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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10971/2026 del 23/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta distrattiva, bancarotta documentale e per avere provocato il fallimento del "Calzaturificio Laudando s.r.l.", contestando in particolare la mancanza di adeguato confronto con una precedente sentenza irrevocabile del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (che aveva assolto per il reato previsto dall'art. 388 c.p.). I ricorrenti denunciavano violazione del divieto di ne bis in idem/identità del fatto storico, omissione di valutazione di prove decisive e vizi di motivazione della Corte territoriale, nonché mancato esame delle ragioni dell'assoluzione precedente e dell'attendibilità di testi e consulenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato integralmente la sentenza impugnata, disponendo il rinvio per un nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli. La Cassazione ha escluso che ricorra l'idem factum tra il reato già giudicato (art. 388, comma 1, c.p.) e la bancarotta distrattiva contestata (art. 216 L.F.), per differenze nella triade condotta-nesso causale-evento e nell'elemento soggettivo (dolo specifico vs dolo non specifico). Tuttavia ha censurato la Corte d'appello per avere omesso di confrontarsi adeguatamente, nella motivazione, con la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e con le doglianze difensive fondate su quel giudicato, lasciando aperte questioni probatorie cruciali. Per tali carenze la sentenza è stata annullata con rinvio.

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen.

    La Corte distingue le diverse fattispecie previste dall'art. 388 (più commi): in particolare il comma 1 richiede dolo specifico (atti simulati/fraudolenti finalizzati a sottrarsi all'esecuzione di una sentenza) e tutela l'effettività della giurisdizione; il comma 3 ha natura plurioffensiva e richiede, secondo la giurisprudenza, anche solo dolo generico. La diversità strutturale impedisce, di per sé, automatica sovrapposizione con la bancarotta distrattiva.

  • art. 216 legge fallimentare (bancarotta per distrazione)

    Il reato di bancarotta distrattiva offende l'interesse patrimoniale dell'intero ceto creditorio e ha una più ampia dimensione rispetto al singolo illecito ex art. 388; perciò non si ritiene di norma coincidente con l'art. 388, salvo verifica concreta della triade condotta-nesso-evento.

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Richiamato nella discussione sulla preclusione del ne bis in idem; la Corte ricorda l'intervento della Corte costituzionale (sent. n. 200/2016) che ha ridefinito il criterio in termini di 'idem factum' e limita la portata dell'art. 649 rispetto all'interpretazione restrittiva che esclude la medesimità del fatto solo per il concorso formale.

  • sentenza Corte Costituzionale n. 200/2016

    La Consulta ha affermato il criterio dell'"idem factum" (identità del fatto storico sulla base della triade condotta-nesso causale-evento) in materia di ne bis in idem processuale, influenzando l'interpretazione della Cassazione sulla valutazione della medesimezza dei fatti.

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla richiesta difensiva di rinnovo dell'istruttoria dibattimentale. La Corte ha valutato le questioni procedurali connesse ma censurato la mancanza di confronto motivazionale con le prove e le argomentazioni già emerse nel precedente giudizio.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Citando le doglianze difensive sul rinnovo dell'istruttoria, la Corte registra il rilievo difensivo circa l'omessa acquisizione di prova decisiva sull'operatività della società durante la gestione del presunto amministratore fittizio; la Cassazione ravvisa la necessità di approfondire tali profili nel giudizio di rinvio.

  • art. 12 lett. b) (connessione e collegamento probatorio)

    La questione della connessione/collegamento probatorio è stata sollevata in appello e trattata con ordinanze dibattimentali; la Cassazione rileva che, pur avendo la Corte territoriale adottato ordinanze, la sentenza non ha adeguatamente motivato il mancato confronto con la pronuncia sammaritana e con le prove in essa acquisite.

  • Giurisprudenza Sez. U., n. 36692/2007 (Vuocolo) e altre pronunce della Cassazione

    La Corte richiama il consolidato orientamento secondo cui l'art. 388 comma 1 punisce atti simulati o fraudolenti tesi a creare ineseguibilità di una decisione definitiva e richiede dolo specifico; la giurisprudenza di legittimità è utilizzata per distinguere le fattispecie e delimitare l'operatività del ne bis in idem.

Massime di principio

  • Per valutare il ne bis in idem processuale occorre verificare l'identità del fatto storico con il criterio dell'"idem factum": analizzare la triade condotta-nesso causale-evento e le circostanze di tempo, luogo e persona; non basta la sola sovrapposizione parziale della condotta.
  • Quando esistono decisioni precedenti su fatti con compendio probatorio in larga parte coincidente, il giudice d'appello ha l'obbligo di confrontarsi esplicitamente e motivare perché perviene a una diversa valutazione, spiegando in modo approfondito le ragioni per ritenere inattendibili o insufficienti le deduzioni difensive già esaminate.
  • Le fattispecie previste dall'art. 388 c.p. sono molteplici e strutturalmente diverse: distinguere sempre il comma applicabile e l'elemento soggettivo (dolo specifico vs dolo generico) quando si confrontano con reati fallimentari.
  • La mancata o insufficiente motivazione sul confronto con sentenze irrevocabili e con prove acquisite in precedenti giudizi costituisce vizio rilevante che può portare all'annullamento con rinvio per nuovo giudizio.
  • Se la difesa chiede il rinnovo dell'istruttoria o acquisizione di prove decisive, il giudice deve valutare e motivare in modo puntuale l'eventuale rifiuto o accoglimento; l'assenza di quella valutazione può incidere sulla validità della decisione.

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