Cassazione Civile, Ordinanza n. 03633/2026 del 17/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (concessionaria)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento TOSAP per l’anno 2014, emesso per l’occupazione di aree comunali per complessivi 1.250 mq in corrispondenza di un viadotto autostradale sopra il territorio comunale. La società concessionaria autostradale, quale gestore dell’opera, ha impugnato l’atto sostenendo che mancava il presupposto impositivo perché lo spazio interessato sarebbe stato già sottratto all’uso pubblico per effetto della disciplina e delle autorizzazioni relative alla realizzazione dell’autostrada; che l’area sottostante al viadotto avrebbe natura pertinenziale/statale e non comunale; che il comune non avrebbe provato adeguatamente l’effettiva occupazione e che l’avviso avrebbe dovuto essere motivato e provato diversamente, anche quanto ai criteri di quantificazione; infine ha invocato l’esenzione TOSAP per gli enti pubblici, assumendo che la gestione dell’opera pubblica per conto dello Stato non potesse essere tassata come occupazione propria della concessionaria. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi in parte inammissibili e in parte infondati: ha escluso la censura ex art. 360, n. 5, per la preclusione della doppia conforme; ha affermato che l’occupazione del soprassuolo di strada comunale da parte del viadotto integra il presupposto della TOSAP, poiché la strada sottostante resta comunale in mancanza di atto di trasferimento e l’occupazione è imputabile alla concessionaria che realizza e gestisce l’opera in autonomia; ha ribadito che l’avviso era sufficientemente motivato e che la quantificazione in metri quadrati era coerente con la disciplina della tassa; ha infine escluso l’esenzione per gli enti pubblici, perché essa richiede che l’occupazione sia direttamente ascrivibile al soggetto esente, cosa che non accade quando l’occupazione è posta in essere dalla società concessionaria. Il ricorso è stato respinto, con condanna alle spese e ulteriore condanna ex art. 96 c.p.c. e art. 380-bis c.p.c.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso, confermando integralmente la sentenza d’appello che aveva ritenuto legittimo l’avviso di accertamento TOSAP. Ha inoltre condannato la ricorrente alla rifusione delle spese in favore della controricorrente costituita e al pagamento della somma equitativamente determinata ex art. 96, terzo e quarto comma, c.p.c., oltre alla sanzione in favore della Cassa delle Ammende prevista nel procedimento ex art. 380-bis c.p.c. Nessuna statuizione sulle spese nei confronti del Comune rimasto intimato.
Norme richiamate
art. 38 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
Il presupposto TOSAP ricorre per le occupazioni di qualsiasi natura, anche senza titolo, su strade e beni demaniali o patrimoniali indisponibili di Comuni e Province, comprensive anche del soprassuolo e del sottosuolo.
art. 39 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
La tassa è dovuta dal titolare della concessione o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico.
art. 46 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
Le occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo stradale con impianti di servizi pubblici sono tassate secondo i criteri speciali di cui all’art. 47.
art. 47 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
Per le occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo stradale la tassa si determina forfetariamente in base alla lunghezza delle strade comunali o provinciali per la parte effettivamente occupata, ma tale regola va coordinata con la nozione di superficie occupata e con le caratteristiche del manufatto.
art. 49 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
L’esenzione per lo Stato e gli altri enti pubblici richiede che l’occupazione sia direttamente ascrivibile al soggetto esente; non si estende alla società concessionaria che esegue e gestisce l’opera in autonomia.
art. 51 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
L’avviso di accertamento deve indicare tassa, soprattasse, interessi e termine di pagamento; non deve contenere la prova dei fatti, ma una motivazione idonea a far conoscere la pretesa tributaria.
art. 22 legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. F
La proprietà comunale del suolo stradale e la presunzione di demanialità riguardano le aree che integrano la funzione viaria e sono immediatamente accessibili; non comportano l’attrazione allo Stato della strada comunale sottostante al viadotto.
art. 2 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285
Le regole sulla classificazione delle strade non incidono sulla fattispecie dell’occupazione del soprassuolo comunale da parte del viadotto e non trasferiscono la proprietà della strada sottostante.
art. 25 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285
La disciplina delle intersezioni a livelli sfalsati riconosce la titolarità delle strutture dei sovrappassi/sottopassi agli enti proprietari delle strade di tipo A e B, ma non trasferisce la proprietà delle strade inferiori.
art. 7 legge 27 luglio 2000, n. 212
La motivazione dell’avviso è sufficiente se consente al contribuente di conoscere con esattezza natura, contenuto e ragioni della pretesa; gli elementi probatori possono essere prodotti nel giudizio.
art. 2697 c.c.
La violazione dell’onere della prova è configurabile solo se il giudice lo attribuisce alla parte sbagliata, non quando ritenga erroneamente raggiunta la prova da parte dell’onerato.
art. 112 c.p.c.
La censura di omessa pronuncia è stata respinta perché le questioni prospettate risultavano comunque esaminate o coperte dalla doppia conforme.
art. 360, primo comma, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.
Le censure di violazione di legge, nullità e omesso esame sono state in gran parte disattese; il vizio motivazionale era inammissibile per doppia conforme.
art. 348-ter, quinto comma, c.p.c.
In presenza di doppia conforme il ricorso per cassazione ex art. 360, n. 5, è inammissibile se non vengono indicate e confrontate le diverse ragioni di fatto delle due decisioni di merito.
art. 380-bis c.p.c.
Nel procedimento accelerato, la decisione conforme alla proposta legittima la condanna aggravata e la sanzione pecuniaria prevista dalla norma.
art. 96, terzo e quarto comma, c.p.c.
La manifesta infondatezza/inammissibilità del ricorso giustifica la condanna equitativa in favore della controparte e la sanzione a favore della Cassa delle Ammende.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
La Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il contributo unificato aggiuntivo nei casi previsti.
Massime di principio
- Ai fini della TOSAP, il presupposto impositivo è integrato da qualunque occupazione, anche di soprassuolo, di beni comunali o provinciali sottratti in concreto all’uso pubblico; non occorre che l’occupazione sia abusiva, essendo sufficiente anche quella effettuata in forza di un diverso titolo o di una complessa vicenda concessoria, se l’occupazione è imputabile al soggetto passivo.
- Nelle intersezioni a livelli sfalsati tra autostrada e strada comunale, la proprietà della strada sottostante resta all’ente territoriale in mancanza di un atto di trasferimento; il viadotto autostradale occupa invece il soprassuolo e tale sottrazione è idonea a fondare la tassa.
- L’esenzione TOSAP per lo Stato e gli enti pubblici è di stretta interpretazione e richiede che l’occupazione sia direttamente riferibile al soggetto esente; non opera quando l’occupazione è posta in essere da una società concessionaria che agisce in autonomia imprenditoriale, pur realizzando un’opera pubblica destinata a pubblica utilità.
- In materia di motivazione dell’avviso di accertamento TOSAP, è sufficiente l’indicazione degli elementi essenziali della pretesa tributaria; la prova della fondatezza dell’accertamento è questione distinta e può essere sviluppata nel processo, non essendo necessario che sia integralmente contenuta nell’atto.
- Il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. non è deducibile in cassazione quando ricorre la doppia conforme, salvo che il ricorrente indichi specificamente le diverse rationes decidendi di fatto delle due sentenze di merito.
- La determinazione della TOSAP per il soprassuolo occupato da un viadotto può essere rapportata alla superficie effettivamente occupata, in metri quadrati, poiché la misura del tributo deve riflettere le dimensioni concrete dell’opera e la porzione di bene sottratta all’uso pubblico.
- La violazione dell’art. 2697 c.c. è configurabile solo se il giudice ripartisce l’onere probatorio in modo erroneo; se invece il giudice valuta male l’esito della prova, il vizio è eventualmente motivazionale e soggetto ai relativi limiti di ammissibilità.
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