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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8655/2024 del 28/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi principali: (i) omissione di concedere la sospensione condizionale della pena senza motivazione, nonostante il parziale pagamento dell'imposta (vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606 lett. e) c.p.p.); (ii) mancata sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria ai sensi dell'art. 20-bis c.p. e dell'art. 53 l. n. 689/1981 in relazione alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 150/2022 (violazione dell'obbligo del giudice d'appello di pronunciarsi sulla misura sostitutiva); (iii) omissione dell'avviso di cui all'art. 545-bis c.p.p. e mancata motivazione circa le ragioni ostative alla sostituzione con lavoro di pubblica utilità o altre pene sostitutive.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso in parte fondato. Ha respinto il primo motivo (manifestamente infondato) perché il difensore non aveva richiesto la sospensione condizionale durante il giudizio di merito e, inoltre, la ricorrente aveva già beneficiato due volte della sospensione (barre dall'art. 164, comma 4 c.p.). Ha invece accolto i secondi e terzi motivi nella misura in cui la Corte d'appello, pur avendo rideterminato la pena a un anno di reclusione (entro il limite per le sanzioni sostitutive), non aveva esaminato né motivato la richiesta subordinata del difensore per la sostituzione con pena pecuniaria né aveva dato riscontro all'eventuale avviso ex art. 545-bis c.p.p. per le misure alternative. Per tali ragioni la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla parte relativa alla sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria e la causa è rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Lecce per nuovo esame; il resto del ricorso è dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 11 d.lgs. n. 74/2000

    Norma sostanziale in base alla quale è stata affermata la responsabilità penale dell'imputata (reato fiscale) in concorso con altro soggetto.

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. e))

    Usata come parametro per censurare carenze, contraddittorietà e illogicità della motivazione della Corte d'appello.

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b))

    Richiamato in relazione all'omessa applicazione degli obblighi di comunicazione e di motivazione prescritti in sede di provvedimenti che incidono sulle sanzioni.

  • art. 164, comma 4, cod. pen.

    Stabilisce il divieto di ripetere il beneficio della sospensione condizionale della pena dopo già due precedenti concessioni; utilizzato per escludere la rinnovabilità del beneficio alla ricorrente.

  • art. 20-bis cod. pen.

    Introdotto dal d.lgs. n. 150/2022 per disciplinare nuove forme di pene sostitutive delle pene detentive brevi; applicabile alle ipotesi in cui la pena sia entro i limiti previsti.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice il potere (e, in presenza di richiesta, l'obbligo di valutare) di sostituire pene detentive brevi con misure alternative e di dare avviso all'imputato; la mancata statuizione sul punto quando sollecitata integra omessa motivazione.

  • art. 53 l. n. 689/1981

    Prevede forme sostitutive delle pene detentive; va coordinato con le modifiche del d.lgs. n. 150/2022 per la più ampia applicazione delle pene sostitutive.

  • d.lgs. n. 150/2022

    Intervento riformatore entrato in vigore il 30/12/2022 che ha ampliato la disciplina e l'applicabilità delle pene sostitutive per le pene detentive brevi; rilevante anche nei giudizi di appello in corso alla data di entrata in vigore.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Richiamato nel confronto interpretativo con la disciplina delle sostituzioni di pena: la giurisprudenza ha ricostruito limiti e possibili eccezioni al principio devolutivo affinché il giudice d'appello si pronunci sulle sostituzioni quando la questione è rilevata nelle conclusioni.

Massime di principio

  • Il difensore deve espressamente chiedere nel corso del giudizio di merito (in appello o nelle conclusioni) la concessione della sospensione condizionale o la sostituzione della pena; l'assenza di tale richiesta impedisce la censura per cassazione sul punto.
  • Se il difensore sollecita l'applicazione di pene sostitutive (o la sostituzione con pena pecuniaria) l'organo di merito è tenuto a esaminare e motivare la decisione; l'omissione di decidere su una richiesta espressa integra vizio di omessa motivazione e può comportare annullamento con rinvio.
  • Le modifiche introdotte dal d.lgs. n. 150/2022, in vigore dal 30/12/2022, favoriscono un più ampio ricorso alle pene sostitutive anche nei procedimenti d'appello in corso; il giudice deve valutare l'applicabilità delle nuove disposizioni.
  • Il precedente godimento del beneficio della sospensione condizionale (due volte) costituisce ostacolo alla sua nuova concessione ai sensi dell'art. 164 c.p.; va sempre verificato il casellario e le annotazioni processuali.
  • Quando la pena viene rideterminata entro il limite previsto per le pene sostitutive, la difesa dovrebbe formulare richieste subordinate per la sostituzione (pena pecuniaria, lavoro di pubblica utilità, ecc.) e sollecitare l'avviso ex art. 545-bis c.p.p.; ciò evita omissioni che possono determinare la riforma in cassazione.
  • In fase di impugnazione è possibile eccepire l'omessa statuizione del giudice d'appello solo se la questione era stata sollevata o richiesta in sede di merito; la giurisprudenza individua qui un obbligo di intervento del giudice d'appello quando la richiesta è stata formulata.

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