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Pratica scorretta

Provvedimento AGCM PS12973 del 29/09/2025

NOVA AI CHATBOX/INFORMATIVA SU "ALLUCINAZIONI"

AGCMPS12973

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il provvedimento avvia un’istruttoria nei confronti di ScaleUp, professionista che offre il servizio di IA NOVA AI Chatbox via sito e app. L’Autorità contesta una informativa ritenuta insufficiente e confusoria sulla possibilità che il sistema produca “allucinazioni” e sulle reali caratteristiche del servizio, incluse le piattaforme di IA effettivamente utilizzate e il valore aggiunto dell’offerta rispetto ai modelli sottostanti. Al momento si tratta di un avvio di procedimento, non di un accertamento definitivo, con richiesta di informazioni al professionista e valutazione della possibile violazione degli artt. 20, 21 e 22 Codice del consumo.

ScaleUp – NOVA AI Chatbox: omessa/inadeguata informativa su possibili “allucinazioni” e sulle caratteristiche del servizio; avvio istruttoria per possibile pratica ingannevole

NOVA AI Chatbox – informativa su possibili “allucinazioni” e caratteristiche del servizio

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di ScaleUp, professionista che offre in Italia il servizio di intelligenza artificiale NOVA AI Chatbox tramite sito web e applicazione. La contestazione riguarda la presunta insufficienza dell’informativa resa agli utenti sulla possibilità che i modelli producano risultati inesatti, fuorvianti o inventati, nonché sulla reale struttura e utilità del servizio rispetto ai modelli di IA sottostanti.

Professionista e origine del procedimento

ScaleUp è qualificata come professionista ai sensi del Codice del consumo. L’avvio del procedimento segue una comunicazione istruttoria che, per problemi di notifica all’estero, viene pubblicata sul Bollettino dell’Autorità. Il testo evidenzia che non è pervenuta conferma dell’avvenuta notifica dell’avvio istruttorio.

Descrizione del servizio e modalità di fruizione

NOVA è descritto come un "chatbox cross-platform" accessibile dal sito novaapp.ai e da app, con fruizione gratuita e a pagamento. Sul sito, il servizio viene presentato come "Your AI Assistant" e come chatbot sviluppato su GPT-4o e Gemini. In concreto, però, la versione gratuita risulta utilizzabile solo selezionando "Open AI GPT – 4o mini"; scegliendo altri sistemi, l’utente incontra un popup che propone un abbonamento mensile o settimanale.

Nell’app, la descrizione su store e schermate iniziali richiama GPT-4o, Google Gemini, Claude e DeepSeek, ma secondo l’Autorità senza fornire adeguati chiarimenti sulle versioni effettivamente accessibili, sulle piattaforme incluse e sul modo in cui NOVA le aggrega.

Condotte contestate: omissioni e informazione confusoria

L’Autorità contesta due profili principali:

  • la mancata informativa sulla possibilità di incorrere in “allucinazioni”, sia nel percorso web sia nell’app, anche nei termini e condizioni;
  • l’informazione ritenuta insufficiente e confusoria sulle caratteristiche del servizio, in particolare sui modelli di IA effettivamente utilizzati, sulle loro versioni e sul valore aggiunto dell’abbonamento rispetto alle singole chatbox su cui NOVA si fonda.

Secondo il provvedimento, tali informazioni sarebbero essenziali per una scelta consapevole, perché la decisione di utilizzare il servizio costituisce una decisione commerciale anche quando non implica un pagamento immediato.

Valutazione dell’Autorità e norme richiamate

La condotta è prospettata come possibile pratica commerciale scorretta in violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo. L’omissione sul rischio di output inesatti viene ritenuta potenzialmente idonea a influire non solo sulla scelta di utilizzare NOVA, ma anche sulle decisioni successive assunte dall’utente facendo affidamento sugli output dell’IA.

L’Autorità sottolinea inoltre che il rischio appare rilevante in ragione della natura poliedrica del servizio, che può essere usato anche in ambiti delicati come salute, finanza e diritto, dove l’attendibilità delle risposte assume particolare importanza.

Istruttoria, richieste di informazioni e possibili sanzioni

Il provvedimento non conclude con un accertamento definitivo di scorrettezza né con una sanzione per la pratica contestata. Si tratta di un atto di avvio dell’istruttoria, nel quale l’Autorità richiede a ScaleUp informazioni su:

  • elenco dei servizi offerti in Italia, gratuiti e a pagamento;
  • sistemi di IA e versioni su cui NOVA si basa;
  • data di prima disponibilità del servizio in Italia;
  • modalità di promozione e diffusione;
  • convenienza per il consumatore rispetto ai servizi dei singoli chatbot;
  • numero di utenti italiani;
  • criteri per qualificare un utente come italiano;
  • eventuale appartenenza a gruppi societari.

Viene inoltre richiamato l’art. 27, comma 4, Codice del consumo sulle sanzioni per mancata o falsa risposta alle richieste istruttorie: da 2.000 a 20.000 euro per rifiuto/omissione ingiustificata e da 4.000 a 40.000 euro per informazioni o documenti non veritieri. Il procedimento è indicato come destinato a concludersi entro 270 giorni dalla comunicazione di avvio.

Punti principali

Professionista e canali di offerta

ScaleUp è indicata come professionista ai sensi dell’art. 18, lett. b), Codice del consumo e offre NOVA AI Chatbox agli utenti italiani in lingua italiana tramite il sito novaapp.ai e tramite app. Il servizio è presentato come chatbox cross-platform e risulta fruibile in versione gratuita e a pagamento.

Condotta contestata: omessa informativa sulle “allucinazioni”

L’Autorità rileva che, durante l’utilizzo del servizio, non compare alcun disclaimer o warning sulla possibilità che il sistema generi “allucinazioni”, cioè output inesatti, fuorvianti o inventati. La stessa omissione viene contestata sia nella versione web sia nell’app, e anche nei termini e condizioni accessibili al pubblico.

Condotta contestata: informazioni confuse sulle piattaforme e sul valore del servizio

Secondo la comunicazione, le indicazioni sui sistemi di IA sottostanti risultano poco chiare e talvolta contraddittorie: si fa riferimento a GPT-4o, Gemini, Claude e DeepSeek, ma non viene spiegato in modo sufficiente quali modelli siano effettivamente accessibili, con quali versioni e in che modo NOVA li aggreghi. Anche la convenienza dell’abbonamento rispetto alla versione gratuita non risulterebbe adeguatamente illustrata.

Qualificazione giuridica e profili di scorrettezza

La condotta è prospettata come pratica commerciale scorretta per violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo. L’omissione informativa è ritenuta potenzialmente idonea a incidere sulla decisione commerciale del consumatore sia sull’uso del servizio in sé sia sulle decisioni adottate sulla base degli output prodotti, specie in ambiti delicati come salute, finanza e diritto.

Esito del provvedimento e adempimenti istruttori

Il testo non contiene un accertamento finale né una sanzione per la pratica, ma l’avvio del procedimento istruttorio con richiesta di informazioni e documenti a ScaleUp. Il procedimento è indicato come destinato a concludersi entro 270 giorni dalla comunicazione, con possibilità per le parti di presentare memorie e accedere agli atti.

Come è indicizzato

Materiepratica ingannevoleomissioni informativeintelligenza artificialee-commerceservizi digitaliconsumatore medio

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