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Sentenza

Sentenza del 14/02/2017 n. 549 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

IRPEF - Assegno di mantenimento in favore del figlio - Riqualificazione - Parte della somma versata a titolo di assegno divorzile - Deducibilità - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La deducibilità è stata riconosciuta. È stato ritenuto che la compensazione operata tra gli ex coniugi e la successiva riqualificazione giudiziale della somma come assegno divorzile consentissero di attribuire all'importo la natura di assegno divorzile, con conseguente deducibilità ai fini IRPEF.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la deducibilità ai fini IRPEF di una somma inizialmente corrisposta come assegno di mantenimento per il figlio, ma successivamente riqualificata dal giudice, nell'ambito dei rapporti tra ex coniugi, come assegno divorzile. La questione consisteva nello stabilire se tale riqualificazione, anche in presenza di una compensazione tra le somme dovute a diverso titolo, consentisse di considerare l'importo come assegno divorzile deducibile.

Massime di principio

  • Ai fini fiscali, la natura di una somma corrisposta tra ex coniugi può essere valutata alla luce della qualificazione giuridica riconosciuta dal giudice, anche se il pagamento era stato inizialmente effettuato a diverso titolo.
  • Una riqualificazione giudiziale come assegno divorzile può consentire la deducibilità IRPEF prevista per tali assegni, purché la decisione e la documentazione dimostrino chiaramente la natura e l'importo della somma.
  • La compensazione tra obbligazioni di diverso titolo non esclude necessariamente la deducibilità: occorre verificare se, in concreto, l'importo sia riconducibile a un assegno divorzile effettivamente dovuto e corrisposto.
  • La deducibilità non deriva dalla mera denominazione utilizzata dalle parti, ma dalla sostanza dell'obbligazione, dalla pronuncia giudiziale e dalla tracciabilità dei pagamenti.

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