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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16863/2026 del 11/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Campobasso che aveva accolto la richiesta di riesame di Vincenzo Peca avverso il decreto di sequestro probatorio (telefono cellulare e dati in esso contenuti). Il motivo unico dedotto era il vizio di motivazione: secondo il PM il Tribunale non avrebbe tenuto conto delle indicazioni del decreto di perquisizione, in particolare quanto alle ragioni giustificative del sequestro e all'impossibilità, rispetto ai reati contestati, di orientare ex ante l'attività di estrazione dei dati secondo criteri selettivi e di fissare una concreta perimetrazione temporale della ricerca dei dati.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione. Ha ritenuto il motivo non consentito: il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo o probatorio è ammesso solo per violazione di legge, intesa anche come vizi talmente radicali della motivazione da renderla del tutto mancante o priva dei requisiti minimi (coerenza, completezza, ragionevolezza). Nel caso di specie il Tribunale aveva motivato adeguatamente la decisione di riesame, rilevando il fumus commissi delicti ma anche che il decreto disponeva un sequestro totalizzante, privo di criteri selettivi e di una delimitazione temporale precisa delle operazioni di estrazione/conservazione dei dati necessari alle indagini; tali ragioni non configurano un vulnus argomentativo radicale che consenta la cassazione. Di conseguenza il ricorso del PM è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 610 c.p.p. comma 5

    Consente la trattazione del ricorso in camera di consiglio senza la presenza delle parti in assenza di richiesta di trattazione orale; applicato per procedere alla decisione senza udienza pubblica

  • art. 611 c.p.p. comma 1-bis e ss.

    Disciplina le modalità di trattazione dei ricorsi in camera di consiglio; richiamato per giustificare la trattazione senza presenza delle parti secondo i termini previsti

  • Giurisprudenza, Sez. 2, n. 49739 del 10/10/2023 (Mannolo, Rv. 285608 - 01)

    Precisa che il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge, comprensiva degli errores in iudicando/procedendo e dei vizi di motivazione talmente gravi da rendere la motivazione mancante o priva dei requisiti minimi; criterio applicato dalla Corte per valutare l'ammissibilità del ricorso

  • principio di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di sequestro preventivo/probatorio

    La Corte ribadisce che, in materia di sequestro, il ricorso per cassazione è consentito soltanto per violazione di legge o per vizi della motivazione così radicali da impedire la comprensione dell'itinerario logico-giuridico del giudice; una mera diversa valutazione dei fatti o della motivazione non è sufficiente

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro probatorio o preventivo è ammissibile solo per violazione di legge o per vizi radicali della motivazione; non è ammessa una semplice rimessione della valutazione del merito.
  • La carenza motivazionale che giustifica la cassazione deve essere totale o talmente grave da rendere incomprensibile l'itinerario logico del giudice; motivazioni alternative o diverse valutazioni non sono sufficienti.
  • Un sequestro di dati o dispositivi che appaia "totalizzante" (assenza di criteri selettivi e di delimitazione temporale) può giustificare l'annullamento o la riforma in sede di riesame, e costituisce motivo valido per il riesame giudiziale; però la valutazione di tale carattere compete al giudice e, se adeguatamente motivata, non è sindacabile in Cassazione se non per vizio di legge.
  • Per il PM che dispone sequestri di materiale digitale è consigliabile indicare chiaramente nel decreto le ragioni per cui non è possibile una estrazione selettiva dei dati e motivare la delimitazione temporale della ricerca, onde prevenire il rischio di esclusione del decreto in sede di riesame.
  • Per la difesa, nella fase di riesame e in eventuale impugnazione, conviene concentrarsi sulla dimostrazione di vizi motivazionali strutturali o di illegittimità di diritto (ad esempio assenza assoluta di fumus o violazioni procedurali), poiché la Cassazione non correggerà semplici contrasti valutativi del giudice di merito.

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