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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11048/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente lamentava la violazione delle distanze legali da parte della società Edilinvest (sconfinamento su sue particelle, costruzione oltre le distanze e con maggiori volumi/altezza rispetto a quanto consentito), nonché il risarcimento dei danni da fessurazioni. In cassazione ha denunciato, tra l'altro, la carenza del contraddittorio rispetto al fascicolo di primo grado non acquisito in appello, l'errata valutazione delle prescrizioni urbanistiche locali (art. 26-ter R.E.C. e art. 22 N.T.A. P.R.G.), la mancata considerazione delle fotografie e della c.t.u. integrale, l'erronea esclusione dell'applicabilità del D.M. 1444/1968 (art. 9) con riferimento a pareti finestrate, l'errata ricostruzione della natura e dello stato del cosiddetto vano tecnico e la sottovalutazione delle prove testimoniali circa lo sconfinamento e i danni prodotti dai lavori di scavo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo (violazione del contraddittorio rispetto al fascicolo mancante) e alcune doglianze riguardanti l'applicabilità dell'art. 891 c.c. e l'insussistenza della causalità delle fessurazioni (motivi 8 e 9). Ha invece accolto i motivi dal secondo al settimo: ha censurato la Corte d'appello per l'errata valutazione delle prescrizioni urbanistiche locali sull'altezza, per aver escluso la rilevanza per il vicino di eventuali volumi in eccesso, per la possibile rilevanza di opere come scale chiuse con vetrate, per omissioni nella valutazione delle caratteristiche finestrate delle pareti e per la mancata corretta identificazione/valutazione del vano tecnico e dello sconfinamento. Il decimo motivo è stato assorbito. Conseguentemente la sentenza di appello è stata cassata in relazione ai profili ritenuti fondanti e la causa è stata rinviata alla Corte di appello di Lecce per ulteriore istruttoria e decisione, anche sulla regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 111, comma 2

    Principio del contraddittorio; invocato per contestare la decisione di appello fondata su documentazione parziale e sulla mancata acquisizione del fascicolo di primo grado

  • Codice di procedura civile, art. 101, comma 2

    Richiamato in relazione al principio del contraddittorio procedurale e alla correttezza dell'istruttoria

  • Codice di procedura civile, art. 347

    Norma sulla richiesta di acquisizione del fascicolo d'ufficio da parte del giudice d'appello; il ricorso censurava la mancata completa ricostruzione del fascicolo

  • Codice di procedura civile, artt. 115 e 116

    Regole sulla valutazione della prova e sui criteri di motivazione; utilizzati per contestare omissioni e incongruenze nella valutazione probatoria della Corte territoriale

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5

    Fondamento formale dei motivi di cassazione: vizio di motivazione e omessa valutazione di fatto decisivo

  • Codice civile, art. 872

    Norma sulle distanze tra fabbricati; centrale nella discussione sulla misura dell'altezza da considerare (livello del suolo dei prospetti) e sulla rilevanza per il vicino di volumi/altezza maggiori

  • Codice civile, art. 891

    Regola sulle distanze per canali e fossi; la Corte ha ritenuto inapplicabile l'art. 891 allo scavo realizzato come rampa di accesso, essendo privo delle connotazioni di canale idoneo a raccogliere acque

  • D.M. n. 1444/1968, art. 9, comma 2

    Disciplina delle distanze e della distanza minima di 10 metri fra pareti finestrate; la Corte ha richiamato l'interpretazione per cui la distanza vale se almeno una delle pareti è finestrata

  • Regolamento Edilizio Comunale (R.E.C.), art. 26-ter

    Prescrizione urbanistica locale citata dal ricorrente in relazione al calcolo dell'altezza dell'edificio anche in presenza di piani interrati o sistemazioni esterne; la Corte ha ammesso che tale norma doveva essere esaminata

  • N.T.A. del P.R.G. del Comune, art. 22

    Limiti di zona e distanze locali richiamati per valutare il rispetto del distacco minimo (es. 5 m) per il vano tecnico; la Corte ha ritenuto che la questione fosse stata omessa o mal valutata in appello

  • Codice civile, art. 2697

    Onere della prova; invocato dal ricorrente per contestare la valutazione della prova circa la chiusura della scala con vetrate e altri elementi

  • Codice di procedura civile, art. 332

    Regola sulle cause scindibili e sulla notificazione dell'impugnazione alle altre parti; utilizzata per escludere la necessità di integrazione del contraddittorio rispetto al co-attore Castellana, quando il termine per impugnare è spirato

  • Codice di procedura civile, art. 327

    Termine per proporre ricorso per cassazione; richiamato per affermare la decadenza del co-attore non parte in cassazione

  • Codice di procedura civile, art. 345 (testo previgente)

    Regola sulla prova nuova indispensabile in appello; citata nella giurisprudenza di riferimento per il principio secondo cui la prova nuova deve eliminare ogni incertezza sulla ricostruzione fattuale

Massime di principio

  • Se il fascicolo di primo grado non è acquisito in appello, il giudice di secondo grado può decidere sulla base della documentazione prodotta dalle parti; tuttavia la parte che ritiene indispensabile il fascicolo deve chiedere e motivare la ricostruzione o la rinnovazione probatoria in appello.
  • Per il calcolo dell'altezza ai fini delle distanze legali si deve valutare l'altezza dei singoli prospetti rispetto al livello del suolo proprio di ciascun prospetto; in edifici con fronti a quote diverse ogni prospetto va considerato separatamente.
  • La realizzazione di volumi o altezze superiori a quelli consentiti dall'urbanistica può arrecare pregiudizio ai vicini (luce, aria, valore) e dare titolo a tutela privata, non essendo rilevante solo l'interesse della pubblica amministrazione.
  • L'art. 9 del D.M. 1444/1968 (distanza di 10 m tra pareti finestrate) si applica quando almeno una delle pareti fronteggianti è finestrata; è sufficiente che vi siano finestre anche solo su parte della parete.
  • L'art. 891 c.c. si applica solo agli scavi che realizzino un canale o fossato con fondo più basso su entrambi i lati e idoneo a raccogliere acque: uno scavo per rampa di accesso non rientra in tale fattispecie.
  • Per far valere lo sconfinamento o lesioni dovute ai lavori altrui è necessario un accertamento probatorio adeguato e motivato che colleghi le opere ai danni; omissioni probatorie in appello possono giustificare cassazione e rinvio per integrazione istruttoria.
  • In cause inizialmente esperite con più attori e domande scindibili, l'omessa impugnazione di uno di essi in cassazione può comportare la preclusione della sua autonoma impugnazione se è decorso il termine; ciò incide sul contraddittorio in cassazione.

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