Cassazione Penale, Sentenza n. 37500/2025 del 17/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Mancuso ha impugnato l'ordinanza del 16/04/2025 con cui il Magistrato di sorveglianza ha parzialmente riconosciuto la riduzione di pena ai sensi dell'art. 35-ter l. 26/7/1975 n. 354 per detenzione in condizioni degradanti (art. 3 CEDU) riconoscendo 18 giorni di riduzione per 184 giorni di detenzione a Catanzaro e rigettando le richieste relative ad altri periodi. Il ricorrente censura la declaratoria di inammissibilità come indebita reiterazione, sostenendo che la nuova istanza riguardava periodi diversi e conteneva "nova" documentali e argomentazioni non precedentemente prodotte; invoca inoltre principi di giurisprudenza circa la decorrenza del termine semestrale dell'art. 35-ter quando si succedono più periodi di detenzione relativi al medesimo titolo esecutivo.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso per cassazione. Ha stabilito che il rimedio esperibile avverso la declaratoria d'inammissibilità del magistrato di sorveglianza è il ricorso per cassazione (art. 666, comma 2 c.p.p.) e non il reclamo; ha ritenuto infondate le censure sul presunto carattere non reiterativo dell'istanza: il Magistrato aveva effettivamente considerato e differenziato i periodi contestati e il ricorrente non ha specificato i "nova" in modo che fossero apprezzabili. La questione sulla decorrenza del termine semestrale rilevante ai fini dell'art. 35-ter è stata considerata inedita e non pertinente nel presente giudizio, dovendo essere proposta con specifico gravame avverso il provvedimento che aveva già rilevato la decadenza. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 35-ter legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ord. pen.)
Disciplina il rimedio risarcitorio per detenzione in violazione dell'art. 3 CEDU; la Corte ne ha applicato i principi per valutare l'ammissibilità e la tempestività delle domande risarcitorie, rilevando l'importanza di deduzioni chiare e documentazione nuova per superare una declaratoria di reiterazione.
art. 3 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)
Fondamento costituzionale del diritto al rimedio per condizioni detentive inumane o degradanti; la Corte ha confermato che violazioni di tale norma possono dar luogo a riduzione di pena o rimedio risarcitorio previo accertamento concreto delle condizioni.
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
La Corte ha interpretato la norma nel senso che contro la declaratoria di inammissibilità adottata de plano dal magistrato di sorveglianza è proponibile il ricorso per cassazione (controllo di legittimitÃ), mentre il reclamo al tribunale di sorveglianza è riservato alle decisioni sul merito rese dall'ufficio di sorveglianza.
art. 35-bis Ord. pen.
La Corte ha precisato che il reclamo al Tribunale di sorveglianza previsto dall'art. 35-bis si applica solo alle decisioni che si pronunciano sul merito dell'istanza (accoglimento o rigetto), non alla declaratoria d'inammissibilità adottata de plano.
Massime di principio
- Se il magistrato di sorveglianza dichiara de plano l'inammissibilità di un'istanza ex art. 35-ter, il rimedio esperibile è il ricorso per cassazione (art. 666 c.p.p.), non il reclamo al Tribunale di sorveglianza.
- Il reclamo al Tribunale di sorveglianza (art. 35-bis) è utilizzabile quando l'ufficio di sorveglianza si sia pronunciato sul merito dell'istanza (accoglimento o respingimento), non per decisioni meramente formali di inammissibilitÃ.
- Per evitare che una nuova istanza sia considerata mera reiterazione occorre indicare chiaramente le novità (documentali e fattuali) e spiegare in che cosa consistono e perché non erano disponibili nella precedente richiesta.
- Le questioni relative alla decorrenza del termine semestrale dell'art. 35-ter (p. es. se decorre dal completamento dell'espiazione quando più periodi di detenzione formano un unicum) devono essere tempestivamente dedotte nel primo provvedimento impugnato che le rifiuta; non possono essere sollevate per la prima volta in cassazione senza che il tema sia stato valorizzato nel giudizio di merito precedente.
- Quando il giudice di sorveglianza svolge istruttoria sul merito, le parti hanno diritto a un doppio scrutinio di merito (Tribunale di sorveglianza e Corte di cassazione), mentre per le declaratorie d'inammissibilità un controllo di legittimità tramite cassazione è ritenuto sufficiente.
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