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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17653/2025 del 09/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Lecce che aveva confermato la condanna per violazione di domicilio (art. 614 c.p.), invasione di edifici (art. 633 c.p., consumati e tentati) e per violazione del foglio di via obbligatorio (art. 76 D.Lgs. 159/2011). Il ricorrente contestava: 1) l'incompatibilità e la sovrapposizione dei reati contestati (art. 614 vs art. 633), sostenendo che fosse configurabile solo il reato di invasione; 2) la sussistenza delle fattispecie nella forma tentata e dell'aggravante della violenza sulle cose; 3) la legittimità del foglio di via (contestato come eccesso di potere e fondato su precedenti inesatti); 4) il riconoscimento della recidiva qualificata e la sua incompatibilità con le attenuanti generiche riconosciute.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato in gran parte il ricorso e confermato le condanne per violazione di domicilio e per invasione di edifici (consumati e tentati), ritenendo corrette le valutazioni dei giudici di merito sulla distinzione tra i reati (diversi beni giuridici tutelati e diverso elemento soggettivo), sulla natura permanente dell'invasione/occupazione e sulla configurabilità della forma tentata e dell'aggravante per violenza sulle cose (quando dimostrata la forzatura/danneggiamento). Ha inoltre ritenuto legittimo il riconoscimento della recidiva qualificata, motivato con la carriera criminale del ricorrente, compatibile con il riconoscimento di attenuanti generiche. Tuttavia la Corte ha accolto il terzo motivo di ricorso: ha annullato la parte della sentenza relativa al reato contestato ai sensi dell'art. 76 D.Lgs. 159/2011 (foglio di via) e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Lecce per un nuovo esame circa la sussistenza dei presupposti di legge (in particolare la fondatezza degli elementi che hanno portato all'ordine di allontanamento). Nel resto la sentenza è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 614 cod. pen.

    Tutela il domicilio come proiezione spaziale della persona; richiede dolo generico (consapevolezza e volontà di introdursi e permanere nel domicilio altrui). La Corte ha ritenuto corretta l'applicazione quando sussiste l'introduzione e la permanenza nell'abitazione con volontà illecita.

  • art. 633 cod. pen.

    Regola l'invasione di terreni o edifici e l'occupazione abusiva; ha natura permanente e richiede dolo specifico (finalità di occupare o trarne profitto). La Corte ha confermato che invasione e occupazione possono sussistere anche in concorso con la violazione di domicilio, essendo beni giuridici diversi.

  • art. 15 cod. pen. (specialità)

    Criterio per risolvere il concorso apparente di norme: la specialità va verificata tramite confronto strutturale delle fattispecie. La Corte ha escluso rapporto di specialità tra art. 614 e art. 633, ritenendo le norme indipendenti per beni tutelati e elementi costitutivi.

  • art. 76 D.Lgs. 159/2011

    Normativa relativa alle misure di prevenzione (tra cui il foglio di via obbligatorio). La Corte ha ritenuto che il provvedimento impugnato non fosse adeguatamente fondato sui presupposti di legge e ha disposto l'annullamento con rinvio per nuovo esame sulla legittimità dell'ordine di allontanamento.

  • art. 1 legge 1423/1956

    Definisce le categorie cui può essere indirizzato il provvedimento di foglio di via; il giudice penale può sindacare solo la legittimità del provvedimento, verificandone la motivazione e gli elementi concreti di pericolosità. La Corte ha richiamato tale principio nel disporre il rinvio.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle circostanze (attenuanti/aggravanti). La Corte ha osservato che il riconoscimento della recidiva richiede adeguata motivazione e può coesistere con il riconoscimento di attenuanti generiche.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alle questioni che possono essere sollevate in Cassazione; richiamato per definire l'ammissibilità dei motivi di ricorso.

Massime di principio

  • Violazione di domicilio (art. 614) e invasione/occupazione di edifici (art. 633) tutelano beni diversi (domicilio vs patrimonio): possono coesistere e non sono automaticamente incompatibili; va sempre verificata la diversa struttura e il diverso dolo.
  • L'invasione/occupazione ex art. 633 è reato permanente: la consumazione può proseguire nel tempo e il reato cessa con l'allontanamento o con la sentenza; fatti successivi di occupazione possono costituire autonomo fatto-reato.
  • Per la configurabilità di una circostanza aggravante nel tentativo, occorre valutare concretamente se l'elemento aggravante richiede la realizzazione dell'effetto (es. violenza sulle cose che determina danneggiamento): se l'aggravante è strutturalmente connessa a un effetto lesivo, il tentativo aggravato presuppone che quell'effetto si sia già verificato.
  • Il sindacato del giudice penale sul foglio di via è limitato alla legittimità formale e sostanziale del provvedimento amministrativo (verifica della motivazione e degli elementi concreti di pericolosità); non è permesso un sindacato di merito sulle scelte discrezionali dell'Amministrazione.
  • Il riconoscimento della recidiva richiede motivazione puntuale ma è compatibile con il riconoscimento di attenuanti generiche: i giudizi sono autonomi e il cumulo/incidenza sulla pena va valutato con motivazione specifica.
  • In impugnazioni in Cassazione che attaccano la valutazione probatoria (contrapposizione di testimonianze, valutazione degli atti), la Corte tende a considerare inammissibili o infondati i motivi che chiedono una rivalutazione ex novo della prova di merito, salvo errori di diritto o vizi di motivazione evidenti.

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