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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1414/2023 del 18/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione per violazione e/o falsa applicazione dell'art. 2901 c.c. (in rapporto agli artt. 1842 e 1843 c.c. e all'art. 360 c.p.c., primo comma, n.3). La questione centrale era quale momento considerare per valutare l'anteriorità del credito rispetto all'atto dispositivo del 29 novembre 2001: la Corte d'appello aveva ritenuto rilevante il momento di esigibilità del credito (seguendo la S.U. 2/12/2010 n.24418 in tema di ripetizione d'indebito), mentre il ricorrente sosteneva che, ai fini dell'azione revocatoria (art. 2901 c.c.), è sufficiente l'esistenza dell'obbligazione/credito anche se non esigibile, soggetto a termine o litigioso, e che quindi va valutato il momento in cui sorge l'obbligazione (es. accredito/apertura di credito), non la sua esigibilità.

La decisione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ritenendo che l'art. 2901 c.c. ammette una nozione ampia di credito (comprensiva della ragione o aspettativa di credito), pertanto la verifica dell'anteriorità del credito deve riferirsi al momento di nascita dell'obbligazione e non al momento di esigibilità. Le Sezioni Unite 2010 (n.24418), concernenti la ripetizione di indebito, non hanno modificato la consolidata giurisprudenza secondo cui anche un credito potenziale o non ancora esigibile legittima l'azione revocatoria. Sentenza della Corte d'appello di Genova cassata e causa rinviata alla Corte d'appello di Genova in diversa composizione; spese rimesse.

Norme richiamate

  • art. 2901 c.c.

    "anche se il credito è soggetto a condizione o a termine"

    La Corte interpreta l'art. 2901 in senso ampio: requisito dell'azione revocatoria è l'esistenza di una nozione lata di credito che comprende la ragione o aspettativa di credito; pertanto rileva l'esistenza dell'obbligazione (anche potenziale, eventuale o litigiosa) al momento dell'atto impugnato, non la sua esigibilità.

  • art. 1842 c.c.

    Richiamato per spiegare il funzionamento del contratto di apertura di credito in conto corrente (messa a disposizione di somme che il cliente può utilizzare).

  • art. 1843 c.c.

    Richiamato insieme all'art. 1842 per caratterizzare il rapporto di apertura di credito in conto corrente e il meccanismo dell'utilizzo/versamenti.

  • art. 360 c.p.c., primo comma, n.3

    Norma processuale richiamata come vizio di diritto per cui è stato dedotto l'errore di interpretazione della norma sostanziale (art. 2901 c.c.).

  • Sezioni Unite ord. 18 maggio 2004 n. 9440

    "la nozione lata di credito, comprensiva della ragione o aspettativa, con conseguente irrilevanza dei normali requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità"

    Le S.U. hanno affermato che l'art. 2901 ammette il credito litigioso/potenziale tra i presupposti dell'azione revocatoria; la Cassazione utilizza questa linea per confermare che non è richiesta l'esigibilità del credito.

  • Sezioni Unite 2 dicembre 2010 n. 24418

    "la prescrizione del diritto derivante da conto corrente decorre dalla chiusura del conto" (nel caso dell'azione di ripetizione d'indebito)

    Decisione specifica sul termine prescrizionale per la ripetizione di indebito: riguarda la restituzione di pagamenti indebitamente eseguiti e stabilisce regole sulla decorrenza della prescrizione dalla chiusura del conto; la Corte di Cassazione nella sentenza impugnata aveva fatto un'applicazione impropria di questo principio all'azione revocatoria, ma la Cassazione rileva che la pronunzia del 2010 non altera la nozione ampia di credito ai fini dell'art. 2901.

  • art. 295 c.p.c.

    Richiamato nella discussione giurisprudenziale: le S.U. 9440/2004 hanno trattato la questione della sospensione del giudizio revocatorio in presenza di controversia sulla esistenza del credito, con esito negativo per la sospensione obbligatoria.

Massime di principio

  • Ai fini dell'azione revocatoria (art. 2901 c.c.) conta la nascita dell'obbligazione/credito (anche come aspettativa o diritto potenziale), non la sua esigibilità: un atto è revocabile se è anteriore alla nascita dell'obbligazione che costituisce il credito del creditore.
  • Il credito può essere considerato idoneo a legittimare l'azione revocatoria anche se soggetto a condizione, a termine o se litigioso; non è necessario che sia immediatamente esigibile.
  • Le pronunce sulle azioni di ripetizione d'indebito (es. S.U. 24418/2010) sono specifiche per quel rimedio e non devono essere automaticamente trasposte per alterare la nozione di 'credito' ai fini della revocatoria.
  • Nelle controversie legate ad aperture di credito bancarie, per provare l'anteriorità del credito è efficace dimostrare l'esistenza dell'apertura/accreditamento o altro fatto costitutivo dell'obbligazione alla data dell'atto impugnato (es. annotazioni di accredito, contratto di apertura di credito).
  • Se la posizione creditoria è contestata in altro giudizio (credito litigioso), la revocatoria non necessita automaticamente di sospensione del giudizio principale: valutare la sussistenza dei presupposti procedurali per eventuale sospensione o riunione dei giudizi secondo SU 9440/2004.
  • In fase di valutazione pratica, distinguere sempre il rimedio invocato: azione di ripetizione d'indebito segue regole proprie (es. decorrenza della prescrizione dalla chiusura del conto), mentre l'azione revocatoria segue la nozione ampia di credito dell'art. 2901.

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