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Ordinanza

Ordinanza n. 2026/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’Ordinanza di demolizione n. 78 del 23/4/26 e degli atti ad essa presupposti.

Giustizia amministrativa202603806

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione n. 78 del 23 aprile 2026, limitatamente all'ordine di ripristino relativo alla pavimentazione dell'intera area

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione, chiedendone la sospensione cautelare. In corso di giudizio ha dichiarato di voler coltivare l'impugnativa soltanto con riferimento all'ordine di ripristino riguardante la pavimentazione dell'area, avendo demolito gli altri manufatti e rimosso gli altri abusi contestati. La contestazione riguardava, in particolare, la pretesa legittimazione edilizia della pavimentazione dell'intera proprietà, estesa per circa 4.000 mq. La ricorrente prospettava l'esistenza di titoli edilizi riferibili alle opere realizzate nell'area.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo che l'ordinanza impugnata apparisse immune dai vizi dedotti con riferimento all'ordine di ripristino della pavimentazione dell'intera area. Dalla documentazione prodotta è emerso che la concessione edilizia n. 88 del 1989 riguardava opere di rifunzionalizzazione di un opificio e che la relazione tecnica allegata indicava la pavimentazione come riferita all'area occupata da ciascun capannone, non all'intera proprietà. Le concessioni edilizie n. 9078/1989 e n. 9079/1989 riguardavano rispettivamente due capannoni di 127,20 mq e 983,80 mq nonché la sistemazione dell'area esterna, senza tuttavia menzionare la pavimentazione. La concessione edilizia n. 193 del 1991 riguardava invece una tettoia per ricovero attrezzi e la sottostante pavimentazione in battuto di cemento. Pertanto, il Collegio non ha rinvenuto alcun titolo idoneo a legittimare la pavimentazione dell'intera area di 4.000 mq. La ricorrente è stata condannata alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato

    La domanda cautelare è stata esaminata nell'ambito del giudizio cautelare secondo la disciplina delle misure cautelari collegiali.

  • d.P.R. 380/2001

    La disciplina edilizia è richiamata implicitamente dalla controversia relativa all'ordinanza di demolizione e al ripristino di opere prive di idoneo titolo, ma il testo non indica specifici articoli applicati.

Massime di principio

  • Ai fini della verifica cautelare della legittimità di un ordine di ripristino edilizio, i titoli abilitativi devono essere valutati secondo il loro specifico oggetto e la documentazione tecnica allegata; un titolo relativo a manufatti determinati o a superfici circoscritte non legittima automaticamente opere realizzate sull'intera area di proprietà.
  • Quando la documentazione edilizia riferisce la pavimentazione alle aree occupate da singoli manufatti e non all'intera proprietà, e gli ulteriori titoli riguardano soltanto specifici capannoni, tettoie o opere diverse, non è possibile desumere, in sede cautelare, la legittimazione della pavimentazione dell'intera area.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi edilizi
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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