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Sentenza

Sentenza del 06/09/2018 n. 40 - Comm. Trib. Prov. Vercelli

Avviso di accertamento - DOCFA -Rettifica classe e rendita catastale - Ripartizione dell'onere della prova

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente contestava l’avviso di accertamento con cui l’Ufficio, a seguito della procedura DOCFA, aveva rettificato la classe e la rendita catastale dell’immobile. La controversia riguardava principalmente la ripartizione dell’onere della prova ai sensi dell’art. 2697 c.c. e la sufficienza degli elementi utilizzati dall’Ufficio per giustificare la rettifica. L’Ufficio non aveva effettuato un sopralluogo, ma aveva fondato la propria valutazione su argomentazioni tecniche e sul confronto con altre unità immobiliari situate nello stesso stabile condominiale. Il contribuente, invece, avrebbe dovuto fornire elementi concreti e specifici idonei a dimostrare l’erroneità della pretesa, come una perizia giurata, non essendo sufficienti mere deduzioni soggettive.

La decisione

La decisione afferma che l’Ufficio deve provare i fatti costitutivi della propria pretesa, mentre il contribuente deve dimostrare i fatti posti a fondamento della contestazione. L’onere dell’Ufficio può essere assolto anche senza sopralluogo, quando la rettifica sia sostenuta da argomentazioni tecniche funzionali all’inquadramento dell’immobile e da un confronto con unità immobiliari comparabili. Il contribuente, per contrastare efficacemente la rettifica, deve invece fornire allegazioni e strumenti probatori concreti, quali una perizia giurata; in mancanza, le sue contestazioni restano mere valutazioni soggettive. L’impostazione decisionale è quindi favorevole all’Ufficio.

Norme richiamate

  • Art. 2697 del codice civile

    Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento; chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda.

    La norma viene applicata anche al processo tributario secondo la posizione sostanziale delle parti: l’Ufficio deve dimostrare i fatti costitutivi della pretesa catastale, mentre il contribuente deve provare i fatti contrari o impeditivi dedotti nel ricorso.

Massime di principio

  • In una controversia sulla rettifica della classe o della rendita catastale, l’Ufficio deve indicare e dimostrare gli elementi tecnici e fattuali che giustificano la modifica.
  • L’assenza di un sopralluogo non rende automaticamente illegittima la rettifica, se l’Ufficio dispone di una motivazione tecnica concreta e di comparazioni attendibili con immobili analoghi.
  • Il confronto con altre unità immobiliari dello stesso stabile può costituire un elemento probatorio rilevante, soprattutto quando evidenzi differenze ingiustificate nella classificazione catastale.
  • Il contribuente non può limitarsi ad affermare che la classe o la rendita sono eccessive o errate: deve fornire prove tecniche specifiche, preferibilmente mediante una perizia giurata o altra documentazione oggettiva.
  • La valutazione dell’onere della prova dipende dalla posizione sostanziale delle parti: ciascuna deve dimostrare i fatti sui quali fonda le proprie rispettive pretese o contestazioni.

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