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Sentenza

Sentenza del 03/07/2015 n. 13733 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti contestavano gli avvisi di accertamento relativi agli anni 1999-2002, con cui erano stati imputati alle società di fatto e ai loro presunti soci maggiori imposte IVA, IRPEG e IRAP. Deducevano, in particolare, l'insussistenza delle società di fatto, l'errata attribuzione dei redditi di partecipazione, l'assenza di adeguata prova delle operazioni inesistenti, la violazione delle regole sull'onere della prova e l'omessa pronuncia sull'efficacia del condono tributario previsto dalla L. n. 289/2002, art. 9.

La decisione

La Corte di cassazione ha riunito i ricorsi e li ha respinti integralmente. Ha ritenuto preclusa la questione del condono, perché i contribuenti non avevano impugnato tempestivamente la mancata pronuncia del giudice di primo grado sulla relativa estinzione dell'obbligazione tributaria. Ha inoltre confermato che l'esistenza di una società di fatto può essere desunta, nei rapporti esterni, dall'esteriorizzazione del vincolo sociale e da comportamenti concludenti, anche mediante elementi provenienti da indagini penali. Le risultanze istruttorie erano state ritenute sufficienti a dimostrare una struttura societaria parallela che emetteva fatture per operazioni inesistenti e utilizzava ragioni sociali altrui. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese, liquidate in 7.500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917/1986, art. 6 (TUIR)

    Nelle categorie reddituali possono rientrare anche proventi derivanti da attività illecite; l'eventuale errata qualificazione della categoria reddituale non rende di per sé illegittimo l'accertamento se il reddito imponibile è comunque provato.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 39

    Consente la determinazione del reddito sulla base degli elementi acquisiti dall'Amministrazione finanziaria, quando questi dimostrino l'esistenza di ricavi o operazioni non dichiarati.

  • Legge n. 289/2002, art. 9

    Il condono può estinguere la pretesa tributaria solo se perfezionato e ritualmente fatto valere nel processo; la relativa eccezione, quale fatto estintivo dell'obbligazione, non è rilevabile d'ufficio e deve essere dedotta tempestivamente.

  • Art. 2247 c.c.

    La società, anche di fatto, presuppone un'attività economica esercitata in comune e la costituzione di un fondo comune; tuttavia, nei rapporti esterni, il vincolo sociale può essere provato attraverso la sua esteriorizzazione e comportamenti concludenti.

  • Art. 5 TUIR

    Il reddito delle società di persone e delle società di fatto può essere imputato per trasparenza ai soci, se è dimostrata l'effettiva esistenza del rapporto societario.

  • Art. 2697 c.c.

    La violazione dell'onere della prova ricorre solo quando il giudice lo attribuisce alla parte sbagliata; una diversa o ritenuta insufficiente valutazione delle prove riguarda invece il merito ed è censurabile, in sede di legittimità, solo nei limiti dei vizi ammessi.

  • Art. 335 c.p.c.

    Consente la riunione dei ricorsi separati proposti contro la medesima sentenza.

  • Art. 346 c.p.c.

    Le domande e le eccezioni non accolte o non esaminate in primo grado devono essere riproposte in appello, altrimenti si intendono rinunciate e non possono essere esaminate nei gradi successivi.

Massime di principio

  • L'Amministrazione finanziaria può contestare l'esistenza di una società di fatto anche in assenza di un contratto scritto, purché dimostri, mediante comportamenti esteriori e convergenti, l'esercizio comune di un'attività e la partecipazione dei soggetti coinvolti.
  • Le risultanze di procedimenti o indagini penali possono essere utilizzate nel giudizio tributario come elementi di prova o presunzioni, purché il giudice tributario ne valuti autonomamente la rilevanza e la coerenza.
  • La contestazione dell'inesistenza di operazioni non richiede necessariamente una specifica prova tipizzata: possono essere sufficienti elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, se adeguatamente indicati e non specificamente confutati.
  • Una censura sulla valutazione delle prove non integra automaticamente violazione dell'art. 2697 c.c.; quest'ultima riguarda la distribuzione dell'onere probatorio, non il modo in cui il giudice ha apprezzato le prove raccolte.
  • Le eccezioni di condono o di estinzione del debito tributario devono essere documentate e riproposte tempestivamente in appello se il primo giudice non vi ha pronunciato; in caso contrario possono diventare definitivamente precluse.
  • L'esistenza di un'associazione per delinquere non equivale automaticamente all'esistenza di una società di fatto, ma gli stessi fatti e le medesime risultanze investigative possono dimostrare autonomamente, sul piano tributario, l'esistenza di un'organizzazione societaria occulta.

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