Ordinanza n. 3430/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del T.a.r. per la Puglia, Sezione Terza, n. -OMISSIS- resa inter partes, concernente un provvedimento di demolizione opere abusive e ripristino stato dei luoghi nonché un diniego di sanatoria.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Puglia, Sez. III, che aveva annullato un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi e il diniego di accertamento di conformità edilizia
Esito
La controversia
La proprietaria aveva impugnato l’ordinanza comunale di demolizione relativa a un ampliamento volumetrico di circa 8,30 mq, a un ampliamento di una tettoia e a un pergolato, nonché il diniego della domanda di permesso di costruire in accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001. In primo grado aveva dedotto, tra l’altro, il difetto di motivazione dell’ordine demolitorio, la mancata valutazione delle singole opere, l’assenza di necessità di un titolo edilizio per alcune di esse, la violazione delle garanzie partecipative e l’illegittimità del diniego di sanatoria per insussistenza di uno sconfinamento nella proprietà di terzi. Con i motivi aggiunti aveva contestato l’esistenza di vincoli ambientali, paesaggistici e idrogeologici, sostenendo che l’area fosse già urbanizzata e costruita e che sussistesse la doppia conformità. Il TAR aveva accolto il ricorso e i motivi aggiunti, ritenendo pertinenziali e ornamentali la tettoia e il pergolato e sanabile l’incremento volumetrico. Il Comune ha appellato la sentenza deducendo errori nella ricostruzione dei fatti e nell’applicazione dell’art. 35 delle NTA del PRG, della disciplina regionale del Piano Casa e degli artt. 31, 44 e 95 d.P.R. 380/2001 e 136, 142 e 181 d.lgs. 42/2004. Ha inoltre lamentato omessa ponderazione e omessa pronuncia su questioni relative alla tettoia aggiuntiva, alla tardività della domanda presentata ai sensi della l.r. 14/2009, ai vincoli paesaggistici e idrogeologici, alla lottizzazione e ai Piani Pluriennali di Attuazione, nonché alla compatibilità paesaggistica dell’intervento.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell’appello e ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio ai sensi dell’art. 66 c.p.a., ritenendo necessari ulteriori accertamenti fattuali. La CTU dovrà verificare: l’eventuale incidenza sulla particella di vincoli paesaggistici e/o idrogeologici; l’applicabilità della l.r. 14/2009 e dell’art. 35 delle NTA del PRG; la rilevanza dell’inserimento dell’area nel primo o nel secondo P.P.A. ai fini dell’esclusione dal vincolo paesaggistico previsto per fiumi, torrenti e acque pubbliche; la necessità che le eventuali esclusioni ex art. 142, comma 2, d.lgs. 42/2004 siano delimitate, rappresentate in scala idonea e recepite nel PPTR; l’appartenenza dell’area alla lottizzazione e la sua eventuale inclusione nei P.P.A.; la volumetria abusiva in termini assoluti e percentuali rispetto a quella autorizzata. Sono state disciplinate le operazioni in contraddittorio, la nomina dei consulenti tecnici di parte, il deposito di una relazione preliminare, le osservazioni delle parti e la relazione conclusiva. È stato posto provvisoriamente a carico del Comune appellante un anticipo di 2.000 euro sul compenso del CTU. L’udienza di merito è stata fissata al 17 novembre 2026.
Norme richiamate
art. 66 c.p.a.
Consente al giudice amministrativo di disporre una consulenza tecnica d’ufficio quando siano necessari accertamenti tecnici rilevanti per la decisione.
art. 36 d.P.R. 380/2001
Disciplina il permesso di costruire in sanatoria mediante accertamento di conformità e il requisito della doppia conformità, oggetto della controversia.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Richiamato dal Comune quale base normativa dell’ordine di demolizione delle opere abusive.
art. 44, comma 1, lett. c), d.P.R. 380/2001
Richiamato dal Comune in relazione alla disciplina sanzionatoria edilizia applicabile.
art. 95 d.P.R. 380/2001
Richiamato dal Comune tra le norme rilevanti ai fini della decisione.
art. 10-bis l. 241/1990
Richiamato in relazione al preavviso di diniego del titolo edilizio in sanatoria.
art. 136 d.lgs. 42/2004
Richiamato in relazione all’eventuale sussistenza di vincoli paesaggistici derivanti da dichiarazione di notevole interesse pubblico.
art. 142, comma 1, lett. c), d.lgs. 42/2004
fiumi, torrenti e acque pubbliche
La sua applicabilità all’area, e l’eventuale operatività delle esclusioni previste dal comma 2, costituiscono oggetto dei quesiti affidati al CTU.
art. 142, comma 2, d.lgs. 42/2004
Il giudice ha richiesto di accertare se le esclusioni dal vincolo debbano essere delimitate e rappresentate in scala idonea e recepite nel piano paesaggistico regionale.
art. 146, comma 4, d.lgs. 42/2004
Richiamato dal Comune in relazione alla compatibilità paesaggistica dell’intervento.
art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004
Richiamato dal Comune in relazione alla compatibilità paesaggistica e alla sanatoria degli interventi.
art. 181, comma 1, d.lgs. 42/2004
Richiamato dal Comune con riguardo alle conseguenze degli interventi eseguiti in assenza della disciplina paesaggistica.
art. 64 c.p.a.
Richiamato dall’appellata in relazione al principio di non contestazione; l’ordinanza non definisce tale questione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Posto a fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellata.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, per giustificare l’oscuramento dei dati identificativi.
art. 35 NTA del PRG
La sua applicabilità alle opere e all’area costituisce uno dei quesiti affidati al CTU.
l.r. 14/2009 della Regione Puglia
La sua applicabilità, anche con riguardo al termine per la presentazione dell’istanza, costituisce questione controversa da accertare.
Massime di principio
- Quando la decisione di un appello amministrativo dipende da circostanze tecniche e fattuali controverse relative a vincoli paesaggistici, strumenti urbanistici, Piani Pluriennali di Attuazione e consistenza della volumetria abusiva, il giudice può disporre consulenza tecnica d’ufficio ai sensi dell’art. 66 c.p.a. prima di definire il merito.
- La verifica della legittimità di un ordine di demolizione e del diniego di accertamento di conformità può richiedere un accertamento tecnico unitario sull’esatta consistenza delle opere, sulla volumetria abusiva e sulla disciplina urbanistica e paesaggistica applicabile all’area.
- Le eventuali esclusioni dal vincolo paesaggistico previste dall’art. 142, comma 2, d.lgs. 42/2004 possono costituire oggetto di specifico accertamento tecnico-documentale quanto alla delimitazione dell’area, alla rappresentazione cartografica e al recepimento nella pianificazione paesaggistica regionale.
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