Cassazione Penale, Sentenza n. 23386/2025 del 23/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen. contestando, in sintesi: a) l'omessa considerazione della cosiddetta "connessione essenziale" (art. 624 cod. proc. pen.) tra i capi B, C, D (assolti) e il capo A (per il quale era rimasta definitiva la declaratoria di responsabilità), con la conseguente doglianza che l'assoluzione avrebbe dovuto incidere anche sulla prova relativa al capo A; b) la mancata citazione e il pregiudizio per due imputati nella fase relativa all'applicazione delle pene sostitutive (contestando il rispetto del termine per il deposito del dispositivo e la lesione del diritto al contraddittorio e alla difesa); c) profili relativi alla recidiva e al giudizio di bilanciamento ritenuti non adeguatamente motivati; d) censure relative alla portata applicativa dell'art. 216 legge fallimentare e al mutato perimetro applicativo dovuto alla normativa sulla crisi d'impresa.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi perché le censure attengono a valutazioni di merito e non a errori materiali o di fatto rientranti nel rimedio straordinario di cui all'art. 625-bis cod. proc. pen. In particolare: le questioni sollevate sono state qualificate come errori di giudizio o come valutazioni già affrontabili alla stregua della motivazione delle sentenze impugnate; non sussisteva una svista percettiva immediatamente rilevabile; le doglianze sulla mancata partecipazione alla fase delle sanzioni sostitutive non erano adeguatamente provate come pregiudizio concreto e alcune questioni erano già oggetto di annullamento e quindi non definitive; le censure sulla recidiva e sul bilanciamento attengono a valutazioni di merito. Conseguenza: tutti i ricorsi straordinari proposti sono stati rigettati per inammissibilità.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Il rimedio straordinario è ammissibile solo per errori materiali o di fatto immediatamente e oggettivamente rilevabili; non è ammesso per errori di valutazione o giudizio. La Corte ricorda la giurisprudenza che distingue la svista percettiva dall'errore di giudizio.
art. 624 cod. proc. pen.
La cosiddetta 'connessione essenziale' tra capi di imputazione è questione di merito: occorre valutare se l'assoluzione per alcuni capi incida automaticamente sulla prova relativa ad altro capo. La Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, le condotte contestate al capo A erano autonome rispetto ai capi B-C-D e quindi la connessione essenziale non era sussistente in modo tale da configurare errore di fatto.
art. 216 legge fallimentare
La Corte ha ritenuto che non vi sia stata abrogazione della norma; eventuali questioni di ridefinizione del perimetro applicativo per effetto della normativa sulla crisi d'impresa costituiscono valutazioni di diritto/di merito e non un errore materiale rilevante ai fini dell'art. 625-bis.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla fase sulle sanzioni sostitutive; la Corte ha ritenuto che le doglianze sulla mancata citazione e sui termini per il deposito costituiscano, nel caso concreto, contestazioni di valutazione procedurale e non errori di fatto immediatamente rilevabili, salvo la dimostrazione di un concreto pregiudizio alla difesa.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis è ammesso solo per svisti materiali o errori di fatto immediatamente verificabili; le valutazioni di merito o le diverse interpretazioni delle prove non rientrano nel rimedio.
- La mera omissione di esame di un motivo non è automaticamente errore di fatto: va dimostrato che si tratta di una vera svista percettiva e non di una scelta valutativa o di assorbimento da parte di altro argomento della motivazione.
- Per far valere la violazione del diritto al contraddittorio o della partecipazione a fasi processuali è necessario indicare e provare il concreto pregiudizio subito nella difesa, non soltanto lamentare l'irregolarità formale.
- Questioni sulla connessione tra capi di imputazione e sulle ricadute di assoluzioni su altri capi richiedono una valutazione logico-giuridica del nesso tra le condotte; se le condotte sono autonome la semplice coincidenza fattuale non basta a superare i limiti del ricorso straordinario per errore di fatto.
- Le modifiche normative o la loro interpretazione (es. perimetro di applicazione di norme fallimentari rispetto alla disciplina sulla crisi d'impresa) sono questioni di diritto che, se non configurano un evidente errore materiale, non sono risolvibili con il rimedio ex art. 625-bis.
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