per evitare preclusioni processuali.
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