Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 39246/2025 del 04/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Con il ricorso ha contestato: 1) la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 2) il diniego delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.; 3) la determinazione della pena in misura superiore al minimo edittale, ritenuta eccessiva rispetto al fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che tutte le censure si risolvessero in richieste di rivalutazione del merito già esaminate e respinte dalla Corte di appello con motivazione logica e congrua: quanto all'art. 131-bis c.p., sono state valorizzate le concrete modalità della condotta, indicative di professionalità e abitualità, oltre alla mancanza di resipiscenza e ai precedenti; quanto alle attenuanti generiche, è stata esclusa la presenza di elementi positivi, evidenziandosi una condotta collaudata e una personalità negativa, anche per precedenti specifici; quanto alla pena, la scelta di una sanzione lievemente superiore al minimo è stata giustificata con riferimento alle modalità del fatto. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    norma incriminatrice richiamata per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, oggetto della condanna confermata in appello

  • art. 131-bis c.p.

    la causa di non punibilità è stata ritenuta non applicabile in ragione delle concrete modalità della condotta, della professionalità/abitualità desumibile dai fatti e dell'assenza di resipiscenza

  • art. 133 c.p.

    criterio richiamato per valutare gravità del fatto e determinazione della pena, con riferimento alle modalità della condotta e alla personalità dell'agente

  • art. 62-bis c.p.

    le attenuanti generiche sono state negate perché non costituiscono un diritto dell'imputato e presuppongono elementi positivi non emersi né allegati

  • art. 616 c.p.p.

    norma applicata per le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso, con condanna al pagamento delle spese e della somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In sede di legittimità sono inammissibili le censure che si limitano a riproporre questioni di merito già esaminate e respinte dal giudice territoriale con motivazione congrua e non illogica.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. può essere esclusa quando le modalità concrete della condotta evidenzino professionalità o abitualità e manchi un significativo segno di resipiscenza dell'imputato.
  • Le attenuanti generiche non spettano automaticamente, ma richiedono la presenza di elementi positivi; possono essere negate quando emergano una personalità negativa, precedenti penali e una condotta sintomatica di stabile inserimento nel contesto criminoso.
  • La determinazione della pena al di sopra del minimo edittale è legittima se il giudice la giustifica richiamando gli indici di cui all'art. 133 c.p., in particolare le modalità del fatto.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, seguono le statuizioni economiche previste dall'art. 616 c.p.p., tra cui il pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniPena e commisurazioneCause di non punibilitàCircostanze del reato
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.