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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18336/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Palermo (31/10/2024) che, accogliendo il riesame proposto da Vincenzo Monteleone, ha annullato la misura cautelare (obbligo di dimora e divieto di esercitare la funzione di consigliere comunale) disposta dal GIP del Tribunale di Marsala in relazione al reato di corruzione per la funzione. Il ricorso della Procura contestava la configurabilità del reato come letta dal Tribunale di Palermo e denunciava vizi di motivazione e travisamento delle emergenze indiziarie (in particolare l'esistenza di un patto corruttivo consistente nella promessa dell'assunzione del figlio di Monteleone presso il Cesifop in cambio della permanenza e del sostegno politico nel movimento "VIA").

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto dubbia la stessa configurabilità della ipotesi corruttiva, poiché l'utilità promessa sembrava riferirsi a impegni di sostegno politico dentro un movimento (aspetti discrezionali, politici) e non a un mercimonio diretto della funzione pubblica. Inoltre la Corte ha ritenuto che l'impugnazione si limitasse a proporre una lettura alternativa delle emergenze indiziarie, senza scalfire la logica e le incertezze valutative espresse dal Tribunale di primo grado (es. motivi dell'eventuale abbandono del movimento, mancanza di attivazione per reperire allievi ai corsi che avrebbero giustificato la nomina del figlio). Infine il ricorso è stato ritenuto generico e carente quanto alla indicazione delle concrete e attuali esigenze cautelari, elemento necessario quando si impugna l'annullamento per difetto di gravità indiziaria nei reati privi della presunzione di cui all'art. 275, comma 3 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    impugnazione in sede di appello ex art. 310 c.p.p.

    Si segnala il quadro procedurale dell'impugnazione in appello; la Corte ricorda che il pubblico ministero che impugna l'annullamento per difetto di gravità indiziaria deve rispettare i requisiti di interesse e specificità richiesti dalla giurisprudenza

  • art. 275, comma 3 cod. proc. pen.

    La norma sulla presunzione di concreta pericolosità non opera nel caso di specie; la Corte ricorda che, in assenza di tale presunzione, il PM deve indicare puntualmente le ragioni dell'attualità e concretezza delle esigenze cautelari per non incorrere nell'inammissibilità

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 6, n. 43948 del 21/09/2023; Sez. 2, Sentenza n. 6027 del 10/01/2024; Sez. 6, n. 42287 del 2024; Sez. 2, n. 41971 del 2024; Sez. 4, n. 31192 del 2024; Sez. 6, n. 14043 del 2024

    Indicazione del principio consolidato secondo cui il PM che impugna l'annullamento cautelare per difetto di gravità indiziaria deve dimostrare l'attualità e concretezza delle esigenze cautelari; la Corte aderisce a questa giurisprudenza

Massime di principio

  • Quando l'utilità promessa appare collegata a impegni di sostegno politico interno a un movimento (continuare a sostenere il movimento, mantenere la tessera, ecc.) e non a un concreto esercizio o scambio relativo alla funzione pubblica, i giudici possono escludere la configurabilità della corruzione per la funzione.
  • Un ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di misure per difetto di gravità indiziaria non può limitarsi a una lettura alternativa degli stessi fatti: occorre indicare elementi che dimostrino l'illogicità o l'erroneità della valutazione motivazionale del giudice di merito.
  • In assenza della presunzione di cui all'art. 275, comma 3 c.p.p., il PM deve specificare le ragioni dell'attualità e concretezza delle esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, reiterazione del reato, ecc.); la mancanza di tale specificazione rende il ricorso inammissibile per carenza di interesse.
  • I giudici valutano con attenzione la linea di demarcazione tra scelte politiche discrezionali e atti che concretizzano un 'mercimonio della funzione': la mera promessa di supporto politico difficilmente integra la corruzione se non è dimostrabile un quid pro quo riferibile alla funzione pubblica esercitata.
  • Per contrastare efficacemente un'annullamento cautelare, il PM deve fornire elementi nuovi o argomentazioni che mettano in crisi la logica motivazionale del provvedimento impugnato, non semplicemente ricostruzioni alternative dei medesimi indizi.

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