Sentenza n. 4645/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della Sentenza n. 300/2025, del Tribunale di Como, Sezione lavoro, pubblicata il 14 ottobre 2025, in merito al procedimento recante R.G. n. 1265/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inadempimento del Ministero all'obbligo, stabilito dalla sentenza del Tribunale di Como, Sezione lavoro, n. 300/2025, di riconoscere la carta del docente per 500 euro per l'anno scolastico 2024/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo che il Ministero non aveva dato esecuzione alla sentenza del Tribunale di Como, Sezione lavoro, n. 300/2025, pubblicata il 14 ottobre 2025 e notificata al Ministero il 28 febbraio 2026, che lo aveva condannato a riconoscerle la carta del docente per 500 euro per l'anno scolastico 2024/2025. Il giudicato risultava attestato dalla cancelleria del Tribunale. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha allegato l'avvenuto adempimento.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso dalla notifica della sentenza il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996. Nel merito lo ha accolto: la documentazione comprovava la spettanza dell'importo riconosciuto dal giudicato e il Ministero non aveva dedotto di aver adempiuto. Ha quindi dichiarato l'inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notifica della sentenza gli importi dovuti, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per l'ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero; il commissario dovrà agire entro i successivi 60 giorni, determinando il residuo dovuto e adottando gli atti necessari. Non è riconosciuto al commissario alcun compenso, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato a rifondere le spese, liquidate in 800 euro per compensi e spese, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione al difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 669/1996
Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.
Il ricorso per ottemperanza contro una sentenza di condanna al pagamento nei confronti dell'amministrazione è procedibile una volta trascorsi 120 giorni dalla notificazione della sentenza.
art. 114 c.p.a.
Il ricorso per ottemperanza va dunque accolto.
Il TAR accoglie l'azione di ottemperanza e dispone le misure necessarie all'esecuzione del giudicato, inclusa la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia.
Massime di principio
- Ai fini della procedibilità del ricorso per ottemperanza avente a oggetto una sentenza di condanna dell'amministrazione al pagamento, deve essere decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996.
- Quando il giudicato riconosce un credito documentato e l'amministrazione non deduce di aver adempiuto, il giudice dell'ottemperanza può dichiarare l'inottemperanza e ordinare il pagamento entro un termine, detraendo gli eventuali pagamenti medio tempore effettuati.
- In caso di ulteriore inerzia, il giudice può nominare un commissario ad acta e subordinare l'attivazione del suo incarico all'istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione; se l'attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del dipendente pubblico nominato, non è dovuto un compenso aggiuntivo.
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