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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38357/2025 del 26/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda due detenuti, condannati in appello per resistenza a pubblico ufficiale, che avevano posto in essere una protesta all'interno della cella: secondo la sentenza impugnata avevano lanciato nel corridoio un pezzo di materasso incendiato, collocato brande davanti al cancello della camera per impedirne l'accesso dall'esterno e minacciato i pubblici ufficiali di dare fuoco a materassi e suppellettili qualora gli agenti fossero entrati, il tutto per protestare contro il mancato trasferimento in altro istituto penitenziario. Con il ricorso si deduceva un unico motivo: errata qualificazione giuridica del fatto, sostenendosi che la condotta sarebbe stata una forma di resistenza passiva, non punibile, perché la violenza non sarebbe stata diretta e idonea a impedire il compimento dell'atto d'ufficio, ma solo espressiva di dissenso.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile. Ha osservato che i motivi riproponevano doglianze già disattese in appello con motivazione completa e logica: la condotta non si era risolta in una mera manifestazione di disappunto, ma era stata reiteratamente violenta e minacciosa, strumentale e finalizzata a impedire il compimento degli atti d'ufficio; in particolare, la minaccia di atti autolesionistici aveva concretamente impedito agli agenti di entrare nella cella per svolgere l'attività di servizio. È stato anche ritenuto integrato il dolo specifico di opporsi all'atto del pubblico ufficiale. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Il reato di resistenza a pubblico ufficiale è integrato quando la condotta violenta o minacciosa sia strumentale e concretamente idonea a impedire il compimento dell'atto d'ufficio, non essendo sufficiente il mero dissenso o una resistenza solo simbolica o passiva.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Integra il delitto di resistenza a pubblico ufficiale la condotta del detenuto che, mediante violenza e minacce, ponga in essere una forma di opposizione idonea a impedire concretamente l'accesso o l'esecuzione dell'atto d'ufficio da parte degli agenti.
  • La nozione di resistenza punibile non è esclusa dal fatto che l'azione sia posta in essere in forma di protesta: ciò che rileva è la strumentalità della violenza o minaccia rispetto all'impedimento dell'attività pubblica.
  • La minaccia di compiere atti autolesionistici può integrare la resistenza a pubblico ufficiale quando, per le modalità concrete, sia idonea a ostacolare l'esercizio della funzione pubblica.
  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre censure già esaminate e confutate con motivazione congrua e logica dalla sentenza di merito.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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