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Legge

L.R. Abruzzo 13/2025

Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario.

Normativa regionaleL.R. Abruzzo 13/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Abruzzo disciplina misure di prevenzione e contrasto della violenza contro operatori sanitari e sociosanitari nelle strutture pubbliche e, su base volontaria, private. Prevede linee guida regionali, formazione, incident reporting, piani di prevenzione, misure di sicurezza, supporto psicologico e legale, protocolli con le forze di polizia e controlli regionali. In vigore dal 22 maggio 2025, con testo vigente dal 2 agosto 2025.

Sicurezza del personale sanitario e sociosanitario e prevenzione della violenza

Sicurezza del personale sanitario e sociosanitario

La legge regionale Abruzzo introduce una disciplina organica per prevenire e contrastare gli atti di violenza ai danni degli operatori sanitari e sociosanitari. Si applica alle strutture pubbliche e, su base volontaria, anche alle strutture private, che possono beneficiare di eventuali incentivi regionali se adottano le misure previste dalle linee guida.

Ambito di applicazione e definizioni

La nozione di violenza è definita in senso ampio e comprende aggressioni fisiche, verbali e psicologiche, minacce e intimidazioni idonee a compromettere l’integrità psico-fisica degli operatori, sia nei luoghi di lavoro sia in contesti connessi all’attività professionale. Sono considerati operatori del settore sanitario e sociosanitario i soggetti indicati dal decreto legislativo n. 81/2008 che svolgono attività in ambito sanitario o sociosanitario, a prescindere dal tipo di contratto.

Linee guida regionali e contenuti operativi

La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, approva linee guida vincolanti per le strutture pubbliche e di riferimento per quelle private. Le linee guida, predisposte dalla Direzione regionale competente in materia di sanità, devono fissare indirizzi comuni su tutto il territorio regionale e riguardano:

  • formazione periodica del personale su tecniche di de-escalation, gestione del rischio e autodifesa;
  • campagne di sensibilizzazione rivolte a pazienti e familiari sul rispetto del personale sanitario;
  • sistemi di incident reporting, obbligatori per le strutture pubbliche e incentivati per le private, con raccolta dati per analisi del rischio e misure preventive;
  • relazioni periodiche sugli episodi di violenza da trasmettere alla Giunta e al Consiglio regionale;
  • obbligo per le aziende sanitarie pubbliche di adottare un Piano per la Prevenzione degli Atti di Violenza sugli Operatori Sanitari, integrato nei documenti di valutazione dei rischi;
  • indicazioni per le strutture private che vogliano adottare misure analoghe;
  • installazione, ove tecnicamente possibile, di pulsanti antipanico, videosorveglianza e altre misure di sicurezza nelle strutture pubbliche;
  • incentivi per le strutture private che adottino misure di sicurezza;
  • istituzione di un servizio regionale di supporto psicologico per il personale vittima di violenza;
  • convenzioni con enti pubblici e privati per garantire assistenza legale gratuita agli operatori coinvolti in episodi di violenza.

Tavolo tecnico regionale

Presso la Direzione regionale competente è istituito un Tavolo tecnico con funzioni di supporto nella predisposizione e nell’aggiornamento delle linee guida. Il Tavolo è costituito con atto dirigenziale ed è composto da rappresentanti della Direzione regionale, delle ASL, delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del personale medico e veterinario, delle organizzazioni sindacali del restante personale sanitario e sociosanitario e dell’Agenzia sanitaria regionale.

Rapporti con le Forze di polizia

La Regione promuove protocolli d’intesa con gli Uffici territoriali del Governo per rafforzare la presenza e la collaborazione con le Forze di polizia nei pronto soccorso e nelle strutture a più elevato rischio di violenza, così da assicurare un intervento rapido in loco.

Controllo, monitoraggio e relazione annuale

Il controllo sull’applicazione delle linee guida è affidato alla Direzione regionale competente in materia di sanità, che svolge monitoraggio degli episodi di violenza, attività consultiva e verifica dell’attuazione delle misure. A decorrere dal 30 giugno dell’anno successivo all’approvazione della legge, la Direzione presenta ogni anno alla Commissione consiliare competente e al Comitato per la legislazione una relazione sulle modalità di attuazione, sulle attività svolte e sui risultati conseguiti, con focus su informazione e sensibilizzazione, incident reporting, misure preventive, Piano di prevenzione, supporto psicologico e legale. La relazione è pubblicata sul sito istituzionale del Consiglio regionale.

Misure correttive e sanzioni

In caso di mancata attuazione delle linee guida da parte delle strutture sanitarie pubbliche, la Regione può adottare misure correttive e, nei casi più gravi, applicare sanzioni amministrative ai dirigenti responsabili.

Regime finanziario e profili applicativi

La legge è formulata in chiave di invarianza finanziaria: gli adempimenti devono essere svolti con le risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente. Le previsioni di eventuali specifiche risorse regionali per dotazioni di sicurezza, supporto psicologico e legale e incentivi alle strutture private risultano non più vigenti nel testo consolidato indicato.

Decorrenza

La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel BURAT; il testo vigente indicato risulta in vigore dal 2 agosto 2025 per effetto delle successive modifiche intervenute.

Testo integrale

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