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Sentenza

Sentenza del 18/01/2018 n. 94 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE - Legislazione comunitaria - Art. 11 Cost. - Immediata applicabilità nel territorio nazionale - Principi fondamentali dell'ordinamento italiano - "Controlimiti" - Violazione - Inapplicabilità in Italia della norma comunitaria - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'accertamento fiscale relativo all'attività di raccolta di scommesse svolta in Italia tramite un soggetto residente italiano, contestando, tra l'altro, la violazione dell'art. 12 dello Statuto del contribuente, l'omessa valutazione delle memorie difensive, l'insufficiente motivazione degli avvisi, l'assenza dei presupposti soggettivo e territoriale dell'imposta, la violazione della libertà di prestazione dei servizi prevista dall'art. 56 TFUE, l'introduzione di una non prevista imposta sul volume d'affari e la mancata applicazione dell'esimente dell'obiettiva condizione di incertezza. È stata inoltre sollevata una questione di costituzionalità per asserita violazione dell'art. 53 Cost., sostenendo che il raccoglitore italiano fosse un mero intermediario privo di autonoma capacità contributiva.

La decisione

La Commissione tributaria regionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione di costituzionalità e ha rigettato integralmente l'appello, confermando la sentenza di primo grado e gli avvisi di accertamento. Ha ritenuto che il soggetto italiano e la società estera costituissero un'unica organizzazione economica integrata, responsabile solidalmente dell'imposta sul reddito prodotto in Italia. Il raccoglitore italiano non è stato considerato un mero tramite, poiché rendeva concretamente possibile la raccolta di scommesse sul territorio nazionale da parte di un operatore estero non autorizzato. Sono state inoltre ritenute infondate le censure relative alla durata della verifica, alle memorie successive al PVC, alla motivazione degli avvisi, alla territorialità dell'imposta, alla libertà di prestazione dei servizi e all'esimente dell'incertezza normativa. Le spese processuali sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • Art. 11 della Costituzione italiana

    La normativa comunitaria è immediatamente applicabile nell'ordinamento nazionale, ma secondo il giudice incontra i cosiddetti controlimiti, rappresentati dai principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale italiano.

  • Art. 53 della Costituzione italiana

    Non è stato ritenuto violato il principio di capacità contributiva, perché il raccoglitore italiano partecipa concretamente all'organizzazione dell'attività economica e contribuisce alla produzione del reddito in Italia.

  • Art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente

    La violazione del termine massimo di sessanta giorni di permanenza o attività di verifica non determina, secondo l'orientamento richiamato dalla sentenza, l'invalidità automatica dell'avviso di accertamento.

  • Art. 56 TFUE

    La libertà di prestazione dei servizi non è stata ritenuta prevalente rispetto alle esigenze di ordine pubblico, controllo statale e disciplina nazionale del gioco d'azzardo, soprattutto quando l'attività è svolta tramite un'organizzazione non autorizzata.

  • Art. 3 del d.lgs. n. 504/1998

    La disposizione è stata applicata ritenendo integrati i presupposti soggettivo e territoriale dell'imposizione nei confronti dell'organizzazione composta dall'operatore estero e dal raccoglitore italiano.

  • Art. 1, comma 66, lettera b), della legge n. 220/2010

    La disposizione è stata ritenuta compatibile con il principio di capacità contributiva e applicabile all'attività di raccolta scommesse realizzata in Italia attraverso il soggetto residente.

Massime di principio

  • Quando un operatore estero svolge attività economica in Italia tramite un soggetto residente, la sostanza economica dell'organizzazione può prevalere sulla forma contrattuale: il soggetto italiano può essere considerato parte integrante dell'attività e responsabile degli obblighi fiscali.
  • La partecipazione marginale del soggetto italiano agli utili non esclude necessariamente la sua rilevanza fiscale, se la sua attività è indispensabile per realizzare il servizio e produrre reddito sul territorio nazionale.
  • Le libertà garantite dal diritto dell'Unione europea possono essere limitate da esigenze imperative di ordine pubblico e da discipline nazionali particolarmente caratterizzanti, come il controllo pubblico del gioco d'azzardo; tale limite è più forte quando l'attività è svolta in elusione o frode delle autorizzazioni nazionali.
  • La violazione del termine di durata della verifica fiscale o la mancata risposta specifica alle memorie presentate dopo il PVC non comportano automaticamente l'annullamento dell'accertamento, se l'atto resta adeguatamente motivato e il contribuente ha potuto esercitare il proprio diritto di difesa.
  • L'esimente dell'obiettiva incertezza normativa può essere esclusa quando il contribuente ha utilizzato consapevolmente una struttura organizzativa diretta ad aggirare autorizzazioni, controlli o obblighi fiscali.
  • Per valutare la territorialità dell'imposta occorre considerare il luogo in cui l'attività economica è concretamente svolta e il reddito è prodotto, non soltanto la residenza formale dell'operatore o la titolarità contrattuale dell'attività.

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