Cassazione Penale, Sentenza n. 27483/2026 del 21/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
Nel procedimento definito con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, l'imputato era stato condannato alla pena di quattro anni e otto mesi di reclusione e euro 20.000 di multa per il reato di illecita detenzione di sostanza stupefacente. Contestualmente il giudice aveva disposto la confisca di una somma di denaro sottoposta a sequestro. Con l'unico motivo di ricorso, la difesa ha dedotto violazione dell'art. 85-bis T.U. stupefacenti in relazione all'art. 240-bis c.p., nonché carenza di motivazione sulla confisca, rilevando che il giudice si era limitato a richiamare le disposizioni applicate senza spiegare i presupposti dell'ablazione. In particolare, si lamentava l'assenza di valutazione sia sulle eventuali giustificazioni della provenienza lecita del denaro, sia sulla sproporzione tra il valore del bene e il reddito o l'attività economica dell'imputato.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato limitatamente alla statuizione di confisca del denaro. Ha osservato che, per il reato di mera detenzione di stupefacenti, il denaro rinvenuto nella disponibilità dell'imputato può essere confiscato solo ricorrendo i presupposti dell'art. 240-bis c.p., richiamato dall'art. 85-bis T.U. stupefacenti, e non già ai sensi dell'art. 240 c.p. o dell'art. 73, comma 7-bis, T.U. stupefacenti, applicabile invece all'ipotesi di cessione. Ha inoltre rilevato che la sentenza impugnata era priva di motivazione sulla mancata giustificazione della provenienza della somma e sulla sproporzione tra patrimonio e redditi leciti. Pertanto ha annullato la sentenza limitatamente alla confisca del denaro, con rinvio al Tribunale di Bologna, in diversa persona fisica, per nuovo esame sul punto.
Norme richiamate
art. 444 c.p.p.
richiamato come base del patteggiamento; la motivazione sommaria propria del rito non si estende automaticamente alla confisca disposta con la sentenza.
art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
consente il richiamo all'art. 240-bis c.p. per la confisca del denaro in relazione al reato di detenzione illecita di stupefacenti.
art. 240-bis c.p.
la confisca del denaro è possibile solo se ricorrono i presupposti della confisca allargata, con necessità di motivare sulla sproporzione e sulla mancata giustificazione della provenienza lecita.
art. 240 c.p.
non è applicabile alla confisca del denaro nel caso di mera detenzione di stupefacenti, per difetto del necessario nesso con il reato.
art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
norma incriminatrice della illecita detenzione di sostanza stupefacente oggetto dell'affermazione di responsabilità.
art. 73, comma 7-bis, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
richiamato come disposizione non applicabile nel caso di mera detenzione, essendo riferita all'ipotesi di cessione di sostanza stupefacente.
Massime di principio
- Nel caso di sentenza di patteggiamento, la motivazione sintetica propria del rito non esonera il giudice dall'onere di motivare specificamente sulla confisca patrimoniale disposta in sentenza.
- La confisca del denaro rinvenuto nella disponibilità dell'imputato per reati in materia di stupefacenti, quando non vi sia un nesso diretto con il reato contestato, può essere disposta solo nei limiti e secondo i presupposti della confisca allargata richiamata dalla disciplina speciale.
- Ai fini della confisca allargata è აუცილaria una motivazione che dia conto, da un lato, della mancata giustificazione della provenienza lecita del bene e, dall'altro, della sproporzione tra il valore del bene e i redditi leciti o l'attività economica dell'imputato.
- La confisca prevista per l'ipotesi di cessione di stupefacenti non può essere automaticamente estesa alla mera detenzione, in assenza del necessario collegamento tra il denaro e il reato accertato.
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