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Sentenza

Sentenza del 11/01/2016 n. 18 - Comm. Trib. Prov. Varese

PROCESSO TRIBUTARIO - Notifica a mezzo raccomandata - Assenza del destinatario - Avviso di giacenza - Ritiro oltre il periodo di giacenza - Tardività dell'impugnazione dell'atto impositivo.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava, in sostanza, la tempestività della notifica e/o del proprio ricorso, ritenendo che il termine per impugnare l'avviso di accertamento dovesse decorrere dal momento del ritiro effettivo del plico presso l'ufficio postale. La questione riguardava la notifica a mezzo raccomandata in caso di assenza del destinatario, con rilascio dell'avviso di giacenza e ritiro del plico oltre il periodo di giacenza.

La decisione

La notifica è stata ritenuta perfezionata decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell'avviso di giacenza, o dalla spedizione della raccomandata informativa, oppure, se anteriore, alla data del ritiro del plico. Poiché il contribuente non ha ritirato l'atto entro il periodo di giacenza, il termine di sessanta giorni per impugnare l'avviso decorreva dalla scadenza dei dieci giorni e non dal successivo ritiro effettivo. Il ricorso, presentato oltre tale termine perentorio, è stato quindi dichiarato inammissibile per tardività.

Norme richiamate

  • Articolo 14 della legge n. 890/1982

    In caso di mancato recapito della raccomandata contenente l'avviso di accertamento all'indirizzo del destinatario, la notifica deve intendersi eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell'avviso di giacenza o dalla data di spedizione della raccomandata di trasmissione dell'avviso di giacenza, oppure, se anteriore, dalla data del ritiro del plico.

    La notifica postale si perfeziona per compiuta giacenza anche se il destinatario ritira materialmente il plico successivamente. Il ritiro tardivo non sposta in avanti il momento di perfezionamento della notifica né l'inizio del termine per impugnare l'atto.

  • Termine perentorio di sessanta giorni per l'impugnazione dell'atto impositivo

    Il ricorso deve essere proposto entro sessanta giorni dalla notificazione dell'atto.

    Il termine decorre dal perfezionamento della notifica, inclusa la compiuta giacenza, e la sua scadenza comporta l'inammissibilità del ricorso, salvo specifiche cause di rimessione in termini o vizi della notificazione.

Massime di principio

  • Quando una raccomandata contenente un atto tributario non viene consegnata per assenza del destinatario, la notifica può perfezionarsi per compiuta giacenza senza che sia necessario il ritiro effettivo del plico.
  • Il termine per impugnare l'atto decorre dalla data di perfezionamento della notifica, normalmente dopo dieci giorni dall'avviso di giacenza o dalla comunicazione informativa, se previsto, e non dalla data in cui il destinatario ritira materialmente la raccomandata in ritardo.
  • Il destinatario deve verificare tempestivamente gli avvisi di giacenza e calcolare il termine di sessanta giorni dalla data giuridicamente rilevante della notifica, poiché il ricorso tardivo è normalmente dichiarato inammissibile.
  • Eventuali contestazioni sulla tardività possono essere utilmente proposte solo dimostrando un vizio della procedura notificatoria, l'erroneità dell'indirizzo, l'assenza degli adempimenti prescritti o una concreta causa di rimessione in termini.

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