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Ordinanza

Ordinanza n. 864/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202000552

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: istanza del commissario ad acta volta a ottenere una nuova proroga di sei mesi per l’esecuzione della demolizione dell’immobile abusivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione inadempiente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il giudizio riguarda l’esecuzione della sentenza del TAR Calabria n. 1650/2015, resa necessaria dall’inerzia del Comune di Terranova Da Sibari. Con precedente sentenza di ottemperanza il TAR aveva ordinato al Comune di procedere alla demolizione dell’immobile abusivo entro quaranta giorni, nominando in caso di inerzia un commissario ad acta. Dopo l’adozione di un provvedimento commissariale di acquisizione delle opere abusive al patrimonio comunale, impugnato con reclamo e confermato dal TAR, si sono succeduti diversi commissari. Il Prefetto di Cosenza, quale nuovo organo commissariale, ha chiesto una proroga ulteriore rispetto ai sei mesi già concessi, rappresentando che il progettista aveva consegnato il progetto esecutivo e che il responsabile dell’ufficio tecnico comunale aveva manifestato perplessità, chiedendo tempo per elaborare una soluzione tecnica alternativa diretta alla revisione della funzionalità e fruibilità dell’intervento, al contenimento della spesa pubblica e alla sicurezza e viabilità.

La decisione

Il TAR respinge l’istanza di proroga. Rileva che il giudizio di ottemperanza è delimitato dal contenuto precettivo della sentenza da eseguire, che nel caso concreto consiste nella demolizione dell’immobile abusivo. Il commissario ad acta, in quanto ausiliario del giudice, può essere incaricato esclusivamente delle attività necessarie a dare esecuzione a tale demolizione. Non è quindi ammissibile una proroga fondata sulla prospettazione di soluzioni tecniche alternative o di attività logicamente incompatibili con il facere imposto da una sentenza passata in giudicato e già oggetto di una precedente sentenza di ottemperanza anch’essa passata in giudicato. Il commissario deve procedere immediatamente alla demolizione e, qualora i componenti degli uffici coinvolti abbiano interessi diversi o opposti rispetto all’esecuzione del giudicato, può valutare di avvalersi del Genio dell’Esercito Italiano.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza l’attività dell’amministrazione e del commissario ad acta deve essere rigorosamente circoscritta al contenuto del decisum della sentenza da eseguire e non può estendersi a soluzioni o provvedimenti logicamente incompatibili con quanto imposto dal giudicato.
  • Il commissario ad acta nominato in sede di ottemperanza opera quale ausiliario del giudice e deve adottare esclusivamente gli atti e porre in essere le attività necessarie a realizzare l’obbligo conformativo risultante dalla sentenza.
  • Non può essere concessa una proroga dei termini per l’esecuzione del giudicato quando la richiesta sia giustificata dalla necessità di elaborare una soluzione alternativa che eluda o contraddica l’attività specificamente imposta dalla sentenza.
  • In presenza di inerzie o interessi degli uffici amministrativi incompatibili con l’esecuzione del giudicato, il commissario ad acta può avvalersi di strutture o soggetti esterni idonei a garantire l’effettiva esecuzione dell’ordine giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaAbusi edilizi e sanzioni
RamiProcesso amministrativoEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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