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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16353/2025 del 30/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di restituzione nel termine per proporre impugnazione avverso la sentenza di condanna (07/12/1999, irrevocabile il 21/04/2000) per reati urbanistici e violazione dei sigilli; la ricorrente deduceva il mancato perfezionamento della notifica dell'estratto contumaciale, lamentando l'assenza del fascicolo e l'annotazione ambiguamente riferita alla notifica in data 21/03/2000 e sostenendo che la motivazione del Tribunale fosse insufficiente rispetto alle esigenze di tutela della contumacia

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le deduzioni della ricorrente fossero meramente dubitative (la ricorrente affermava di "non ricordare" la notifica) e che, soprattutto, la documentata condotta della DE SANTIS nel successivo procedimento (istanza di revoca dell'ordine di demolizione nel 2015, con espliciti riferimenti agli estremi e alla irrevocabilità della sentenza) dimostrasse la sua piena conoscenza della sentenza e l'accettazione degli effetti. Per tali ragioni la richiesta di rimessione in termini è stata respinta; la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende

Norme richiamate

  • Giurisprudenza di legittimità - Sez. 1

    n. 2727 del 30/11/2005 (dep. 2006)

    Riferimento al principio che, pur in assenza di termini rigidi, occorre valutare se siano intervenuti fatti che esprimono inequivocabilmente l'accettazione degli effetti dell'atto; tale orientamento viene richiamato per affermare che atti successivi dell'imputato possono escludere il diritto alla restituzione in termini

  • Giurisprudenza di legittimità - Sez. 1

    n. 32263 del 30/10/2020, Rv. 279904 - 01

    Ulteriore richiamo al principio secondo cui la valutazione della conoscenza della sentenza e dell'accettazione dei suoi effetti può fondarsi su comportamenti successivi dell'interessato, rilevanti ai fini della declaratoria di non esecutività o della rimessione in termini

  • Registrazione/annotazione di notifica dell'estratto contumaciale sulla sentenza

    La Corte assume che l'annotazione di notifica sulla sentenza, in mancanza di diversa indicazione, possa essere riferita a tutti gli imputati residenti allo stesso indirizzo e costituisce uno degli elementi presuntivi della regolare notificazione

Massime di principio

  • La mera affermazione di "non ricordare" una notifica non è sufficiente a dimostrare l'inesistenza della stessa; è necessario fornire prove concrete della mancata notificazione
  • Comportamenti e atti successivi dell'interessato (ad es. istanze, procedimenti o atti che richiamano la sentenza e i suoi estremi) possono essere valutati come prova della conoscenza della sentenza e dell'accettazione dei suoi effetti, escludendo la rimessione in termini
  • L'annotazione di notifica sull'estratto della sentenza ha valore presuntivo e, in mancanza di specifiche contestazioni documentate, può essere considerata come prova della regolare notificazione anche se il fascicolo originario non è reperibile
  • Se la parte, in procedimenti successivi, indica con precisione gli estremi della sentenza e della sua irrevocabilità senza sollevare questioni sulla validità della notifica, ciò indebolisce ogni doglianza successiva circa la conoscenza tempestiva dell'atto
  • In situazioni analoghe è consigliabile proporre tempestive eccezioni comprovando con documenti (certificati di ricezione, atti postali, testimonianze formali) la mancata notificazione; altrimenti il giudice può desumere la conoscenza dalla condotta della parte

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