Cassazione Penale, Sentenza n. 20467/2026 del 03/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Roma che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame proposta da Bianchi avverso il decreto di sequestro preventivo riguardante un immobile intestato all'associazione "Il futuro è ora" e la somma di €239.000 sui conti della stessa. Il Bianchi sosteneva di avere un interesse concreto alla rimozione del sequestro in quanto, pur non essendo formalmente titolare dell'associazione, agiva quale legale rappresentante di altro soggetto giuridico e mandante/incaricato dell'esecuzione, e che il vincolo cautelare ostacolava lo sviluppo di un progetto di inclusione sociale.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Richiamando la recente pronuncia delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 7983/25.09.2025, dep. 2026), la Corte ha ritenuto che l'ammissibilità dell'impugnazione richiede l'allegazione e la sussistenza di un interesse concreto e attuale riconducibile a una situazione giuridica soggettiva tutelata dall'ordinamento. Nel caso di specie il Bianchi non è risultato titolare di una posizione soggettiva riconosciuta (tutti i provvedimenti ablatori erano stati eseguiti nei confronti dell'associazione "Il futuro è ora", la quale era rappresentata da Marciano Ilaria), né aveva dimostrato una disponibilità autonoma del bene riconducibile a categorie tutelate (es. possesso ai sensi dell'art.1140 c.c.). Pertanto la sua istanza di riesame era inammissibile e il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Sentenza depositata il 12/05/2026.
Norme richiamate
Sezioni Unite, n. 7983 del 25/09/2025 (dep. 2026), Calvarese
"deve essere, cioè, individuato un interesse concreto e apprezzabile, in quanto correlato ad una situazione soggettiva incisa dal provvedimento...il vincolo di indisponibilità sulla cosa...legittimato solo chi rientri in taluna di esse"
La pronuncia delimita l'ammissibilità dell'impugnazione contro il sequestro: anche il soggetto non titolare della cosa può proporre riesame solo se allega e dimostra un interesse concreto e attuale connesso a una situazione giuridica riconosciuta dall'ordinamento; un mero interesse di fatto o economico non è sufficiente.
art. 322 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla disciplina dell'istanza di riesame; la Corte ha chiarito che l'applicazione della norma è subordinata al requisito dell'interesse concreto e giuridicamente rilevante.
art. 1140, comma secondo, cod. civ.
art. 1140, comma secondo, cod. civ.
Citato per spiegare che la disponibilità del bene tramite terzi può, in ipotesi, incidere sulla titolarità della disponibilità: tuttavia occorre una detenzione/disponibilità autonoma e qualificata; una mera disponibilità di fatto non giustifica la legittimazione all'impugnazione.
Massime di principio
- L'ammissibilità di un'istanza di riesame proposta da soggetti non titolari formalmente del bene richiede l'allegazione e la prova di un interesse concreto e attuale riconducibile a una posizione giuridica soggettiva tutelata dall'ordinamento, non bastano interessi meramente fattuali o prospettive di progetto.
- Se il sequestro colpisce un ente (es. associazione), la legittimazione a chiedere la rimozione compete prioritariamente a chi è titolare della qualità processuale dell'ente (es. suo legale rappresentante); terzi devono dimostrare un autonoma disponibilità o un titolo giuridico specifico.
- La qualità di mandatario o incaricato non è di per sé sufficiente a fondare l'interesse: occorre dimostrare che la misura cautelare incide direttamente su una posizione giuridica tutelata (es. poteri di gestione e detenzione autonoma riconosciuti).
- Nelle impugnazioni contro misure reali è decisivo il nesso tra la rimozione del vincolo e la concretezza dell'utilità per l'impugnante (es. impedimento a svolgere attività giuridicamente riconosciute); va precisato e documentato tale nesso in ricorso.
- Art.1140 c.c. può essere utile quando la disponibilità è esercitata tramite un terzo, ma va provata la detenzione/disponibilità autonoma; altrimenti la posizione è precaria e non legittima all'impugnazione.
- Prassi difensiva: in casi analoghi allegare e documentare la titolarità della posizione giuridica (atto costitutivo, procure, atti di gestione, riconoscimenti formali) e spiegare chiaramente la concretizzazione del pregiudizio eliminabile col dissequestro.
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