Cassazione Civile, Sentenza n. 23402/2022 del 27/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti chiedevano la declaratoria di invalidità/inesistenza del testamento olografo del 16/12/2009 della zia Pierina Turotti, deducendo che la scheda testamentaria fosse grossolanamente falsificata o che la de cuius fosse incapace di intendere e volere al momento della redazione. Contestavano inoltre l'affidabilità e la regolarità della consulenza tecnica d'ufficio (CTU), l'esame del documento su copia fotostatica, l'omesso esame di scritture di comparazione da loro prodotte e chiedevano la rinnovazione delle indagini peritali; inoltre contestavano le spese e la condanna per responsabilità aggravata disposta in primo grado.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili e comunque infondati i primi tre motivi per via della 'doppia conforme' (conferma delle ragioni di fatto della sentenza di primo grado da parte della Corte d'appello) e per essere, in larga parte, censure tecniche rivolte a una nuova valutazione della CTU, sindacato non consentito in sede di legittimità. Ha inoltre ritenuto che non risultasse che le parti avessero espressamente disconosciuto la conformità della copia fotostatica all'originale e che gravasse sui ricorrenti l'onere probatorio dell'accertamento negativo della provenienza della scrittura; ha confermato la discrezionalità del giudice di merito nella scelta delle scritture di comparazione e nella decisione se disporre indagini integrative. Il quarto motivo relativo alle spese è stato ritenuto inammissibile perché la ripartizione delle spese rientra nella discrezionalità del giudice di merito. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese di cassazione (liquidate in complessivi €5.200,00 oltre accessori) e al versamento eventuale del contributo unificato previsto.
Norme richiamate
Codice civile
art. 2702, art. 2712, art. 2719
Norme richiamate in materia di prova e disconoscimento delle scritture: la Corte ha ricordato che, se è prodotta solo una fotocopia e la conformità all'originale è contestata, la parte che contesta deve esibire l'originale e provare la non provenienza della scrittura.
Codice di procedura civile
art. 115, art. 116, art. 194, art. 195, art. 217, art. 2702 non è codice di procedura ma citato insieme
Richiamati i principi sul diritto di difesa, libera valutazione della prova, disciplina della CTU (art.195) e criteri per le scritture di comparazione (art.217): la Corte ha ribadito la discrezionalità del giudice di merito nella valutazione delle risultanze peritali e nella scelta delle scritture di comparazione, salvo omesso esame di fatto decisivo.
Codice di procedura civile
art. 360, comma 1, n. 5; art. 348 ter, comma 5; art. 366, comma 1, nn. 4 e 6; art. 92, comma 2; art. 96, comma 3; art. 346
Principi processuali di legittimità: la Corte ha applicato il divieto di sindacare in Cassazione questioni di fatto già risolte con doppia conforme (art.348 ter, comma 5) e ha precisato i limiti dei motivi di cassazione ex art.360 n.5; inoltre ha richiamato le regole procedurali sull'impugnazione e sugli oneri di specificità dei motivi (art.366). L'art.96 c.p.c. è stato oggetto di decisione di merito sulle spese aggravate.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Norma sul contributo unificato: la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte dei ricorrenti di un ulteriore importo.
Decreto legge e leggi correlate
d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 art. 23, comma 8-bis; d.l. n. 83/2012 convertito dalla legge n. 134/2012
Richiami formali alle norme procedurali sul rito e sulle modifiche legislative; ad esempio il procedimento deciso ai sensi dell'art.23 comma 8-bis del d.l.137/2020 e i limiti introdotti dalle modifiche del 2012 in materia di motivazione sindacabile in Cassazione.
Decreto Ministeriale
Citato dai ricorrenti in relazione ai compensi/condanne per responsabilità aggravata; la Corte ha considerato che la decisione sulle spese rientra nel potere discrezionale del giudice di merito.
Massime di principio
- Se si contesta l'autenticità di un testamento olografo è obbligo della parte che contesta produrre l'originale e provare la non provenienza della scrittura; la copia fotostatica non è sufficiente se la conformità all'originale è messa in discussione.
- Le censure tecniche dirette a rimettere in discussione valutazioni peritali di merito (CTU) sono difficilmente ammissibili in Cassazione: la verifica di merito sulla attendibilità tecnica è riservata al giudice di merito.
- La Corte di appello ha ampia discrezionalità nella scelta delle scritture di comparazione e nella decisione se disporre indagini peritali integrative o rinnovate; tali scelte non sono sindacabili in sede di legittimità salvo omesso esame di fatto decisivo.
- La mancata trasmissione integrale della bozza di CTU (es. pagine mancanti) può costituire nullità relativa suscettibile di sanatoria se non tempestivamente eccepita: l'eccezione dev'essere sollevata nella prima difesa utile.
- Quando la sentenza di appello conferma le ragioni di fatto della decisione di primo grado (doppia conforme), molte questioni di fatto e di valutazione probatoria diventano inammissibili in Cassazione ex art. 348 ter c.p.c.
- La ripartizione e l'entità delle spese di causa rientrano nella discrezionalità del giudice di merito; una parziale riforma del capo di sentenza non implica automaticamente la compensazione delle spese se la soccombenza resta complessivamente di una parte.
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