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Sentenza

Sentenza n. 9668/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. 1187/2024 del Tribunale di Tivoli, Sezione Lavoro, pubblicata in data 10.07.2024

Giustizia amministrativa202515522

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione professionale docenti per complessivi 1.007,00 euro oltre interessi legali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Tivoli, Sezione Lavoro, n. 1187/2024, con la quale era stato accertato il suo diritto a percepire la retribuzione professionale docenti per i periodi indicati nella motivazione ed era stato condannato il Ministero al pagamento di complessivi 1.007,00 euro, oltre interessi legali dalle singole scadenze al saldo. La ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato, nonostante la notificazione della sentenza in forma esecutiva e il relativo passaggio in giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni sull'inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che l'Amministrazione non aveva dimostrato l'adempimento delle obbligazioni derivanti dal titolo giudiziale e non aveva giustificato la propria inerzia. Ha quindi dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il compito di eseguire la sentenza entro 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 400 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.

  • D.M. 55/2014

    È richiamato quale base parametrica per la liquidazione delle spese del giudizio di ottemperanza, tenendo conto della natura essenzialmente esecutiva della controversia e dell'impegno difensionale concreto.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione non dimostra l'avvenuto adempimento delle obbligazioni derivanti da un giudicato e non fornisce giustificazioni sulla propria inerzia, il ricorso per ottemperanza deve essere accolto e deve essere ordinata l'esecuzione del titolo giudiziale entro un termine assegnato dal giudice.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice amministrativo può nominare un commissario ad acta, prevedendo che intervenga dopo la scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e previa richiesta della parte interessata, per assicurare l'esecuzione del giudicato.
  • La nomina del commissario ad acta può essere conferita a un dirigente pubblico, con facoltà di delega e senza compenso, stabilendo un termine per l'esecuzione decorrente dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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