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Sentenza

Sentenza del 21/07/2020 n. 15504 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contribuente aveva richiesto il rimborso dell'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica pagata indebitamente, ma l'Agenzia delle Dogane contestava la legittimazione attiva della società a richiedere tale rimborso, sostenendo che solo il fornitore dell'energia elettrica, quale soggetto obbligato al pagamento dell'accisa, poteva avanzare la richiesta. La controversia verteva sulla corretta interpretazione della normativa nazionale e unionale in materia di rimborso di accise e addizionali, e sull'individuazione del soggetto legittimato a proporre l'istanza di rimborso all'amministrazione finanziaria.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, cassando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva invece riconosciuto legittimazione diretta alla società contribuente. È stato affermato che l'unico soggetto legittimato a chiedere il rimborso all'Amministrazione finanziaria è il fornitore di energia elettrica, obbligato al pagamento dell'accisa. Il consumatore finale può agire civilisticamente contro il fornitore per la ripetizione dell'indebito, ma non ha diritto a richiedere direttamente il rimborso all'amministrazione fiscale, salvo casi eccezionali in cui l'azione contro il fornitore risulti impossibile o eccessivamente gravosa. Il ricorso originario della società contribuente è stato rigettato.

Norme richiamate

  • Decreto Legislativo n. 504 del 1995 (Testo Unico Accise - TUA)

    articolo 14, articolo 53, articolo 56

    L'articolo 14 regola il rimborso delle accise indebitamente pagate, riconoscendo il diritto al fornitore, obbligato al pagamento; l'articolo 53 individua i soggetti obbligati al pagamento (fornitori); l'articolo 56 riconosce ai fornitori il diritto di rivalsa verso il consumatore finale.

  • Decreto Legge 29 novembre 1988, n. 511

    Introduce l'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica dovuta dal fornitore al momento della fornitura.

  • Direttiva 2008/118/CE

    Imposta che addizionali non possono avere finalità diverse da quelle fiscali; inoltre, disciplina il rimborso delle accise e stabilisce che spetta agli Stati membri definire le modalità di rimborso rispettando i principi di effettività ed equivalenza.

  • L. n. 428 del 1990

    Disciplina il rimborso dei tributi incompatibili con norme comunitarie, stabilendo che il rimborso spetta al soggetto passivo, salvo che l'onere sia stato trasferito ad altri soggetti.

Massime di principio

  • Il soggetto legittimato a richiedere il rimborso di accise e addizionali all'Amministrazione finanziaria è il fornitore obbligato al pagamento dell'imposta; il consumatore finale non ha legittimazione diretta verso l'Amministrazione.
  • Il consumatore finale che ha subito l'addebito dell'accisa può agire civilisticamente contro il fornitore per la ripetizione dell'indebito, recuperando così l'importo corrispondente.
  • L'azione diretta del consumatore finale verso l'Amministrazione finanziaria per il rimborso è eccezionale e subordinata alla prova dell'impossibilità o eccessiva difficoltà di agire contro il fornitore, ad esempio in caso di fallimento di quest'ultimo.
  • I rapporti tra Amministrazione finanziaria e fornitore e tra fornitore e consumatore sono autonomi e non si interferiscono, distinguendo nettamente la sfera tributaria da quella civilistica.
  • La normativa unionale consente agli Stati membri di definire le modalità di rimborso purché rispettino i principi di effettività ed equivalenza, il che implica che il sistema interno non deve impedire o rendere eccessivamente difficile l'esercizio del diritto al rimborso.

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