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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21662/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato dal Tribunale di Foggia per furto aggravato (violenza sulle cose) per essersi impossessato di rilevante quantità di gas sottratta all'ente erogatore e destinata ad alimentare il forno della sua attività commerciale. La Corte d'Appello di Bari ha confermato la condanna e ha ritenuto che fosse contestata in fatto l'aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio, rendendo il reato procedibile d'ufficio nonostante la riforma (d.lgs. n.150/2022) abbia reso il furto in molti casi procedibile a querela. Il ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo che l'aggravante non era stata contestata né formalmente né in modo tale da renderla manifesta, e che quindi la prosecuzione dell'azione penale era preclusa per difetto della condizione di procedibilità (querela).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'Appello di Bari del 25/03/2024 perché l'azione penale non poteva essere proseguita per difetto della necessaria condizione di procedibilità. La Corte ha osservato che: (i) la modifica normativa (d.lgs. n.150/2022) ha reso il furto, anche se aggravato ai sensi dell'art.625 c.p., in generale punibile a querela salvo alcune eccezioni; (ii) per i fatti commessi prima dell'entrata in vigore della riforma il termine per proporre querela decorre dal 30/12/2022 (art.85 d.lgs. n.150/2022) e nel caso di specie non risultava presentata querela nel termine; (iii) la circostanza aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio è di natura valutativa e non risultava adeguatamente contestata nell'imputazione né con elementi fattuali tali da manifestare la destinazione a pubblico servizio; (iv) inoltre la Corte d'Appello ha illegittimamente riconosciuto un'aggravante non ritenuta dal Tribunale di primo grado e non impugnata dal pubblico ministero, violando il principio devolutivo (art.597 c.p.p.). Di conseguenza la sentenza è annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 624, comma 3, c.p. (modificato dal d.lgs. 10 ottobre 2022 n.150)

    La disposizione, così come modificata, stabilisce che il delitto di furto, anche se aggravato ai sensi dell'art.625 c.p., è in generale punibile a querela della persona offesa, salvo alcune eccezioni elencate (incapacità della persona offesa; ricorrenza di talune circostanze di cui all'art.625 n.7 e n.7-bis). La Corte ha applicato questa modifica anche ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore, nei limiti previsti dall'art.85 del d.lgs. n.150/2022.

  • art. 625 c.p.

    Contiene le aggravanti del reato di furto, tra cui il n.7 riguardante la destinazione della cosa sottratta alla soddisfazione di un pubblico servizio. La Corte ha osservato che l'accertamento di tale aggravante richiede valutazioni di ordine giuridico e di fatto e non può essere desunto dal mero riferimento all'oggetto sottratto se non è adeguatamente contestato.

  • art. 85, d.lgs. 10 ottobre 2022 n.150

    Stabilisce, per i fatti commessi prima dell'entrata in vigore della riforma, che il termine per la presentazione della querela (tre mesi ex art.124 c.p.) decorre dalla data del 30/12/2022 se la persona offesa aveva già avuto notizia del fatto. La Corte ha ritenuto applicabile questa norma al caso concreto e ha rilevato l'assenza di querela nel termine.

  • art. 597, comma 1, c.p.p.

    Principio devolutivo: l'appello devolve alla Corte le questioni sollevate dalle parti. La Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello non potesse riconoscere aggravanti non ritenute dal Tribunale se il pubblico ministero non le aveva impugnate in appello, creando così una preclusione sull'argomento.

  • art. 124, comma 1, c.p.

    Indica il termine per la presentazione della querela (tre mesi). La Corte ha richiamato tale termine in relazione all'art.85 del d.lgs. n.150/2022 per stabilire il decorso del termine nelle vicende anteriori alla riforma.

Massime di principio

  • Dopo la riforma Cartabia (d.lgs. n.150/2022) il delitto di furto è in linea di principio procedibile a querela della persona offesa; occorre verificare sempre se ricorre una delle eccezioni che rendono il reato procedibile d'ufficio (es. circ. art.625 n.7 e n.7-bis, o incapacità della persona offesa).
  • Per fatti commessi prima dell'entrata in vigore della riforma, la querela utile per mantenere la procedibilità deve essere presentata entro il termine decorso dal 30/12/2022 se la persona offesa era già a conoscenza del fatto (art.85 d.lgs. n.150/2022). In mancanza di querela nel termine, l'azione penale va sospesa o estinta per difetto della condizione di procedibilità.
  • L'aggravante 'destinazione della cosa a pubblico servizio' è caratterizzata da profili valutativi e giuridici: per poter rendere il reato procedibile d'ufficio deve essere chiaramente contestata nell'imputazione, oppure risultare in modo manifesto dai fatti addebitati (es. allaccio diretto alla rete di distribuzione pubblica). Il mero riferimento all'oggetto sottratto (es. 'gas') non è sufficiente.
  • La Corte d'appello non può integrare o riconoscere aggravanti non ritenute dal giudice di primo grado quando il pubblico ministero non ha impugnato quel punto: la possibile introduzione di nuove circostanze aggravanti è limitata dal principio devolutivo (art.597 c.p.p.).
  • In casi analoghi la difesa dovrebbe tempestivamente eccepire il difetto di procedibilità qualora non risultino querela o contestazioni chiare delle aggravanti che rendono l'azione d'ufficio, e il pubblico ministero deve esplicitare in modo puntuale le aggravanti su cui intende fondare la procedibilità.
  • Quando l'aggravante si fonda su elementi di natura tecnico-amministrativa (ad es. natura pubblica o destinazione del bene), è opportuno documentare e motivare tali elementi nell'imputazione per evitare che la contestazione venga ritenuta insufficiente e la relativa prosecuzione dell'azione penale venga annullata.

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