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Sentenza

Sentenza n. 932/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501236

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Calabria n. 588/2025, che imponeva la regolarizzazione giuridica dell’occupazione sine titulo dei terreni

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo la mancata esecuzione, da parte del Comune, della sentenza n. 588/2025, notificata il 25 marzo 2025, non appellata e passata in giudicato. Tale sentenza aveva ordinato all’amministrazione di regolarizzare la situazione mediante restituzione dei terreni previa riduzione in pristino, acquisto consensuale della proprietà oppure adozione del provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001. Il Comune non si è costituito e non ha fornito prova dell’avvenuto adempimento degli obblighi derivanti dal giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che il Comune era obbligato a dare integrale esecuzione alla sentenza passata in giudicato e che l’amministrazione non aveva dimostrato di aver adempiuto. È stato dichiarato l’obbligo del Comune di eseguire il giudicato entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza. Per l’ipotesi di ulteriore inerzia, è stato nominato Commissario ad acta il segretario generale del Comune di Paola, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario dello stesso Comune, che dovrà provvedere nei successivi 60 giorni decorrenti dall’istanza della parte ricorrente. È stata inoltre accolta la domanda di cui all’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., nei termini indicati nel dispositivo. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 2.033,00, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Consentono l’azione di ottemperanza per ottenere l’integrale esecuzione del giudicato; nel caso concreto ne ricorrevano i presupposti poiché l’amministrazione non aveva provato l’adempimento della sentenza.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice di adottare le misure necessarie a dare esecuzione al giudicato, inclusa la nomina di un Commissario ad acta e l’accoglimento della domanda di cui al comma 4, lett. e).

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La relativa domanda è stata accolta nei termini stabiliti dal dispositivo, quale misura collegata all’inerzia dell’amministrazione nell’esecuzione del giudicato.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Individua uno dei possibili strumenti di regolarizzazione della situazione di occupazione sine titulo, già indicato nel giudicato da eseguire.

Massime di principio

  • Quando una sentenza amministrativa è passata in giudicato e impone all’amministrazione di regolarizzare una situazione mediante modalità alternative specificamente indicate, l’amministrazione deve adempiere integralmente agli obblighi conformativi stabiliti dal giudicato.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l’amministrazione intimata deve dimostrare l’avvenuta esecuzione del provvedimento giurisdizionale; in mancanza di tale prova, sussistono i presupposti per accogliere l’azione.
  • In caso di persistente inerzia dell’amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può assegnare un termine per l’adempimento e nominare contestualmente un Commissario ad acta incaricato di provvedere in via sostitutiva.
  • Le spese e il compenso del Commissario ad acta possono essere posti a carico dell’amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaOccupazione illegittima e acquisizione sanante
RamiProcesso amministrativoEspropriazione per pubblica utilità
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereOnere della prova e principio dispositivo

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