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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29231/2025 del 07/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Mannella impugnava la conferma della condanna per il reato previsto dall'art. 256 d.lgs. 152/2006 per gestione di discarica abusiva (sentenza di primo grado Tribunale di Vibo Valentia 21/03/2024, confermata in appello 13/11/2024). Ha dedotto: (i) vizio di motivazione e errata attribuzione dell'esclusiva responsabilità a lui nonostante fosse proprietario da meno di 50 giorni e sussistesse una servitù di passaggio; (ii) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); (iii) errato diniego di pene sostitutive ex art. 20-bis c.p. per presunta indisponibilità dovuta ai suoi precedenti; (iv) vizio nel rigetto dell'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 452-undecies c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi che richiedevano una rivalutazione del compendio probatorio, confermando la valutazione di merito secondo cui era stata realizzata una discarica di circa 30.000 mc su circa 4 ettari con materiali eterogenei e vincolo paesaggistico, circostanze incompatibili con la particolare tenuità ex art. 131-bis. Ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle pene sostitutive sulla base di precedenti gravità che impedivano una prognosi positiva sul rispetto delle prescrizioni e ha escluso che fosse stata eseguita una bonifica efficace richiesta dall'art. 452-undecies c.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 256

    La Corte distingue tra abbandono occasionale di rifiuti e gestione/discarica abusiva: per quantitativi ingenti e attività strutturata si configura la discarica abusiva; la valutazione dei fatti di merito è insuscettibile di rivalutazione in cassazione.

  • codice penale, art. 131-bis

    La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede valutazione comparativa ai sensi dell'art. 133 c.p.; quantità rilevante e pericolo ambientale escludono la tenuità.

  • codice penale, art. 133

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione della particolare tenuità; parametro vincolante per il giudice nella scelta della pena e nell'esercizio della discrezionalità.

  • codice penale, art. 20-bis

    Introduzione delle pene sostitutive: il giudice esercita un potere discrezionale ancorato ai criteri dell'art. 133 c.p. e deve motivare la prognosi positiva o negativa sull'adempimento delle prescrizioni.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 53

    Prevede il potere discrezionale del giudice nel sostituire la pena con misure alternative; il giudice "può" disporre la sostituzione entro limiti stabiliti.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 58

    Richiama i parametri dell'art. 133 per valutare l'idoneità delle pene sostitutive alla rieducazione e alla prevenzione del rischio di recidiva; richiede motivazione prognostica se la sostituzione è negata.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 59

    Elenca esclusioni soggettive per l'applicazione delle pene sostitutive (es. condanne pregresse rilevanti); serve a verificare condizioni ostative di carattere soggettivo.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Stabilisce l'onere delle spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; qui applicato con condanna alle spese e somma per la Cassa delle ammende.

  • codice penale, art. 452-undecies

    art. 452-undecies cod. pen.

    Prevede attenuanti o condizioni legate alla bonifica: la Corte ha ritenuto insufficiente la sola volontà tardiva di bonificare se non concretamente e efficacemente eseguita.

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentita la rivalutazione del compendio probatorio: i motivi che postulano una nuova valutazione dei fatti sono inammissibili.
  • Nei reati ambientali la valutazione della particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede considerazione della quantità, dell'eterogeneità dei rifiuti, dell'estensione dell'area e del pericolo ambientale; elementi di rilievo escludono la tenuitù.
  • La nozione di "gestione" o "discarica abusiva" è ampia: rilevano non solo le azioni iniziali di trasformazione del sito ma anche i contributi attivi e passivi al mantenimento dello stato di fatto (anche la tolleranza del proprietario).
  • La concessione di pene sostitutive è discrezionale e deve essere motivata in chiave prognostica: precedenti gravi possono legittimamente determinare il diniego se impediscono una prognosi favorevole sull'adempimento delle prescrizioni.
  • Per beneficiare di istituti che richiedono la bonifica (es. art. 452-undecies) non basta la dichiarazione di intenzione: occorre la prova dell'avvenuta ed efficace messa in sicurezza/bonifica.
  • I motivi di ricorso devono essere specifici e confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata; censure generiche o che non indicano elementi di diritto concreti sono inammissibili.

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