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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14497/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna per ricettazione (alcuni indumenti contraffatti) deducendo vizio di motivazione per non aver sostituito la pena detentiva breve con pena pecuniaria, nonostante la richiesta in appello. Si lamentava che la Corte non avesse valutato la conversione al minimo consentito (5 euro/giorno) e la possibilità di rateizzazione, nonché il fatto che il ricorrente era stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, indice di condizioni economiche disagiate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione relativa alla sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio su quel punto ad altra sezione della Corte d'appello di Lecce. Il motivo è che la Corte di appello non ha esaminato compiutamente l'istanza di conversione (incluso il ragguaglio al minimo e la proposta di pagamento rateale) e quindi deve rivalutare la richiesta tenendo conto delle condizioni economiche dell'imputato.

Norme richiamate

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 56-quater

    La norma, come modificata dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, individua un ampio intervallo per il valore giornaliero di conversione, permettendo al giudice di determinare una somma che tenga conto delle condizioni economiche del soggetto e al contempo rispetti le finalità rieducative e di prevenzione della pena; la sostituzione resta rimessa alla discrezionalità del giudice.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (modifica art. 56-quater)

    Ha introdotto la possibilità di un ampio intervallo di conversione giornaliera che consente adeguamenti in rapporto alle condizioni economiche dell'imputato; rende dunque più agevole determinare conversioni compatibili con situazioni di indigenza.

Massime di principio

  • La sostituzione di pene detentive brevi con pena pecuniaria è rimessa alla discrezionalità del giudice, ma tale discrezionalità richiede una valutazione motivata e completa dell'istanza di conversione.
  • L'ammissione al patrocinio a spese dello Stato (condizioni di indigenza) non esclude automaticamente la sostituzione con pena pecuniaria; serve una motivazione basata su elementi di fatto che dimostrino una prognosi negativa di solvibilità.
  • La difesa dovrebbe formulare in modo chiaro la richiesta di conversione indicando il ragguaglio (es. il minimo giornaliero) e proporre soluzioni pratiche come il pagamento rateale, allegando documentazione sullo stato economico.
  • Se il giudice di merito non valuta compiutamente il ragguaglio della conversione e le proposte di rateizzazione, la Cassazione può annullare la decisione limitatamente a quel punto e rinviare per un nuovo esame.
  • Il giudice può legittimamente rifiutare la conversione se, sulla base di elementi concreti, ritiene che l'imputato non possa adempiere alla pena pecuniaria; tale valutazione però deve emergere chiaramente nella motivazione.

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