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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 34717/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia edilizia: Munari ha chiesto la riduzione in pristino della costruzione di Rolando e il risarcimento danni per presunte violazioni delle distanze legali (art. 907 c.c.), riduzione della luminosità e impedimento dell'esercizio della servitù di passaggio (per occupazione con impalcature, attrezzi e materiali). Rolando ha appellato la pronuncia di merito che lo aveva in parte condannato ad arretrare e a ridurre l'altezza e il balconcino. In cassazione Rolando ha proposto quattro motivi: (1) violazione e falsa applicazione art. 907 c.c. per aver disposto l'arretramento assumendo che Munari avesse diritto di veduta a 3 metri senza accertare titolo; (2) violazione art.112 c.p.c. e vizi motivazionali/ultrapetizione circa la qualificazione delle vedute (dirette vs oblique) e l'entità del pregiudizio; (3) violazione art.872 c.c. per avere la Corte d'appello ordinato la restitutio in pristino per violazione di norme locali sull'altezza quando, secondo Rolando, la violazione avrebbe dato luogo al solo risarcimento; (4) violazione art.1067 c.c. e vizio motivazionale per presunto omesso esame degli elementi della CTU relativi all'impedimento della servitù. Munari ha resistito e ha proposto ricorso incidentale chiedendo, tra l'altro, la declaratoria di violazione delle distanze nel prospetto ovest e per gli impianti idraulici e del gas.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi tre motivi del ricorso principale di Rolando (ossia: mancato accertamento del titolo della servitù di veduta e quindi applicazione illegittima dell'art. 907; errata qualificazione come veduta obliqua invece che diretta; e vizio nella decisione che ha disposto la riduzione in pristino per inosservanza delle norme locali sull'altezza, quando in mancanza di rapporto con distanze la tutela è risarcitoria). Il quarto motivo è stato rigettato (la censura sulla valutazione della CTU è valutazione di merito non sindacabile in cassazione). Il ricorso incidentale di Munari è stato rigettato (anche la domanda relativa alle tubazioni è stata dichiarata inammissibile per genericità e come domanda nuova). La sentenza impugnata è stata cassata quanto ai profili accolti e la causa è rinviata alla Corte d'appello di Torino in diversa composizione per nuovo giudizio, anche sulle spese di legittimità. È stato altresì disposto quanto a contributo unificato ex DPR 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 907 c.c.

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui l'applicazione della disciplina delle distanze dalle vedute (art. 907) presuppone l'anteriorità del diritto di veduta rispetto all'esercizio della facoltà di costruire; il titolare della veduta deve provare il titolo (atto, origine, usucapione), altrimenti non può ottenere l'arretramento della costruzione altrui

  • art. 906 c.c. e art. 905 c.c.

    Distinzione tra vedute dirette (art.905) e vedute oblique (art.906): la misura della distanza per le vedute oblique si considera dal lato più vicino; la Corte ha rilevato che era stata confusa la veduta obliqua con la veduta diretta e che occorre verificare la posizione dell'osservatore sul balcone per qualificare correttamente la veduta

  • art. 872 c.c.

    La Corte ha precisato che la violazione di norme urbanistiche che disciplinano solo l'altezza degli edifici (senza relazione con le distanze tra costruzioni) non legittima automaticamente la riduzione in pristino: in tale ipotesi la tutela è risarcitoria, previa rigorosa prova del danno

  • art. 1067 c.c.

    Richiamato nel motivo relativo alla servitù di passaggio; la Corte ha ritenuto la censura infondata in quanto chiedeva diversa valutazione delle risultanze istruttorie (CTU), cosa non sindacabile in cassazione

  • art. 112 c.p.c.

    Riferito rispetto al vizio di ultrapetizione: non si può pronunciare oltre o diversamente da quanto richiesto dalle parti; la qualificazione delle domande e la loro estensione devono restare entro i limiti del petitum

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3,4,5)

    Norma procedurale invocata per i motivi di cassazione (violazione di legge, motivazione, omesso esame di fatto decisivo); la Corte ha analizzato i motivi in relazione ai vizi dedotti e deciso quali accogliere o respingere

  • art. 380-bis c.p.c. (comma 1)

    La causa era stata assegnata alla trattazione in camera di consiglio ai sensi di tale norma e poi rimessa alla pubblica udienza; norma processuale sul rito camerale e rimessione

  • art. 183 c.p.c. (sesto comma, n.1)

    Richiamata rispetto alla distinzione tra mutatio libelli ed emendatio: la Corte d'appello aveva ritenuto la domanda sull'impianto idraulico come nuova (mutatio) e quindi inammissibile

  • DPR 115/2002 art. 13 (comma 1-bis e 1-quater)

    Riferimento amministrativo sul contributo unificato: la Corte ha disposto l'eventuale versamento aggiuntivo da parte del ricorrente incidentale

Massime di principio

  • Per ottenere l'arretramento di una costruzione sulla base delle vedute (art. 907 c.c.) è necessario che il proprietario provi di avere un titolo alla servitù di veduta (atto, origine, usucapione compiuta prima della costruzione). Senza prova del titolo non si può applicare la tutela restitutoria
  • L'usucapione del diritto di veduta deve essersi consolidata prima che il vicino costruisca; se il termine utile non è maturato al momento della costruzione non si può richiedere l'arretramento basato sull'usucapione
  • Occorre distinguere con cura tra veduta diretta, laterale e obliqua (secondo la posizione dell'osservatore): la qualificazione incide sulla norma applicabile (art. 905 vs art. 906) e sulla misura delle distanze
  • La violazione di norme locali che disciplinano soltanto l'altezza degli edifici, senza rapporto con le distanze tra costruzioni, di norma non legittima la demolizione o la riduzione in pristino: la tutela è prevalentemente risarcitoria, salvo che la norma locale incida sulle distanze
  • Le domande che introducono elementi nuovi rispetto al petitum (mutatio) possono essere dichiarate inammissibili se non adeguatamente specificate; le richieste generiche e non circostanziate sulle violazioni di impianti (es. tubazioni) rischiano l'inammissibilità
  • In sede di legittimità la Corte non è luogo per una rivalutazione globale delle prove (p. es. CTU): il ricorso per cassazione deve censurare vizi di diritto o di motivazione concreti, non chiedere mera riesamina dei fatti
  • Se la sentenza di merito poggia su plurime ragioni autonome e almeno una di esse resiste alla censura, la pronuncia può rimanere ferma su quella base anche se altre sono cassate

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