L.R. Lazio 9/2020
Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge promuove lo sviluppo sostenibile dei comuni laziali fino a 5.000 abitanti, con priorità per quelli più fragili o sotto 2.000 abitanti. Prevede interventi su servizi essenziali, scuola, riqualificazione urbana e territoriale, incentivi all’insediamento, turismo, prodotti tipici, agevolazioni IRAP e semplificazioni amministrative, finanziati tramite un piano triennale. Alcune misure hanno scadenze specifiche, tra cui il reddito di residenza attiva e i contributi scolastici per i comuni montani.
Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni del Lazio
Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni del Lazio
La legge disciplina un insieme organico di misure regionali per sostenere i piccoli comuni del Lazio, favorire la residenzialità, contrastare lo spopolamento e rafforzare servizi, economia locale e tutela del territorio. L’intervento è mirato ai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, con priorità per quelli fino a 2.000 abitanti.
Ambito di applicazione e definizione di piccoli comuni
Sono considerati piccoli comuni quelli con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, individuati sulla base dei dati ufficiali ISTAT riferiti all’ultimo censimento generale. La legge prevede contributi e misure selettive per comuni che presentino particolari criticità o caratteristiche, tra cui dissesto idrogeologico, arretratezza economica, calo demografico, disagio insediativo, carenza di servizi, difficoltà di comunicazione, bassa densità abitativa, inadeguatezza infrastrutturale, presenza di frazioni con tali caratteristiche, appartenenza ad aree protette, unioni di comuni, unioni montane o aree interne regionali. Per i comuni fino a 2.000 abitanti sono previste priorità e misure di semplificazione.
Finalità generali e indirizzi di intervento
La Regione promuove lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli comuni, riconoscendone il ruolo di presidio del territorio e di tutela delle tradizioni locali. Le linee d’azione comprendono semplificazione amministrativa, gestione associata dei servizi, valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale, sostegno al turismo e ai cammini, promozione di occupazione e imprenditoria giovanile e femminile, diffusione di tecnologie digitali e banda larga, sostegno ai biodistretti e valorizzazione dei piccoli comuni certificati come borghi di pregio o località a vocazione turistica. La Regione può inoltre assicurare risorse umane e strumentali ai comuni per funzioni ordinarie, servizi, programmazione e progettazione territoriale, secondo criteri definiti nel piano triennale.
Servizi essenziali, centri multifunzionali e supporto tecnico
La legge mira a garantire efficienza e qualità dei servizi essenziali nei piccoli comuni, con riferimento ad ambiente, protezione civile, istruzione, cultura, sanità, servizi sociali, trasporti, viabilità e servizi postali. I piccoli comuni associati possono istituire centri multifunzionali che concentrano una pluralità di servizi, anche in ambito sociale, energetico, scolastico, postale, commerciale, turistico, di comunicazione e sicurezza, nonché attività di formazione, assistenza anziani, co-working, sport e associazionismo. La Regione concorre alle spese per l’uso dei locali e favorisce anche convenzioni con imprenditori agricoli per tali attività. I progetti informatici dei piccoli comuni conformi alla normativa UE e statale hanno priorità nei contributi per l’e-government, soprattutto per i collegamenti dei centri multifunzionali. La Giunta può stipulare accordi con soggetti che erogano servizi diffusi sul territorio. È inoltre prevista assistenza tecnica, anche tramite ANCI e UNCEM regionali, per l’accesso ai fondi UE, la progettazione e la rendicontazione.
Servizi scolastici
La Regione sostiene, in raccordo con l’Ufficio scolastico regionale e con le unioni di comuni per i servizi scolastici, interventi per mantenere vive le istituzioni scolastiche con sede nei piccoli comuni e misure per attenuare il disagio derivante da eventuali chiusure inevitabili. È previsto anche il potenziamento del servizio scolastico nei comuni montani fino a 5.000 abitanti mediante contributi di cofinanziamento delle spese. Criteri e modalità sono definiti nel piano triennale.
Recupero e riqualificazione del territorio
La Giunta concede contributi per il recupero e la riqualificazione del territorio dei piccoli comuni. Gli interventi riguardano, in particolare, il recupero di edifici pubblici e privati nei centri storici, l’acquisto e la riqualificazione di terreni e di edifici abbandonati o degradati, la bonifica e la gestione sostenibile dei terreni, la regimazione delle acque, il recupero di case cantoniere e del sedime ferroviario dismesso, la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, programmi di riforestazione e il consolidamento statico degli edifici pubblici, con abbattimento delle barriere architettoniche. Gli interventi devono rispettare il Codice dei beni culturali e del paesaggio e il PTPR; sono finanziabili i progetti ispirati ad architettura sostenibile e bioedilizia, con miglioramento energetico, uso di fonti rinnovabili e tutela dell’identità storica e culturale del patrimonio edilizio.
Incentivi per l’insediamento e sostegno alla residenzialità
Per favorire sviluppo economico, ripopolamento e rigenerazione urbana, la legge istituisce il reddito di residenza attiva, articolato in tre annualità, per chi trasferisce residenza e domicilio in un piccolo comune e vi avvia un’attività imprenditoriale o recupera immobili del patrimonio storico-culturale anche ad uso abitativo. La Regione può inoltre concedere contributi una tantum per la natalità e ulteriori agevolazioni a residenti nei comuni inclusi negli elenchi del sisma 2016. I criteri e le modalità di concessione sono definiti nel piano triennale tramite avviso pubblico. I previgenti commi 36-38 dell’articolo 7 della legge regionale 28/2019 sul medesimo istituto sono abrogati.
Turismo, alberghi diffusi e competitività del comparto ricettivo
I piccoli comuni possono promuovere, d’intesa con la Regione, borghi tematici ricettivi e alberghi diffusi, soprattutto nei borghi antichi e nei centri storici abbandonati o parzialmente spopolati. Le strutture devono rispettare la disciplina regionale di riferimento e prevedere servizi unitari e centralizzati di reception, ristorazione, trasporto e altri servizi complementari; la ristorazione può essere affidata anche tramite convenzione con esercizi preesistenti. La Regione sostiene inoltre gli operatori pubblici e privati del settore turistico-ricettivo con progettualità di rete e soluzioni digitali per la promozione del territorio.
Valorizzazione dei prodotti agricoli, agroalimentari e artigianali
La Regione promuove i prodotti agricoli e agroalimentari tipici dei piccoli comuni, le tradizioni locali, le razze autoctone e la commercializzazione coordinata tra imprese agricole e agroalimentari. I comuni, anche associati, possono stipulare convenzioni e contratti di collaborazione con imprenditori agricoli. È favorito il sistema dei percorsi enogastronomici del Lazio nei territori dei piccoli comuni, con inserimento delle attività di soggetti pubblici e privati, inclusi biodistretti e Strade dei sapori, nel circuito turistico regionale e nelle fiere di settore. Sono sostenute anche iniziative per il consumo e la commercializzazione di prodotti da filiera corta. La Regione promuove infine l’artigianato tipico locale in coerenza con la programmazione regionale di settore.
Agevolazioni tributarie e IRAP
La Regione può adottare agevolazioni tributarie di propria competenza per salvaguardare le attività commerciali e imprenditoriali nei piccoli comuni. Per le imprese costituite dopo l’entrata in vigore della legge e operanti esclusivamente nei piccoli comuni, la maggiorazione IRAP non si applica per i primi sei periodi d’imposta. L’esenzione si estende di quattro ulteriori periodi d’imposta per imprese costituite da giovani tra 18 e 35 anni, donne e soggetti over 50 disoccupati; nelle società, tali soggetti devono costituire la maggioranza assoluta di soci e quote.
Semplificazione amministrativa, informatica e rendicontazione
Per facilitare l’accesso ai servizi regionali, la Giunta attiva sportelli multifunzionali. La Regione sostiene l’introduzione di tecnologie informatiche e nuovi modelli di e-government nei piccoli comuni. Per i contributi regionali non superiori a 20.000 euro concessi ai comuni con popolazione pari o inferiore a 2.000 abitanti, la rendicontazione è semplificata: basta una certificazione comunale sull’importo totale delle spese e sulla loro coerenza con le finalità del finanziamento.
Programmazione triennale e priorità
Gli interventi sono programmati tramite un piano triennale per la riqualificazione dei piccoli comuni, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore competente e sentita la commissione consiliare. Il Piano individua gli interventi da finanziare e assegna priorità a: manutenzione e qualificazione del territorio, messa in sicurezza stradale e degli edifici pubblici, potenziamento scolastico nei comuni montani, recupero dei centri storici, acquisizione e riqualificazione di terreni ed edifici abbandonati, efficienza energetica e rinnovabili, acquisizione di case cantoniere e sedime ferroviario dismesso, spazi per attività culturali, promozione turistica dei borghi certificati, recupero dei pascoli montani e reti locali di promozione territoriale. Il Piano definisce criteri di presentazione e selezione dei progetti ed è aggiornato ogni tre anni. In prima attuazione doveva essere approvato entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge.
Disposizioni finanziarie
La legge istituisce fondi regionali per il sostegno dei piccoli comuni, con stanziamenti per il 2021 e il 2022 destinati alle diverse linee di intervento: servizi essenziali e scuola, riqualificazione territoriale e turismo, valorizzazione dei prodotti tipici, digitalizzazione e, separatamente, il reddito di residenza attiva. Per il potenziamento del servizio scolastico nei comuni montani fino a 5.000 abitanti è previsto uno stanziamento specifico di 1.000.000 euro per il 2026, con copertura per gli anni successivi a valere sulla legge di bilancio. La realizzazione delle misure può essere alimentata anche da altre leggi regionali già vigenti e, per gli anni 2021-2027, dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei, in particolare dal FESR - OP5 “Un’Europa più vicina ai cittadini”.
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