Cassazione Civile, Sentenza n. 25318/2022 del 24/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al non specificato
La controversia
Il titolo fornito “in fase di valutazione oscuramento” indica una controversia relativa alla richiesta di oscuramento/ralisting di contenuti (es. URL, immagini, post) durante una fase di valutazione o istruttoria: tipicamente la questione riguarda la tutela della reputazione o dei dati personali del richiedente, la presunta illiceità del contenuto (diffamazione, violazione del diritto d'autore, trattamento illecito di dati), o l'obbligo dell'hosting/provider di intervenire (oscurare o rimuovere) in presenza di una segnalazione o di un ordine. Senza il testo della sentenza non è possibile dire con precisione i capi di imputazione o le domande giuridiche sollevate, ma le contestazioni ricorrenti in casi simili sono: 1) illegittimità del contenuto e richiesta di rimozione/oscuramento; 2) illegittimità della richiesta per eccesso di limitazione della libertà di informazione; 3) responsabilità dell'intermediario e sussistenza/inesistenza dell'obbligo di intervento preventivo.
La decisione
Informazione sulla decisione non fornita. In assenza del testo della sentenza non è possibile riassumere l'esito concreto. In termini generali, le possibili decisioni sono: a) accoglimento della richiesta e ordine di oscuramento/rimozione (spesso con misure provvisorie se sussistono danni gravi e immediati); b) rigetto della richiesta per insussistenza del diritto/danno o prevalenza dell'interesse pubblico; c) rigetto nei confronti dell'intermediario se non ricorrono i presupposti di intervento (es. mancanza di conoscenza effettiva della illiceità o di un ordine dell'autorità). La sentenza concreta è necessaria per indicare motivazione e misura adottata.
Norme richiamate
Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 (recepimento Direttiva eCommerce)
artt. 14-17 (responsabilità degli intermediari e limiti di responsabilità per i prestatori di hosting)
Gli hosting provider non sono responsabili dei contenuti ospitati salvo che abbiano effettiva conoscenza dell'illiceità o non adempierebbero a un ordine dell'autorità; l'oscuramento può essere imposto quando sussistono presupposti di notitia e ordine giudiziario o amministrativo.
Regolamento UE 2016/679 (GDPR)
art. 17 (diritto alla cancellazione, "diritto all'oblio")
Il titolare del trattamento deve valutare la richiesta di cancellazione dati personali bilanciando il diritto dell'interessato con l'interesse pubblico all'informazione; il diritto alla cancellazione può giustificare misure come il delisting/oscurecimento in determinate circostanze.
Codice Civile
art. 2043 (risarcimento per fatto illecito)
Se il contenuto illecitamente diffonde un fatto che arreca danno, il responsabile può essere tenuto al risarcimento e il giudice può disporre misure ripristinatorie tra cui l'oscuramento.
Principi giurisprudenziali EU (Corte di Giustizia/CGUE) e bilanciamento interessi
La giurisprudenza dell'UE enfatizza il bilanciamento tra libertà di espressione e diritti alla privacy/reputazione, richiedendo valutazioni proporzionali e limitate nel tempo delle misure di rimozione/oscuramento.
Massime di principio
- Se si chiede l'oscuramento di contenuti bisogna distinguere tra responsabilità dell'autore del contenuto e responsabilità dell'intermediario: quest'ultimo è obbligato a intervenire solo in presenza di notitia certa dell'illiceità o di un ordine dell'autorità
- Il giudice valuta il bilanciamento tra diritto alla riservatezza/reputazione e libertà di informazione: prevalgono la proporzionalità, la specificità della richiesta e l'interesse pubblico all'informazione
- Per ottenere misure urgenti (oscuramento temporaneo) è utile provare il periculum in mora (danno grave e immediato) e la fumosità del diritto; senza prova convincente le misure provvisorie sono difficili da ottenere
- Le richieste basate su dati personali trovano fondamento nell'art. 17 GDPR, ma il diritto all'oblio non è assoluto: vanno valutati la natura dei dati, il tempo trascorso, il ruolo pubblico dell'interessato e l'interesse pubblico alla disponibilità dell'informazione
- Le decisioni giudiziali tendono a privilegiare soluzioni mirate e temporanee (es. oscuramento del link specifico, geoblocking, delisting) rispetto a misure ampie e permanentemente censorie
- In fase di valutazione preliminare, è raccomandabile documentare con precisione il pregiudizio subito, fornire prove dell'illiceità del contenuto e richiedere, se opportuno, misure provvisorie motivate sul tema del danno imminente
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