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Legge

L.R. Sardegna 5/2009

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2010)

Normativa regionaleL.R. Sardegna 5/2009Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Legge finanziaria 2010 della Sardegna: definisce coperture di bilancio, rinnovo di mutui e stanziamenti per fondi speciali, sviluppo produttivo, welfare, occupazione, istruzione e autonomia locale. Contiene misure una tantum riferite in gran parte al 2010-2013, con alcune proroghe e residui per esercizi successivi. Obsoleto in gran parte per natura di bilancio e per termini ormai scaduti.

Legge finanziaria 2010 della Regione Sardegna

Legge finanziaria 2010 della Regione Sardegna

Il provvedimento disciplina la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Sardegna per il 2010, con numerose autorizzazioni di spesa, riparti di fondi, misure per enti locali, lavoro, politiche sociali, sviluppo economico e istruzione. La sua operatività è in larga parte limitata agli esercizi 2010-2013 e a fattispecie transitorie ormai esaurite.

Copertura del disavanzo e assetto finanziario

La legge dispone la copertura del disavanzo al 31 dicembre 2009, stimato in 1,8 miliardi di euro, mediante rinnovo nel 2010 di autorizzazioni di mutuo già previste da precedenti leggi finanziarie. I mutui possono durare fino a 30 anni, a tasso non superiore a quello della Cassa depositi e prestiti, con oneri valutati per il periodo 2011-2040.

Sono inoltre definite le dotazioni dei fondi speciali per spese correnti e in conto capitale, con stanziamenti per il quadriennio 2010-2013. La legge conferma o ridetermina anche diverse autorizzazioni di spesa già previste da leggi precedenti, in alcuni casi consentendo la conservazione in conto residui per l’esercizio successivo o per il 2010.

Misure istituzionali, di controllo e di razionalizzazione

Il testo prevede una relazione della Giunta regionale sullo stato della liquidazione delle società a partecipazione regionale. Stabilisce inoltre il ricorso al leasing immobiliare per infrastrutture pubbliche strategiche su scala regionale, con una specifica autorizzazione di spesa nel 2010.

Viene prorogato al 31 dicembre 2010 il termine per misure di contenimento dei costi di funzionamento dell’Amministrazione regionale e degli enti e agenzie regionali. Gli enti strumentali e le agenzie regionali sono assoggettati ai controlli della legge regionale n. 14 del 1995, estesi anche ad atti concorsuali, rapporti di lavoro e consulenze, salvo eventuale esclusione deliberata dalla Giunta.

La legge modifica anche la disciplina dei controlli sugli enti regionali e aggiorna la tabella degli enti sottoposti a controllo. È inoltre prevista una revisione organica degli statuti degli enti indicati nella tabella A.

Rapporti finanziari con gli enti locali

Per il 2010 la Giunta regionale deve definire, previo parere del Consiglio delle autonomie locali e in accordo con il MEF, misure per il contenimento della spesa del personale degli enti locali, nell’ambito del patto di stabilità interno. Il patto regionale deve evitare doppi computi sulle risorse trasferite dalla Regione e sul personale stabilizzato.

Sono previste clausole di attenuazione delle sanzioni per gli enti che non hanno rispettato i vincoli nel 2009 per cause connesse a scelte regionali. La legge esclude dal patto alcune spese per investimenti, cofinanziamenti, oneri di esproprio da sentenze o transazioni e spese per interventi urgenti o calamità.

Il fondo unico per gli enti locali è determinato in via transitoria per il 2010 in 600 milioni di euro, con riparto tra comuni e province e quota specifica per gestioni associate. È inoltre prevista una proposta di riordino dei rapporti finanziari tra Regione ed enti locali. Le somme relative ai residui della programmazione comunitaria 2000-2006 possono essere utilizzate fino al 30 settembre 2012.

Sviluppo economico, credito e sostegno alle imprese

È istituito un fondo da 50 milioni di euro per il 2010 per introdurre un credito d’imposta in favore delle piccole imprese, calcolato sui contributi previdenziali versati per personale dipendente impiegato in Sardegna. L’agevolazione è riservata a imprese di specifici settori ATECO, con limiti occupazionali e obbligo di mantenere o incrementare l’occupazione nel 2010.

Il contributo è pari al 20% dei contributi previdenziali obbligatori versati nel 2009, aumentato per nuove assunzioni a tempo indeterminato e per assunzioni di personale formato nel programma Master and back. La gestione operativa, i controlli e le sanzioni sono affidati all’Agenzia delle entrate regionale; è prevista anche una convenzione con l’Agenzia delle entrate statale per l’utilizzo in compensazione.

La legge finanzia inoltre un programma pluriennale di infrastrutture e servizi per lo sviluppo delle attività produttive, con 100 milioni di euro annui dal 2010 al 2013, un fondo presso l’Assessorato alla programmazione e una quota minima del 20% dello stanziamento 2010 destinata alla progettazione. Sono previsti anche fondi di garanzia per l’accesso al credito delle imprese e regole per la semplificazione amministrativa e l’individuazione di un unico centro di responsabilità quando vi siano risorse di più assessorati.

Sono inoltre disciplinati rinvii e proroghe su elettrificazione rurale, programmazione di interventi produttivi, utilizzo di canoni concessori da riversare ai comuni e finanziamenti per bonifiche negli stagni della provincia di Oristano e per l’ENAS. Alcune di queste misure sono state successivamente modificate, abrogate o assorbite in fondi diversi.

Politiche sociali, non autosufficienza e sostegno al reddito

Per fronteggiare l’emergenza sociale nel 2010 la legge autorizza 90 milioni di euro per contrasto alla povertà, interventi a favore dei comuni, sussidi per lavoratori privi di ammortizzatori sociali, borse e assegni di ricerca, voucher formativi e percorsi di reimpiego per lavoratori ultracinquantenni coinvolti in crisi occupazionali.

Il Fondo regionale per la non autosufficienza è determinato per il 2010 in 149,8 milioni di euro, integrati dal fondo nazionale, e viene alimentato da risorse per assistenza domiciliare, programmi personalizzati per disabilità grave, “Ritornare a casa”, azioni socio-sanitarie, interventi per particolari patologie e assegni di cura alle famiglie.

Sono previste anche misure per l’edilizia abitativa, con elevazione del mutuo agevolato fino a 120.000 euro, e per il Fondo di garanzia etica, incrementato per il 2010 e il 2011, destinato anche a soggetti colpiti da crisi aziendali o occupazionali. Il reddito familiare per gli aiuti al sostentamento è calcolato con l’ISEE.

Istruzione, università e formazione professionale

La Regione è tenuta a presentare entro 90 giorni un disegno di legge per la riforma organica del sistema di istruzione e formazione professionale; a tal fine sono accantonati 180 milioni di euro nel fondo nuovi oneri legislativi per il quadriennio 2010-2013.

Dal 1° gennaio 2012 il Consorzio universitario di Oristano e quello di Nuoro devono fondersi nel Polo universitario della Sardegna centrale, con trasferimenti regionali a sostegno del nuovo polo. È quindi prevista una riorganizzazione dell’università diffusa nella Sardegna centrale.

Interventi per l’occupazione e il lavoro

La legge istituisce un intervento straordinario assistenziale per lavoratori ultracinquantenni licenziati o in mobilità, consistente in un’integrazione al reddito fino a 800 euro mensili per un massimo di sei mensilità. L’intervento non ha natura previdenziale, non è cumulabile con benefici analoghi di pari o maggiore importo e può essere collegato al servizio civico comunale. L’erogazione avviene tramite INPS sulla base di certificazione comunale.

La Regione finanzia anche progetti speciali per osservatori internazionali e mediterranei di crisi economico-sociale e per modelli di intervento preventivo e di sviluppo, con un contributo massimo di 2 milioni annui dal 2010 al 2013 a valere sul Fondo regionale per l’occupazione.

Disciplina transitoria, proroghe e abrogazioni

Il testo contiene numerose proroghe di termini relativi a programmi già in corso, tra cui quelli per progetti di elettrificazione rurale, per programmi finanziati con vecchie leggi regionali, e per l’utilizzo di residui su interventi comunitari 2000-2006, utilizzabili entro il 30 settembre 2012. Alcune disposizioni sono state successivamente corrette, prorogate, abrogate o assorbite in altre discipline.

Nel complesso, si tratta di una legge tipicamente finanziaria e di spesa, con molte misure a efficacia limitata nel tempo e con prevalente esaurimento degli effetti negli esercizi già chiusi.

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