Sentenza del 24/05/2019 n. 14178 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda una cartella di pagamento per IVA e IRES relative al 2004, emessa mediante controllo automatizzato ai sensi degli artt. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972. La società contestava, tra l’altro, l’insufficiente motivazione della cartella e sosteneva che l’omessa indicazione, nel Modello Unico 2005, delle compensazioni del credito IVA 2003 effettuate nel 2004 costituisse un mero errore formale, non produttivo di danno erariale, poiché il credito eccedente non era stato utilizzato, compensato o chiesto a rimborso.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato i primi tre motivi. Ha ritenuto legittima la cartella e sufficientemente motivata mediante il richiamo alle dichiarazioni del contribuente, trattandosi di un controllo automatizzato basato sul mero raffronto dei dati dichiarati, senza rielaborazioni o nuove pretese fiscali. Ha invece accolto il quarto motivo, rilevando che la CTR non aveva adeguatamente valutato la buona fede della società e l’assenza di un danno erariale concreto. La sentenza è stata cassata limitatamente a tale profilo e la causa è stata rinviata alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis
Controllo automatizzato delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette
Consente all’Amministrazione di effettuare controlli cartolari e automatizzati sui dati delle dichiarazioni e dell’anagrafe tributaria, senza valutazioni sostanziali o attività istruttorie ulteriori.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54-bis
Controllo automatizzato delle dichiarazioni IVA
Permette il controllo automatizzato dell’IVA quando la pretesa deriva dal semplice riscontro dei dati dichiarati, da errori materiali o di calcolo e da altre anomalie immediatamente rilevabili.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-ter
Controllo formale delle dichiarazioni
È una procedura distinta dal controllo automatizzato e può comportare verifiche documentali più articolate, limitatamente alle imposte dirette.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 25
Disciplina della cartella di pagamento
Stabilisce gli elementi che la cartella deve indicare per essere validamente emessa; nei controlli automatizzati, la motivazione può essere integrata dal richiamo alla dichiarazione già conosciuta dal contribuente.
Legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 3
Obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi
L’obbligo di motivazione deve essere interpretato in modo coerente con la natura della procedura: per un controllo meramente cartolare è sufficiente il riferimento ai dati dichiarati, mentre occorre una motivazione più approfondita se l’Ufficio formula una pretesa ulteriore.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7
Motivazione degli atti dell’Amministrazione finanziaria
La cartella deve consentire al contribuente di comprendere la pretesa e difendersi; tale requisito è soddisfatto con il richiamo alla dichiarazione quando il recupero deriva esclusivamente da dati già disponibili al contribuente.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 56
Motivazione degli accertamenti IVA
Richiede l’esplicitazione dei presupposti dell’accertamento, ma non impone una motivazione analitica quando la cartella deriva da un controllo automatizzato legittimo e puramente dichiarativo.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 36 e 61
Contenuto e motivazione delle sentenze tributarie
La sentenza deve esporre una motivazione comprensibile e individuare la ratio decidendi; una motivazione discutibile o insufficiente non è necessariamente una motivazione apparente e causa di nullità.
Costituzione, art. 111, comma 6
Obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali
Impone che le decisioni giudiziarie siano motivate, ma nel caso concreto la motivazione della CTR è stata ritenuta esistente, sebbene insufficiente nel valutare buona fede e assenza di danno.
Massime di principio
- Il controllo automatizzato è legittimo quando l’Amministrazione si limita a confrontare i dati della dichiarazione con quelli dell’anagrafe tributaria o con dichiarazioni precedenti, correggendo errori materiali, di calcolo o di esposizione.
- In una cartella derivante da controllo automatizzato, il richiamo alla dichiarazione del contribuente può essere sufficiente a motivare la pretesa, perché il contribuente conosce già i dati dichiarati.
- Se invece l’Amministrazione utilizza la procedura automatizzata per introdurre una pretesa nuova o per compiere valutazioni giuridiche, estimative o sostanziali, è necessaria una motivazione dettagliata e la procedura potrebbe essere illegittima.
- L’indicazione di un credito IVA superiore a quello effettivamente spettante non determina automaticamente un illecito sostanziale: occorre verificare se il credito sia stato effettivamente utilizzato e se vi sia stato un concreto danno per l’Erario.
- La buona fede del contribuente, l’effettiva esistenza delle operazioni sottostanti e il mancato utilizzo del credito eccedente sono elementi decisivi per distinguere un errore formale da un indebito utilizzo del credito.
- In caso di rinvio, il giudice deve esaminare concretamente la condotta del contribuente, l’eventuale utilizzo del credito e l’esistenza di un danno erariale, senza limitarsi alla mera possibilità astratta che il credito potesse essere richiesto o utilizzato.
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