Cassazione Civile, Sentenza n. 10637/2022 del 01/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti, titolari di contratti preliminari di assegnazione trascritti, avevano chiesto al Tribunale la trascrizione del trasferimento ai sensi dell'art. 2932 c.c. e, con riferimento al mutuo fondiario acceso dalla cooperativa, la suddivisione coattiva del finanziamento in quote e il frazionamento dell'ipoteca ai sensi dell'art. 39, comma 6 e ss. del TUB. Il Tribunale nominò un notaio per l'esecuzione coattiva del frazionamento; Intesa Sanpaolo presentò reclamo avverso tale nomina e la Corte d'Appello di Roma, accogliendo il reclamo, revocò la nomina ritenendo che l'accoglimento dovesse essere subordinato alla esistenza di un contratto di accollo tra banca e singoli assegnatari (richiamando art. 1273 c.c.). I ricorrenti hanno impugnato il decreto della Corte d'Appello per cassazione, sostenendo violazione di legge (art. 360 n.3 c.p.c.) e la natura decisoria e definitiva del provvedimento che avrebbe precluso il loro diritto al frazionamento ai sensi del TUB.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha stabilito che le decisioni del giudice (Presidente del Tribunale) o della Corte d'Appello sull'accoglimento o sul rigetto dell'istanza ex art. 39, commi 6/6-ter TUB, quando incidono sul diritto al frazionamento, hanno carattere decisorio e sono impugnabili per cassazione. Sul merito, la Corte ha cassato il decreto impugnato perché la Corte d'Appello ha errato nel subordinare l'accoglimento alla sottoscrizione di un contratto di accollo fra banca e singoli assegnatari: l'art. 39 TUB riconosce il diritto dei promissari acquirenti/assegnatari al frazionamento e l'accollo è un negozio tra accollante e accollato al quale l'eventuale adesione della banca è estranea ai fini dell'acquisizione del diritto al frazionamento. Ha rinviato le parti alla Corte d'Appello di Roma in diversa composizione per nuovo esame e per la regolazione delle spese di legittimità.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 385/1993 (TUB), art. 39, commi 6, 6-bis, 6-ter
"Comma 6: ... il debitore, il terzo acquirente, il promissario acquirente o l'assegnatario del bene ipotecato ... hanno diritto alla suddivisione del finanziamento in quote e, correlativamente, al frazionamento dell'ipoteca a garanzia." "Comma 6-bis: La banca deve provvedere ... entro il termine di novanta giorni ..." "Comma 6-ter: Qualora la banca non provveda ... il richiedente può presentare ricorso al presidente del tribunale ... il presidente ... designa un notaio che ... redige un atto pubblico di frazionamento sottoscritto esclusivamente dal notaio stesso."
La norma riconosce un diritto diretto al frazionamento ai promissari acquirenti/assegnatari e disciplina la procedura amministrata dal giudice se la banca non adempie. L'istanza di nomina del notaio, se accolta o respinta con motivazione sulla sussistenza dei presupposti, ha natura decisoria e può formare oggetto di impugnazione per cassazione.
Codice civile, art. 1273
La Corte d'Appello aveva ritenuto rilevante l'eventuale necessità di un contratto di accollo con la banca ai fini del frazionamento; la Cassazione ha precisato che l'accollo è normalmente un negozio tra accollante e accollato e che l'adesione della banca non costituisce un presupposto normativo per il riconoscimento del diritto al frazionamento ex art. 39 TUB.
Codice civile, art. 2932
Citato in relazione alla richiesta di trasferimento e trascrizione degli immobili assegnati agli istanti; la norma attiene agli effetti della trascrizione sugli acquisti di diritti reali e alla tutela dei soggetti che ottengono il trasferimento.
Costituzione, art. 111, comma 7
Richiamata in ordine all'ammissione del ricorso per cassazione: possono essere impugnati solo i provvedimenti definitivi e decisori che incidono su situazioni soggettive sostanziali.
Codice di procedura civile, art. 360, 1° co. n. 3
Articolo invocato come base per il motivo di cassazione (violazione di legge). La Corte ha ritenuto il motivo fondato poiché la Corte d'appello aveva applicato erroneamente il principio sull'accollo.
Massime di principio
- L'art. 39 TUB riconosce ai promissari acquirenti e agli assegnatari un diritto autonomo al frazionamento del finanziamento e al frazionamento dell'ipoteca: tale diritto può essere ottenuto anche senza un contratto di accollo stipulato con la banca.
- Se la banca non adempie ai termini previsti dal comma 6-bis, l'istante può proporre ricorso al presidente del tribunale ai sensi del comma 6-ter; la decisione sul merito di tale ricorso è decisoria e può formare oggetto di impugnazione in cassazione quando incide definitivamente sul diritto al frazionamento.
- L'accollo è un negozio tra il debitore e il terzo che assume il debito; l'eventuale adesione della banca è rilevante soprattutto per l'irrevocabilità nei rapporti tra accollante e accollato, ma non è un presupposto legislativo per la nomina del notaio ai fini del frazionamento ex art. 39 TUB.
- I provvedimenti del giudice relativi alla mera organizzazione procedurale o a questioni non idonee a incidere sul diritto sostanziale (provvedimenti meramente ordinatori) non sono impugnabili per cassazione; al contrario, quelli che definiscono sul merito l'istanza camerale ex art. 39 TUB hanno attitudine al "pro iudicato" e sono cassabili.
- L'atto notarile di frazionamento redatto su nomina del giudice può essere successivamente impugnato con un giudizio ordinario se si contestano il rispetto dei criteri legali o la validità dell'atto (nullità), ma le questioni relative alla regolarità del contenuto dell'atto sono trattabili in sede contenziosa ordinaria.
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