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Sentenza

Sentenza del 27/09/2018 n. 2886 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

PROCESSO - Motivazione sentenza - Esame da parte dei giudici di I grado della sola questione prevalente sollevata dalla parte - Legittimità - Sussiste. CONTENZIOSO - Prova - Validità dichiarazioni dei terzi - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente lamentava, da un lato, che il giudice di primo grado non avesse esaminato singolarmente tutte le questioni e gli argomenti prospettati, configurando un'omissione di pronuncia o una motivazione insufficiente; dall'altro, contestava la validità e l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese da terzi, inserite nel processo verbale di constatazione e poi richiamate nell'avviso di accertamento.

La decisione

La censura è stata respinta. È stato ritenuto legittimo che il giudice di primo grado concentrasse la motivazione sulla questione prevalente e decisiva, senza dover fornire una risposta analitica a ogni singolo argomento, potendosi ritenere le questioni non esaminate espressamente assorbite o implicitamente rigettate. È stata inoltre riconosciuta l'utilizzabilità, nel processo tributario, delle dichiarazioni di terzi contenute nel processo verbale di constatazione e recepite nell'avviso di accertamento, sebbene con valore non di prova piena, ma di elementi indiziari concorrenti alla formazione del convincimento giudiziale. Nel caso concreto, tali dichiarazioni confermavano l'attendibilità della documentazione extracontabile; pertanto, la posizione dell'Amministrazione finanziaria è stata confermata.

Norme richiamate

  • Principio di motivazione della sentenza e di corrispondenza tra chiesto e pronunciato

    Il giudice non è tenuto a esaminare dettagliatamente ogni argomento dedotto dalle parti, ma deve motivare sulle questioni effettivamente decisive. La mancata trattazione espressa di una questione non equivale automaticamente a omessa pronuncia, potendo derivare dal suo assorbimento o da un implicito rigetto.

  • Principi in materia di prova nel processo tributario

    Le dichiarazioni di terzi raccolte dall'Amministrazione finanziaria e riportate nel processo verbale di constatazione, quando richiamate nell'avviso di accertamento, possono essere utilizzate come elementi indiziari. Non costituiscono necessariamente prova autonoma e piena, ma possono concorrere al convincimento del giudice se coerenti con altri elementi, come la documentazione extracontabile.

Massime di principio

  • Una sentenza è validamente motivata anche quando affronta solo la questione prevalente e decisiva, purché dal ragionamento sia possibile comprendere perché le altre argomentazioni siano state respinte o ritenute assorbite.
  • Nel contestare una sentenza per omessa pronuncia non è sufficiente rilevare che un argomento non è stato esaminato espressamente: occorre dimostrare che si trattava di una domanda o eccezione autonoma e decisiva, non superata logicamente dalla decisione.
  • Nel processo tributario le dichiarazioni di terzi non sono automaticamente inutilizzabili solo perché non rese in giudizio: possono avere valore indiziario, soprattutto quando sono specifiche, coerenti e confermate da documenti o altri elementi.
  • La forza dell'accertamento dipende dalla convergenza di più elementi: dichiarazioni di terzi, verbale di constatazione, documentazione extracontabile e ulteriori riscontri possono integrare un quadro presuntivo idoneo a fondare la decisione.
  • Chi contesta dichiarazioni di terzi dovrebbe evidenziarne concretamente contraddizioni, genericità, inattendibilità o assenza di riscontri, poiché la mera contestazione della loro provenienza non è necessariamente sufficiente.

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