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Ordinanza

Ordinanza n. 1827/2026 - Napoli, Sezione 8

per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Marcianise sulla istanza presentata dai ricorrenti in data 11 novembre 2021, acquisita al protocollo comunale n. 59190, con cui i ricorrenti hanno invitato il medesimo Comune ad applicare tutte le misure previste dall’art. 31, commi da 3 a 5 del D.P.R. n. 380/2001 per la mancata ottemperanza alle ordinanze di demolizione e rimessione in pristino prot. n. 1639/Urb. del 19/12/2005, prot. n. 1655/Urb. del 4/4/2006 e prot. n. 1692/Urb. del 13/10/2006, adottate dal Comune di Marcianise nei confronti di Tartaglione Mario e Maiorino Francesca, in riferimento alle opere da questi ultimi realizzate in difformità al permesso di costruire n. 7061/04 di ristrutturazione della copertura, sul terreno confinante con il lotto di proprietà dei ricorrenti, identificato in Catasto al Foglio 6, particella n. 2252, sub. 3; nonché per l’accertamento dell’obbligo del Comune di Marcianise di provvedere in relazione alla medesima istanza e di concludere il procedimento repressivo-ripristinatorio applicando tutte le misure previste dall’art. 31, commi da 3 a 5, del D.P.R. 380/2001, in ragione dell’intervenuto accertamento dell’inottemperanza alle ordinanze di demolizione prot. n. 1639/Urb. del 19/12/2005, prot. n. 1655/Urb. del 4/4/2006 e prot. n. 1692/Urb. del 13/10/2006;

Giustizia amministrativa202201724

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull’istanza volta all’applicazione delle misure conseguenti all’inottemperanza a ordinanze di demolizione e rimessione in pristino

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari confinanti)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno agito per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Marcianise sull’istanza dell’11 novembre 2021, con la quale avevano chiesto l’applicazione delle misure previste dall’art. 31, commi da 3 a 5, d.P.R. 380/2001, in relazione alla mancata ottemperanza a tre ordinanze comunali di demolizione e rimessione in pristino, riguardanti opere realizzate in difformità dal permesso di costruire su un terreno confinante con quello dei ricorrenti. Nel corso dell’esecuzione, il TAR ha nominato un Commissario ad acta, poi sostituito, per provvedere all’esecuzione delle ordinanze. Il Commissario ha chiesto una proroga del termine, rappresentando la complessità dell’incarico, e ha domandato chiarimenti circa gli effetti dell’istanza presentata da un interessato per ottenere l’autorizzazione alla demolizione spontanea delle opere abusive, cui era seguita un’ordinanza comunale di acquisizione della porzione di fabbricato. Il Comune ha comunicato di stare svolgendo autonome valutazioni procedimentali sull’istanza.

La decisione

Il TAR ha accolto la richiesta di proroga del Commissario ad acta e ha fornito i chiarimenti richiesti. Ha ritenuto ammissibile che il privato proceda alla demolizione spontanea degli abusi anche dopo la scadenza del termine assegnato con l’ordine di demolizione, purché l’Amministrazione non abbia esercitato la facoltà di conservare il bene ai sensi dell’art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001. L’adempimento tardivo non attribuisce al privato un diritto alla retrocessione del bene già acquisito, non elimina la sanzione pecuniaria e può soltanto evitare i maggiori costi della demolizione eseguita in danno. Poiché il procedimento non poteva considerarsi concluso, il Commissario è stato autorizzato a proseguire l’attività e a tenere conto dell’eventuale demolizione spontanea. Dovrà assegnare all’interessato un termine perentorio di 30 giorni per depositare presso gli uffici comunali la SCIA finalizzata alla demolizione, notificargli la determinazione di assenso ai lavori e verificare che la demolizione sia eseguita e documentata entro l’ulteriore termine perentorio di 120 giorni, ferma la facoltà del Comune di esercitare le prerogative previste dall’art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001. L’ordinanza non definisce nuovamente nel merito la domanda avverso il silenzio, ma interviene nella fase di esecuzione tramite Commissario ad acta.

Norme richiamate

  • art. 31, commi 3-5, d.P.R. 380/2001

    La mancata ottemperanza all’ordine di demolizione consente l’applicazione delle conseguenze previste dalla disposizione, inclusa l’acquisizione del bene e la facoltà dell’Amministrazione di decidere di non demolire l’opera. Anche dopo la scadenza del termine per adempiere, l’Amministrazione può interlocuire con il privato per una demolizione spontanea tardiva, senza che ciò determini la retrocessione del bene acquisito o l’eliminazione della sanzione pecuniaria.

  • art. 114, comma 6, c.p.a.

    Consente al Commissario ad acta di chiedere chiarimenti al giudice dell’ottemperanza in ordine alle modalità di prosecuzione dell’incarico.

Massime di principio

  • Dopo la scadenza del termine per ottemperare a un ordine di demolizione, il privato può ancora essere ammesso a eseguire spontaneamente la demolizione, purché l’Amministrazione non abbia deciso di conservare l’opera ai sensi dell’art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001.
  • La demolizione spontanea tardiva non fa sorgere in capo al privato un diritto alla retrocessione del bene acquisito al patrimonio pubblico e non fa venir meno la sanzione pecuniaria già irrogata; essa può soltanto evitare i maggiori costi della demolizione eseguita in danno.
  • La presentazione di un’istanza di demolizione spontanea durante l’attività esecutiva non determina di per sé la conclusione dell’incarico del Commissario ad acta, che deve proseguire fino all’adozione delle determinazioni necessarie e alla verifica dell’effettiva esecuzione dei lavori.
  • Nell’ambito dell’esecuzione commissariale, il Commissario ad acta può assegnare un termine perentorio per il deposito della SCIA finalizzata alla demolizione e un successivo termine perentorio per l’esecuzione e la documentazione dell’intervento, ferma la competenza dell’Amministrazione a esercitare la facoltà di conservazione dell’opera prevista dall’art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietàTermini del procedimento

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