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Ordinanza

Ordinanza n. 4146/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - della determinazione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri - I Reparto - SM - Ufficio Personale Ufficiali, prot. n. -OMISSIS- “R” del 17 aprile 2026, comunicata in data 20 aprile 2026 con foglio prot. n. -OMISSIS- del Reparto Autonomo (doc. 1), con la quale è stato confermato il trasferimento del Col. -OMISSIS- quale Capo Ufficio Personale della Divisione Unità Specializzate Carabinieri in Roma, e rigettata la sua istanza di riesame; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compreso, ove occorra, il preavviso di trasferimento prot. n. -OMISSIS- “R” del 18 novembre 2025 (doc. 2).

Giustizia amministrativa202607099

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione di conferma del trasferimento dell’ufficiale quale Capo Ufficio Personale di una Divisione dell’Arma dei Carabinieri in Roma e di rigetto dell’istanza di riesame, nonché il preavviso di trasferimento

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione militare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui è stato confermato il suo trasferimento a un incarico presso una Divisione dell’Arma dei Carabinieri in Roma, dopo che era divenuto non operativo, per revoca, un precedente incarico presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Ha chiesto in via cautelare la sospensione dell’efficacia dell’atto, contestando l’assegnazione in quanto ritenuta non conforme alle proprie aspettative, esperienze professionali e gradimento per un diverso incarico. Il ricorso si inserisce nella contestazione di un trasferimento militare disposto dall’amministrazione nell’esercizio di un potere gerarchizzato.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto prevalenti le esigenze organizzative e di servizio dell’amministrazione militare, escludendo la configurabilità, in capo all’ufficiale, di uno ius in officio o di una posizione giuridica tutelabile alla conservazione o scelta della sede di servizio. Il nuovo incarico è stato ritenuto coerente con il profilo professionale e la fascia di grado del ricorrente, essendo una posizione organica destinata a un colonnello; inoltre, la sede era nella stessa città di precedenti impieghi dell’interessato e della sede per la quale aveva espresso gradimento. Le doglianze relative alla non corrispondenza dell’assegnazione alle aspettative e alle esperienze professionali sono state considerate recessive rispetto al potere di trasferimento militare. Il Collegio ha richiamato l’orientamento secondo cui il trasferimento militare costituisce un ordine, non richiede particolari garanzie di partecipazione preventiva ai sensi dell’art. 7 l. 241/1990 né una motivazione particolarmente analitica, poiché l’interesse pubblico alla disciplina e allo svolgimento del servizio prevale sugli interessi del subordinato. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale, sulla quale il TAR ha pronunciato respingendo la richiesta di sospensione dell’efficacia del trasferimento.

  • art. 7 l. 241/1990

    Il giudice ha ritenuto che, in ragione della natura gerarchizzata del potere di trasferimento militare e della sua qualificazione come ordine, non siano necessarie le ordinarie garanzie di partecipazione preventiva.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base normativa per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In ambito militare non è configurabile, in capo all’ufficiale, uno ius in officio o una posizione soggettiva tutelabile alla conservazione di una determinata sede o incarico quando tali aspettative contrastino con le esigenze organizzative e di servizio dell’amministrazione della Difesa.
  • Il trasferimento del personale militare, espressione di un potere fortemente gerarchizzato e riconducibile alla categoria degli ordini, è valutato alla luce delle prevalenti esigenze di disciplina e servizio; la permanenza nella sede costituisce una modalità di svolgimento del servizio e non una situazione giuridica stabile del militare.
  • Per i trasferimenti militari qualificabili come ordini non sono normalmente richieste le garanzie di partecipazione procedimentale preventiva previste dall’art. 7 l. 241/1990 né una motivazione particolarmente analitica, salva la necessità che il provvedimento sia riconducibile alle esigenze organizzative e di servizio dell’amministrazione.
  • La coerenza dell’incarico assegnato con il grado e il profilo professionale dell’ufficiale, unitamente alla collocazione della sede in un contesto già professionalmente conosciuto dall’interessato, costituisce elemento idoneo a escludere, in sede cautelare, la manifesta irragionevolezza dell’assegnazione.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiego
RamiForze armate e forze di polizia
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaPartecipazione procedimentaleTutela cautelare

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