Cassazione Civile, Sentenza n. 01240/2026 del 20/01/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso principale di Topputi censurava la sentenza d'appello per presunta omissione di valutazione di prove documentali (contabilità e conti del direttore dei lavori) e per errore di percezione e violazione del principio di immantenenza della prova relativamente a una domanda di pagamento di somme aggiuntive; il ricorso incidentale di Salaorno contestava invece l'ammissione e la valutazione del "giuramento decisorio" (articolato in tre capitoli), denunciando inammissibilità per produzione di documenti nuovi in appello, assenza del requisito della decisorietà per due capitoli del giuramento e travisamento delle risultanze istruttorie e testimoni.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso principale di Topputi e ha accolto il ricorso incidentale di Salaorno. Ha cassato la sentenza della Corte d'appello nella parte relativa a Salaorno e, decidendo nel merito, ha ritenuto che il primo capitolo del giuramento deferito a Salaorno fosse decisorio e, essendo stato prestato, vincolava il giudice: la domanda di Topputi nei confronti di Salaorno è stata rigettata. La Corte ha quindi disposto la ripartizione delle spese: Topputi condannato a pagare le spese di primo e secondo grado in favore di Salaorno (e al 50% nei confronti di Scotella), e al pagamento delle spese del presente giudizio a favore di Scotella e Salaorno; inoltre è stata rilevata l'eventuale maggiorazione del contributo unificato ai sensi dell'art.13, comma 1-quater del d.P.R. n.115/2002.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c.
Utilizzato come parametro per i motivi di cassazione: n.4 (nullità/errore di diritto) e n.5 (omesso esame di fatto decisivo). La Corte ha valutato i profili di motivazione e la corretta interpretazione delle regole probatorie alla luce degli artt. indicati.
art. 345 c.p.c.
Regola la produzione in appello di documenti non prodotti in primo grado. Il ricorrente incidentale ha dedotto l'illegittima ammissione in appello di documenti che erano nella disponibilità della parte e quindi inammissibili; la Corte ha valutato l'eccezione con riferimento all'ammissibilità del giuramento ma ha ritenuto alcuni capitoli non decisori.
art. 2738 c.c.
Stabilisce che, ove sia prestato il giuramento decisorio, la controparte non può provare il contrario. La Corte ha ritenuto vincolante il giuramento sul primo capitolo e perciò ha escluso la prova contraria su quel punto, decidendo per il rigetto della domanda nei confronti di Salaorno.
art. 115 c.p.c.
Riguarda la valutazione della prova libera; è stata richiamata nella censura sul travisamento delle risultanze e sulla logica della motivazione della Corte d'appello. La Corte di legittimità ha verificato la corretta valutazione delle risultanze alla luce di tale norma.
art. 132 c.p.c.
Richiama i vizi della motivazione (assente, apparente, contraddittoria). Il gravame ha sostenuto carenze motivazionali nella decisione d'appello; la Suprema Corte ha esaminato la motivazione in relazione al giuramento e alla sua decisività.
art. 2736 c.c.
Citato in riferimento alla disciplina del giuramento decisorio e delle prove in materia contrattuale; utilizzato per argomentare limiti e efficacia probatoria del giuramento.
art. 233 c.p.c.
Rilevante nella disciplina probatoria e negli strumenti di acquisizione della prova; richiamata tra le norme in tema di giuramento e mezzi istruttori.
art. 354 c.p.c.
Norma sulla decisione della prova giurata e sui suoi effetti; impiegata per sostenere che, se il giuramento sul fatto decisorio è prestato, il giudice deve accoglierlo e non può rimettere la questione a valutazione discrezionale.
d.P.R. n. 115/2002
Riferimento alla maggiorazione del contributo unificato in caso di specifici presupposti processuali; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore versamento da parte del ricorrente principale.
Massime di principio
- Il "giuramento decisorio" è ammissibile solo se la circostanza giurata ha carattere di "decisorietà": se l'eventuale conferma del fatto giurato non conduce automaticamente alla decisione favorevole alla parte che lo propone, quel capitolo è inammissibile perché richiede comunque una valutazione giudiziale (elemento presuntivo).
- Se viene prestato un giuramento decisorio valido e relativo a un fatto decisivo, la parte avversaria non può provare il contrario (effetto vincolante ex art. 2738 c.c.) e il giudice deve conformare la decisione a quel contenuto, salvo che non sorgano profili di nullità formale del giuramento.
- Documenti disponibili alla parte fin dal primo grado non possono essere introdotti liberamente in appello ai sensi dell'art. 345 c.p.c.; la loro ammissione può rendere inammissibile l'uso di strumenti istruttori basati su tali documenti.
- Il giudice d'appello non può trattare come un unico blocco capitoli distinti di un giuramento che abbiano autonomia probatoria: ciascun capitolo va valutato singolarmente rispetto al requisito della decisorietà.
- In sede di cassazione, se i profili di diritto e di prova consentono una decisione senza ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può cassare e decidere nel merito; in tali casi la pronuncia può ribaltare la responsabilità e ridefinire la ripartizione delle spese.
- Quando si contesta la motivazione di merito, le censure devono evidenziare in che modo la motivazione sia stata manifestamente insufficiente, contraddittoria o abbia travisato le risultanze; la Corte di legittimità valuta l'incidenza di tali vizi sulla decisione nel suo complesso.
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