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Sentenza

Sentenza n. 14450/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'accertamento illegittimità del silenzio-inadempimento sull’istanza di condono numero Prot. 0/566597 sot. 0 e sulla istanza di riavvio e conclusione del procedimento del 23 marzo 2026.

Giustizia amministrativa202605207

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulle istanze di definizione di un procedimento di condono edilizio e sulla richiesta di riavvio e conclusione del procedimento

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente condono)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha dedotto la violazione dell'art. 2 l. 241/1990, lamentando che Roma Capitale non avesse concluso entro il termine di legge il procedimento relativo a un'istanza di condono edilizio, nonostante la successiva richiesta del 23 marzo 2026 di riavvio e conclusione del procedimento. Ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio e la condanna dell'amministrazione all'adozione di un provvedimento espresso e motivato. Roma Capitale si è costituita depositando documentazione dalla quale risultava che il procedimento era ancora in fase istruttoria, senza tuttavia dimostrare l'adozione del provvedimento finale.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., accertando l'illegittimità dell'inerzia di Roma Capitale. Il giudice ha ritenuto che, a fronte di una specifica richiesta del privato diretta a ottenere la definizione del procedimento di condono, gravasse sull'amministrazione un obbligo di provvedere mediante un atto espresso. La permanenza del procedimento in fase istruttoria non escludeva l'inadempimento, poiché non era stato adottato alcun provvedimento finale. Roma Capitale è stata condannata a concludere il procedimento entro 150 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore, mediante l'adozione di un provvedimento espresso, restando impregiudicato il contenuto della decisione amministrativa. È stata riservata, in caso di ulteriore inadempienza e su istanza di parte, la nomina di un commissario ad acta. Le spese sono state poste a carico di Roma Capitale e liquidate in 500 euro, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone all'amministrazione di concludere il procedimento entro il termine previsto mediante un provvedimento espresso.

  • art. 31 c.p.a.

    Consente l'azione avverso il silenzio e l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il rito speciale per la tutela contro il silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione.

Massime di principio

  • La presentazione di una specifica istanza diretta a ottenere la definizione di un procedimento di condono edilizio fa sorgere in capo all'amministrazione l'obbligo di adottare un provvedimento espresso; la mancata conclusione del procedimento legittima l'azione avverso il silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
  • L'amministrazione non può sottrarsi all'obbligo di provvedere limitandosi a mantenere il procedimento in fase istruttoria: deve concluderlo con un provvedimento espresso entro il termine stabilito dal giudice, restando impregiudicato il contenuto della determinazione finale.
  • L'obbligo di provvedere può sussistere, in applicazione dei doveri di correttezza e buona amministrazione, quando ragioni di giustizia ed equità determinino nel privato una legittima aspettativa di conoscere il contenuto e le ragioni della decisione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoBuona fede e correttezza della PAOttemperanza e commissario ad acta

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