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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26502/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

OKIC Saban impugnava l'ordinanza che aveva sostituito gli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere, per essersi allontanato dal domicilio dei genitori (violazione del divieto di allontanamento) il 4 novembre 2024; il ricorrente sosteneva di non avere consapevolezza delle prescrizioni degli arresti domiciliari poiché era in attesa dell'installazione di dispositivi elettronici di controllo e riteneva di non essere ancora vincolato alle specifiche prescrizioni domiciliari fino a tale installazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso come meramente assertivo e privo di confronto con il provvedimento impugnato. Ha ritenuto che l'obbligo fondamentale della misura sia il divieto di allontanarsi dal luogo di esecuzione, indipendentemente dalla presenza di dispositivi elettronici, e che il ricorrente, già nella fase precautelare, avesse dimostrato reiterata resistenza a rispettare tale obbligo. Le violazioni sono state giudicate non di lieve entità in quanto immotivate e reiterate in breve tempo. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 276 comma 1-ter cod. proc. pen.

    La norma è applicata per valutare la gravità della violazione degli obblighi connessi alla misura cautelare: la violazione del divieto di allontanamento, se non lieve e reiterata, può giustificare la sostituzione della misura con la custodia in carcere.

  • art. 284 cod. proc. pen.

    La Corte interpreta le prescrizioni inerenti agli arresti domiciliari come comprendenti, in via fondamentale, il divieto di allontanarsi dal domicilio anche in assenza di apparecchiature elettroniche; le ulteriori prescrizioni (divieto di comunicazione, possibilità di brevi allontanamenti autorizzati) sono accessorie e eventuali.

  • art. 94 comma i-ter disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti procedurali conseguenti alla decisione (invio alla cancelleria per i provvedimenti di competenza).

Massime di principio

  • L'obbligo fondamentale degli arresti domiciliari è il divieto di allontanamento dal luogo di esecuzione: la presenza o meno di dispositivi elettronici non elimina tale obbligo.
  • La mancata installazione immediata di un dispositivo di controllo non giustifica, di per sé, la mancata osservanza delle prescrizioni domiciliari; l'aspettativa dell'imputato di un diverso regime non costituisce errore scusabile senza prova di una comunicazione o ordine diverso.
  • Violazioni immotivate e ripetute della prescrizione di non allontanarsi sono giudicate non di lieve entità e possono legittimare la sostituzione della misura con la custodia in carcere ai sensi dell'art. 276 c.1-ter.
  • In sede di impugnazione è necessario confrontare specificamente le ragioni del provvedimento impugnato: ricorsi meramente assertivi e privi di analisi del provvedimento rischiano l'inammissibilità.
  • Se la difesa ritiene che la misura cautelare debba essere temporaneamente diversa (es. custodia in attesa di controllo elettronico), ciò va chiaramente dedotto e motivato; prospettare soluzioni contraddittorie senza argomentazione indebolisce la posizione del ricorrente.
  • La continuità tra provvedimenti precautelari e successivi provvedimenti cautelari viene valutata: comportamenti tenuti già nella fase precautelare sono rilevanti per la valutazione della pericolosità e dell'affidabilità del soggetto.

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