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Sentenza

Sentenza del 06/02/2018 n. 394 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Imposta di registro - conferimento di immobile - previa accensione di mutuo ipotecario con finalità personali - deducibilità dalla base imponibile - non è ammissibile. Imposta di registro - principio di capacità contributiva - art. 20 d.P.R. 131/1986 - si applicano - conferimento di immobile con accollo di mutuo - violazione art. 53 Costituzione - consegue.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva conferito un immobile in una società dopo aver acceso, per finalità personali, un mutuo ipotecario garantito dallo stesso bene. Il mutuo era stato poi accollato dalla società conferitaria. Il contribuente pretendeva che l’importo del mutuo fosse sottratto dal valore dell’immobile ai fini del calcolo dell’imposta di registro. La contestazione riguardava quindi la possibilità di considerare il mutuo come elemento idoneo a ridurre la base imponibile, nonostante fosse stato acceso per finalità estranee o comunque eccentriche rispetto all’operazione di conferimento.

La decisione

La pretesa del contribuente è stata respinta. È stato ritenuto non ammissibile dedurre l’importo del mutuo dalla base imponibile dell’imposta di registro. L’operazione è stata valutata secondo la sua effettiva sostanza economica e alla luce del principio di capacità contributiva: le finalità personali dell’accensione del mutuo non possono incidere sulla tassazione del conferimento dell’immobile. L’operazione è stata inoltre considerata in contrasto con l’art. 20 del d.P.R. 131/1986 e con l’art. 53 della Costituzione.

Norme richiamate

  • Art. 20 d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131

    L’operazione deve essere interpretata considerando la natura e gli effetti giuridici complessivi dell’atto, senza attribuire rilievo a una struttura negoziale artificiosa diretta a ridurre indebitamente la base imponibile dell’imposta di registro.

  • Art. 53 della Costituzione

    Il dovere di concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva impedisce di ridurre l’imposizione mediante l’utilizzo di un mutuo acceso per finalità personali e non effettivamente connesso all’operazione tassata.

Massime di principio

  • Nelle operazioni di conferimento immobiliare, la base imponibile dell’imposta di registro non può essere ridotta mediante l’accollo di un mutuo previamente acceso dal conferente per finalità personali o estranee al conferimento.
  • L’esistenza formale di un debito o di un accollo non è sufficiente a ottenere una deduzione fiscale: occorre che il debito sia economicamente e giuridicamente collegato all’operazione imponibile.
  • Le operazioni di pianificazione fiscale possono essere disconosciute quando la sequenza negoziale appare costruita principalmente per diminuire l’imposta, soprattutto se il finanziamento precede l’operazione ed è stato ottenuto per esigenze personali.
  • Il principio di capacità contributiva impone di considerare l’effettiva consistenza economica dell’operazione e impedisce di valorizzare elementi estranei al presupposto del tributo per ottenere un risparmio d’imposta.
  • In situazioni analoghe, il contribuente deve dimostrare la reale funzione economica del mutuo e il suo nesso diretto con l’acquisto o il conferimento dell’immobile; in mancanza, l’importo non dovrebbe essere sottratto dalla base imponibile.

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