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Sentenza

Sentenza del 25/05/2018 n. 6305 - Comm. Trib. Prov. Catania

Cartella di pagamento - Notificazione via PEC - Assenza dell'estensione cd. ".p7m" - Nullita' - Applicabilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la validità della notificazione della cartella perché il messaggio PEC conteneva un file in formato ".pdf" anziché un documento firmato digitalmente con estensione ".p7m". Secondo la tesi accolta, il semplice PDF non garantisce, da solo, l'integrità, l'immodificabilità, l'identificazione dell'autore e la paternità dell'atto. Inoltre, costituirebbe una copia elettronica priva di attestazione di conformità da parte di un pubblico ufficiale. La busta crittografica ".p7m", contenente il documento originale, i dati della firma digitale e gli elementi necessari alla sua verifica, sarebbe invece necessaria per certificare la sottoscrizione e l'autenticità della cartella.

La decisione

La notificazione via PEC della cartella è stata ritenuta nulla, poiché il documento era stato trasmesso in formato PDF e non in formato ".p7m", senza una valida attestazione di conformità. La decisione si fonda sull'idea che la sola allegazione di un PDF non consenta di verificare adeguatamente la provenienza e l'integrità dell'atto. La nullità della notificazione è stata quindi riconosciuta in applicazione dell'art. 156 c.p.c., secondo il quadro normativo richiamato in materia di documento informatico e firma digitale.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, artt. 20 e seguenti (Codice dell'amministrazione digitale)

    Le disposizioni sono state interpretate nel senso che il documento informatico deve offrire garanzie di integrità, immodificabilità, provenienza e riferibilità al suo autore. Secondo la pronuncia, tali garanzie risultano adeguatamente assicurate dalla firma digitale contenuta nella busta crittografica .p7m.

  • Art. 156 c.p.c.

    La norma è stata applicata per ritenere nulla la notificazione viziata nella forma, in quanto il formato PDF non avrebbe garantito la certezza della provenienza e della conformità dell'atto notificato.

Massime di principio

  • Nell'orientamento seguito dalla decisione, la notificazione via PEC di un atto tributario non è valida se l'allegato è un semplice PDF privo di firma digitale verificabile o di attestazione di conformità.
  • La presenza dell'estensione .p7m è considerata indice della trasmissione di una busta crittografica contenente il documento firmato digitalmente; tuttavia, nella prassi e nella giurisprudenza possono esistere orientamenti difformi sulla sufficienza del PDF e sulle modalità di sottoscrizione.
  • Quando viene contestata una notifica PEC, occorre verificare il formato dell'allegato, la firma digitale, la ricevuta di consegna, l'identità del mittente e l'eventuale attestazione di conformità.
  • La nullità della notificazione non coincide necessariamente con l'inesistenza dell'atto: possono assumere rilievo la tempestività dell'impugnazione, il raggiungimento dello scopo della notificazione e l'eventuale sanatoria prevista dalla disciplina processuale.
  • La questione va valutata alla luce della normativa vigente e dell'orientamento del giudice competente, poiché alcune pronunce hanno ritenuto valide notifiche contenenti PDF, in contrasto con l'impostazione adottata nella decisione descritta.

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