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Parere

Parere n. 159/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

Correzione di errore materiale riscontrato nel dispositivo del parere n. 00147/2026, in data 3 giugno 2026, reso nell’adunanza del 14 maggio 2026, relativo al ricorso straordinario proposto dalla società Deas s.r.l., rappresentata e difesa dall’avv. Andrea Stefanelli, contro il Ministero della salute, il Ministero dell'economia e delle finanze, la Conferenza Stato-Regioni, e nei confronti di Regione Siciliana, per l’annullamento dei seguenti atti in materia di individuazione della quota di payback dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018: - decreto interministeriale del Ministero della salute e del Ministero dell’economia e delle finanze in data 6 luglio 2022, pubblicato nella G.U.R.I. del 15 settembre 2022, n. 216; - decreto del Ministero della salute in data 6 ottobre 2022, pubblicato nella G.U.R.I. del 26 ottobre 2022, n. 251; - decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, convertito nella legge 21 settembre 2022, n. 142 in parte qua (relativamente all’art. 18 che ha introdotto il comma 9-bis all’art. 9-ter del decreto-legge n. 78/2015, convertito dalla legge n. 125/2015); - decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 135 in parte qua (art. 15) e della legge 24 dicembre 2012, n. 228, in parte qua (art. 1, comma 131), relativamente alla determinazione di una percentuale fissa del tetto di spesa per l’acquisto di dispositivi medici; - decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito nella legge 6 agosto 2015 n. 125, all’art. 9-ter, comma 8 (relativo alla determinazione del fatturato di ciascuna impresa fornitrice «al lordo dell’IVA») e comma 9 (relativo alla determinazione della percentuale di rimborso a carico delle imprese fornitrici); - decreto assessorile n. 1247 del 13 dicembre 2022 relativo all’«Individuazione quota payback dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018»; - obbligo di versamento delle cifre annuali determinate da detta determinazione e poste a carico dell’odierna ricorrente; - mancato tempestivo accesso, richiesto dalla ricorrente, relativo alla copia delle fatture utilizzate dalla Regione Siciliana per la determinazione della quota di payback posta a carico della medesima società; - ogni altra determinazione, provvedimento e atto posto in essere dalla Regione in quanto presupposto, preparatorio, connesso o conseguente a tutti i provvedimenti impugnati. La ricorrente chiede, inoltre, la condanna dell’Amministrazione alla restituzione della somma compensata o trattenuta in ragione del suddetto payback e di ogni eventuale danno ingiustamente subito.

Giustizia amministrativa202300029

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, Adunanza delle Sezioni riuniteRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Correzione dell’errore materiale contenuto nel dispositivo del parere n. 00147/2026 relativo al ricorso straordinario in materia di payback sui dispositivi medici per gli anni 2015-2018.

Esito

ACCOGLIMENTO

Prevale il privato

La questione giuridica

Il parere riguarda esclusivamente la rettifica di un errore materiale contenuto nel dispositivo del precedente parere n. 00147/2026. Nel dispositivo era stato indicato che la causa avrebbe potuto essere «riassunta innanzi al giudice ordinario entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente pronuncia», mentre la formulazione corretta avrebbe dovuto prevedere che la causa fosse «riproposta innanzi al giudice ordinario entro il termine perentorio di tre mesi decorrente dalla comunicazione del decreto presidenziale che recepirà il presente parere». La correzione si inserisce nell’ambito del ricorso straordinario proposto da una società fornitrice di dispositivi medici contro gli atti statali e regionali relativi alla determinazione del payback per gli anni 2015-2018, nonché contro il mancato tempestivo accesso alle fatture utilizzate per il calcolo e con domanda di restituzione delle somme trattenute e di risarcimento del danno.

Il parere

Il Consiglio di Giustizia amministrativa ha disposto la correzione dell’errore materiale mediante sostituzione della clausola relativa alla prosecuzione della controversia davanti al giudice ordinario. È stata eliminata la previsione della riassunzione entro tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia ed è stata inserita la previsione della riproposizione davanti al giudice ordinario entro tre mesi decorrenti dalla comunicazione del decreto presidenziale che recepirà il parere. Le restanti parti del parere n. 00147/2026 sono state integralmente confermate.

Osservazioni

Correzione dell’errore materiale nel dispositivo

La clausola secondo cui la causa avrebbe potuto essere riassunta davanti al giudice ordinario entro tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia deve essere sostituita con la previsione secondo cui la causa può essere riproposta davanti al giudice ordinario entro tre mesi decorrenti dalla comunicazione del decreto presidenziale che recepirà il parere.

Norme richiamate

  • art. 11 c.p.a.

    «riassunta innanzi al giudice ordinario entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente pronuncia»

    Il riferimento contenuto nel dispositivo precedente è stato corretto quanto alla modalità e alla decorrenza del termine per la riproposizione della controversia davanti al giudice ordinario.

Massime di principio

  • La correzione di errore materiale è ammissibile quando il dispositivo contiene una divergenza meramente materiale, emendabile senza rimettere in discussione il contenuto decisorio del parere.
  • Nel ricorso straordinario, quando il dispositivo indica la possibilità di proseguire la controversia davanti al giudice ordinario, la formula corretta deve individuare espressamente la riproposizione della causa e far decorrere il termine perentorio dalla comunicazione del decreto presidenziale che recepisce il parere, secondo quanto stabilito nel parere rettificato.

Correzione del dispositivo del parere sul payback dei dispositivi medici

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, riunito in Adunanza delle Sezioni riunite, ha esaminato la richiesta di correzione di un errore materiale contenuto nel dispositivo del precedente parere n. 00147/2026, reso nell’ambito di un ricorso straordinario proposto da una società fornitrice di dispositivi medici contro amministrazioni statali e regionali in materia di payback per gli anni 2015-2018.

Oggetto del ricorso originario

Il ricorso originario riguardava, tra l’altro, i decreti ministeriali del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022, le disposizioni legislative concernenti il payback sui dispositivi medici, il decreto assessorile della Regione Siciliana n. 1247 del 13 dicembre 2022, l’obbligo di versamento delle somme determinate a carico della società e il mancato tempestivo accesso alle fatture utilizzate dalla Regione per il calcolo della quota dovuta. La ricorrente aveva chiesto anche la restituzione delle somme compensate o trattenute e il risarcimento degli eventuali danni.

Errore materiale rilevato

Nel dispositivo del precedente parere era stato indicato che la causa avrebbe potuto essere «riassunta innanzi al giudice ordinario entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente pronuncia».

Il Consiglio ha rilevato che tale formulazione doveva essere corretta, sostituendola con la seguente: «riproposta innanzi al giudice ordinario entro il termine perentorio di tre mesi decorrente dalla comunicazione del decreto presidenziale che recepirà il presente parere».

Decisione

Il parere n. 00147/2026 è stato rettificato nei termini indicati. La correzione riguarda esclusivamente la clausola del dispositivo relativa alla possibilità di adire il giudice ordinario e alla decorrenza del termine di tre mesi.

Tutte le restanti parti del precedente parere sono state integralmente confermate. La segreteria è stata incaricata degli adempimenti conseguenti.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiProcesso amministrativo

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